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Ambasciatore Fulci: Italia ha dato contributo di sangue a missioni Onu, no a nuovi membri permanenti

Gli ambasciatori Fulci e Cardi

MILANO EXPO (di Francesca Morandi) – “L’Italia ha dato un contributo di sangue alle missioni dell’Onu fin dal loro inizio, creare nuovi membri permanenti nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sarebbe sbattere la porta in faccia al nostro Paese”.  Lo ha affermato l’ambasciatore Francesco Paolo Fulci a margine di un convegno organizzato dal Gruppo Ferrero ieri a Expo Milano, commentando le parole pronunciate da Papa Francesco la settimana scorsa a Palazzo di Vetro, dove il pontefice ha chiesto una riforma dell’Onu che includa gli organi con effettiva capacità esecutiva come il Consiglio di Sicurezza. “Il Papa ha parlato di un Onu inclusivo, ma, se saranno creati nuovi membri permanenti nel Consiglio di Sicurezza, dando loro le leve del potere, si accrescerà quel divario tra coloro che hanno il privilegio del seggio permanente e coloro che non ce l’hanno”, ha detto Fulci, già ambasciatore italiano presso le Nazioni Unite, dove negli anni Novanta fu tra i fondatori del “Coffee Club”, un gruppo di Paesi contrario all’aumento dei membri permanenti del Consiglio di Sicurezza oltre ai cinque esistenti (Stati Uniti, Russia, Francia, Regno Unito e Cina), e favorevole all’ampliamento dei seggi non permanenti.

“Con nuovi membri permanenti”, chiesti da Germania, India, Giappone e Brasile, ha continuato Fulci, oggi presidente di Ferrero Spa Italia, “non si farà altro che aumentare il deficit democratico e chiudere definitivamente alla possibilità della creazione di un seggio europeo, capace di tenere a bada nefasti nazionalismi”. Sottolineando come non sia accettabile che una riforma Onu basata su nuovi seggi permanenti escluda Stati qualificati come l’Italia, Fulci ha ricordato come il nostro Paese sia oggi il primo contributore di caschi blu tra i partners europei e G8, con “personale altamente qualificato che dà esempi eccellenti nel peacekeeping”.

Caschi blu italiani in Libano

Caschi blu italiani in Libano

Fatti ribaditi lunedì scorso dal premier Matteo Renzi che, intervenendo al summit sul peacekeeping nell’ambito dei lavori collaterali dell’Assemblea generale dell’Onu, ha evidenziato il ruolo italiano: “Come primi contributori di caschi blu tra i Paesi occidentali, l’Italia offre un’esperienza formidabile attraverso un approccio integrato alle operazioni di pace”. Renzi ha aggiunto che “l’Italia è il settimo contributore del mondo, col 4,48% (che ammonta a 113 milioni di dollari), al bilancio delle Nazioni unite, e contribuisce alle operazioni di peacekeeping con 320 milioni”, oltre a essere “uno dei Paesi che maggiormente contribuisce all’invio di soldati, mettendo in campo 1.100 soldati in 6 missioni sulle 16 dell’Onu in corso”. “Al momento il nostro impegno è legato all’Unifil in Libano – ha detto ancora Renzi -, dove l’Italia sta impegnando una media di mille soldati dal 2006″.

Rilanciato dall’Italia in collaborazione con il Pakistan, il “Coffee Club” co-fondato da Fulci è confluito poi nel gruppo “Uniting for Consensus” (Ufc).  “L’Italia torna a chiedere trasparenza e inclusività nel processo di riforma del Consiglio di Sicurezza e che tutti gli Stati membri siano consultati tempestivamente e ad ogni stadio del processo negoziale”, ha detto il Rappresentante Permanente italiano all’Onu Sebastiano Cardi  lo scorso 14 settembre a New York in vista dei negoziati per la riforma, nel quadro dell’Assemblea per il 70esimo anniversario della nascita dell’Onu.  (FM, 2 ottobre 2015)

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts