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Pena di morte, cresce sui social mobilitazione contro esecuzione in Arabia Saudita

ROMA – La campagna attraverso i social per salvare la vita di un giovane condannato a morte in Arabia Saudita continua con successo sui siti che hanno dedicato alla battaglia molte delle loro energie. In queste ora Change.org – tra i promotori della raccolta – fa sapere che sono state superate le 300 mila firme; Avaaz.org e Amnesty International spingono a firmare la petizione e a mobilitarsi dai loro siti internet.

Avaaz.org scrive che l’Arabia Saudita ”sta per decapitare un ragazzo di 21 anni, per poi crocifiggerlo e esporre il suo corpo in piazza. La stessa Arabia Saudita a cui hanno appena affidato il coordinamento della commissione ONU sui diritti umani!”. 182153518-0c7e692d-126e-4500-b478-c8d4193e4434[1]

La storia di Ali Mohammed al-Nimr è breve e terribile: è stato arrestato a 17 anni per aver preso parte a una manifestazione contro il governo. La reazione è stata durissima, l’hanno torturato e condannato a morte. In Arabia Saudita, ricordano gli avaaziani,- quest’anno ci sono già state più di 100 esecuzioni, praticamente una ogni due giorni.

In seguito la Corte penale speciale e la Corte suprema dell’Arabia Saudita hanno confermato la sentenza capitale nei confronti del giovane attivista sciita che è stato accusato di ”partecipazione a manifestazioni antigovernative”, attacco alle forze di sicurezza, rapina a mano armata e possesso di un mitra. La condanna sarebbe stata emessa sulla base di una confessione estorta con torture e  maltrattamenti.

Amnesty International ricorda che Ali al-Nimr è nipote di un eminente religioso sciita, Sheikh Nimr Baqir al-Nimr, anch’egli condannato a morte, e, secondo la legge saudita, ha già esaurito ogni possibilità di appello e può essere messo a morte appena il re ratificherà la condanna.

Avaaz,org ricorda anche che secondo gli esperti di diritti umani, la sentenza di Ali è una ”esecuzione arbitraria”, proibita quindi dalla Convenzione Internazionale sui diritti dell’infanzia, visto che è stato incarcerato quando era ancora minorenne.

Negli appelli a fermare l’esecuzione, si chiede quindi l’annullamento della sentenza, indagini sulle torture, il rispetto dei diritti umani da parte di Riad. In particolare Avaaz.org chiede al Governo italiano di intervenire insieme con gli altri governi europei e gli Usa, cominciando  davvero a fare pressione sull’Arabia Saudita, che qualche giorno fa ha ricevuto anche delle minacce a firma Anonymous se metterà in atto la condanna.

(MNT,  1 ottobre  2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts