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Migrazioni: in rapporto Lunaria razzismo, asilo e diritti nel dibattito politico

(di Maria Novella Topi) – ROMA – L’impatto che le ondate di flussi migratori hanno sui paesi contro cui si infrangono, si può misurare in molti modi. C’è la paura dei cittadini e la disposizione all’accoglienza, ci sono i bilanci degli Stati e i risvolti sociali, ci sono le leggi dei Paesi e le fedi religiose che si incontrano o si scontrano. Ci sono gli articoli dei giornali e le carte dei Centri di accoglienza. Ma c’è anche, a misurare il grado di attenzione della classe politica, l’attività parlamentare che viene svolta su temi come immigrazione, asilo, cittadinanza, discriminazioni e razzismo. lunaria

Lunaria, onlus che si occupa proprio di queste tematiche, ha provato a rispondere, con un rapporto puntigliosamente documentato, a domande come: vi è corrispondenza tra gli indirizzi di dibattito pubblico, i discorsi dei rappresentanti delle istituzioni, e il loro operato in Parlamento? E ancora: cosa fa chi ha il potere di adottare provvedimenti? Perché  – è la tesi di Lunaria – l’orientamento della pubblica opinione rischia di essere fortemente condizionato più dalle rappresentazioni del dibattito politico offerte dai media, che dalla cognizione esatta dell’effettiva attività delle istituzioni.

La fotografia di quello che il Parlamento italiano ha fatto nel periodo preso in esame dai ricercatori di Lunaria è contenuta nel rapporto intitolato ‘Watchdog’, un lavoro sperimentale che ha preso in esame il periodo dal 1 febbraio al 5 agosto 2015, quando più consistenti si sono manifestati i fenomeni degli arrivi e in parte anche delle reazioni negative della popolazione alla presenza di immigrati sul nostro territorio.

I risultati del monitoraggio sono stati presentati in una conferenza stampa alla Camera e rappresentano un tentativo di ”rimettere a posto le cose” quanto alla percezione che mediamente si ha dei fenomeni come le migrazioni. Come si ricorderà una recente indagine ha dimostrato che la percezione che gli italiani hanno della quantità di stranieri che giungono nel nostro paese è errata di circa il 22 per cento.

Il fenomeno naturalmente non riguarda solo l’Italia: molti paesi d’Europa hanno mostrato fragilità, le classi politiche dei vari Stati hanno reagito in modi diversi ma ovunque – anche dove l’accoglienza era finora stata un tratto distintivo – si percepisce un certo sbandamento e talvolta sono i cittadini (vedi l’Ungheria) a dire ai propri governi ciò che si deve fare, facendolo.

Il nuovo leader laburista britannico, Jeremy Corbyn, afferma che ”la risposta umana della gente di tutta Europa nelle ultime settimane, ha dimostrato l’intenso desiderio di un tipo diverso di politica e di società. I valori della compassione, della giustizia sociale e della solidarietà sono stati al centro della recente esplosione di democrazia in un Labour sempre più influente…”e in un paese che sembra restio ad aumentare l’accoglienza. Anche in molti altri paesi europei si è manifestato uno scollamento tra cittadini e classe politica su questi temi, e in molte direzioni: dall’aperto razzismo alla professione di accoglienza totale. Lunaria ha dunque provato a indagare cosa invece è accaduto in Italia a livello della politica e i risultati non sono scoraggianti.naletto

IL RAPPORTO

Dall’inizio della legislatura – ha spiegato la presidente di Lunaria Grazia Naletto – sono state presentate 98 proposte di legge, e 286 atti parlamentari non legislativi sono stati presentati tra l’1 febbraio e il 5 agosto 2015. In particolare la gran parte delle proposte di legge è relativa ai diritti di cittadinanza (61) e alla riforma della disciplina in materia di immigrazione (19), mentre sono 8 le proposte che intervengono in materia di discriminazioni e di razzismo e 6 quelle dedicate alla disciplina dell’asilo. Il gruppo più attivo sul piano dell’iniziativa legislativa è quello del PD.

Le proposte che hanno iniziato l’esame sono però 37, gran parte delle quali riguardano la riforma della legge sulla cittadinanza,  il cui testo è attualmente in discussione in aula alla Camera. Una proposta di legge di vari deputati approvata in aula alla Camera e trasmessa al Senato riconosce ai minori stranieri il diritto di partecipare ad attività sportive agonistiche; una proposta di legge sui minori stranieri non accompagnati è ferma in Commissione al 22 ottobre 2014. Al Senato invece tre disegni di legge propongono la creazione di un organismo nazionale di tutela dei diritti umani e due disegni di legge prevedono l’istituzione di un Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, inoltre due emendamenti proposti al Senato all’art. 8 della legge di riforma del terzo settore, propongono l’estensione del diritto a partecipare al Servizio Civile Universale ai giovani stranieri. L’Istituzione della giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione è stata approvata alla Camera ed è in corso di esame congiunto al Senato.

Naletto ha illustrato anche il tema degli atti parlamentari non legislativi (interrogazioni, risoluzioni ecc) che spesso sono condizionati dalla cronaca: più frequenti quanto più cruenti siano gli sbarchi, gli episodi di violenza, i naufragi. Tra i 286 atti non legislativi monitorati prevalgono interrogazioni e risoluzioni che sono presentate prevalentemente da Lega Nord (66), PD (57), M5S (43) e SEL (30). In questo caso i temi maggiormente ricorrenti sono quello delle migrazioni e dell’asilo .

Il controllo dei mari e delle frontiere, le attività di primo soccorso in mare, la richiesta di informazioni sulle attività svolte dalle navi italiane e straniere dislocate al largo della Libia, le finalità della missione Triton e la richiesta di chiarimenti sulla posizione e le scelte del Governo italiano in merito alla situazione libica sono stati al centro di molte interrogazioni e interpellanze parlamentari.

puglieseUn secondo gruppo di atti è specificamente dedicato al tema dell’accoglienza dei profughi e richiedenti asilo in Italia. Numerose interrogazioni e interpellanze sono volte ad evidenziare l’ ‘insostenibilità’ a livello territoriale della distribuzione dei profughi in singoli comuni altre sono invece finalizzate a denunciare le anomalie nell’affidamento dei servizi di accoglienza nonché la cattiva gestione di alcuni centri, in primo luogo quelli i cui gestori risultano coinvolti nell’inchiesta di Mafia capitale, tra i quali il Cara di Mineo, di cui viene auspicata la chiusura, ed altri centri dislocati nel resto della Sicilia e in Sardegna. Collegati al tema dell’accoglienza sono anche alcuni atti che pongono all’attenzione dei ministri dell’Interno e della Giustizia i problemi di sicurezza e di ordine pubblico che la presenza di alcuni centri genererebbe sul territorio. La sicurezza sta al centro anche di alcune interrogazioni e interpellanze che denunciano il rischio di diffusione del terrorismo connessa alle attività delle moschee e alla presenza di detenuti musulmani in carcere. Decisamente meno numerosi gli atti non legislativi relativi al tema delle discriminazioni, del razzismo e dei diritti di cittadinanza.

COSA SI E’ FATTO, COSA C’E’ DA FARE

Commentando i dati della ricerca il prof. Enrico Pugliese, uno dei più autorevoli studiosi di flussi migratori, ha ricordato ”come si spendono male i fondi, non implementando le politiche sociali ma limitandosi ad applicare, persino peggiorandola, la Bossi-Fini: vedi medici-spia, ronde ecc’’. Quindi per Pugliese è necessario ”estendere quanto più è possibile i benefici del welfare e allargare la cittadinanza, mentre va ricordato come il Giorno della Vergogna quello in cui è stato cancellato Mare Nostrum”.marcon

Il deputato di Sel Giulio Marcon ha ricordato che il governo ”ha passato un anno e mezzo a difendersi dalle bestialità della Lega Nord e a respingere la trasformazione dell’Aula in un teatrino anti immigrazione… ora occorre agire: va creato un Osservatorio di deputati e senatori sui temi sollevati da Lunaria e va presentato questo rapporto alla presidente della Camera Laura Boldrini e al capo dello Stato”.

Quanto a Lunaria, ha ben chiaro che vi sono ”scelte politiche e normative che il nostro paese potrebbe adottare da subito”, anche unilateralmente e a livello nazionale. A livello europeo il Parlamento e il Governo italiano potrebbero fare pressione a livello politico sull’Unione Europea per garantire:

  1. Il diritto di arrivare sani e salvi in Europa
  2. La sospensione e riforma del Regolamento Dublino III
  3. L’avvio di una politica comune europea che faciliti l’ingresso regolare dei migranti economici prevedendo anche meccanismi di ingresso per ricerca di lavoro.

A livello nazionale l’auspicio è che giunga finalmente a rapido compimento l’approvazione di una riforma lungimirante della legge sulla cittadinanza che tenga conto delle osservazioni presentate dai promotori della campagna ‘L’Italia sono anch’io’; che inizi presto in Parlamento l’esame delle proposte di legge che prevedono il riconoscimento del diritto di voto amministrativo ai cittadini stranieri stabilmente soggiornanti in Italia; che il Parlamento, attraverso le commissioni competenti, svolga un attento lavoro di monitoraggio dei diritti umani all’interno dei Cie, dei Cara, dei Cda, dei Cas e dei futuri Hot-spot e avanzi proposte legislative finalizzate alla definitiva chiusura dei Cie e all’allestimento di un sistema nazionale di accoglienza ordinari; che si approvi una riforma del T.U. 286/98 finalizzata alla facilitazione dell’ingresso e del soggiorno dei migranti economici per motivi di lavoro e di ricerca di lavoro, e un riordino della normativa in materia di lotta alle discriminazioni e al razzismo al fine di contrastare la preoccupante diffusione dei crimini razzisti e dei discorsi di odio.

(MNT, 4 ottobre 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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