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Yemen: Amnesty e Unicef, dopo sei mesi di guerra Yemen in ginocchio

People embrace their relatives who were evactuated from Yemen, as they arrive at Jinnah International Airport in Karachi, Pakistan, early 30 March 2015. At least 500 Pakistanis were evacuated by plane from Yemen after the Saudi-led military coalition halted the airstrikes for the evacuation mission. Pakistan has not decided yet whether to send its troops to take part in the Saudi-led campaign in Yemen. ANSA/SHAHZAIB AKBER

ROMA – Sei mesi dopo l’inizio del sanguinoso conflitto dello Yemen, Amnesty International ha sollecitato la comunità internazionale a istituire, attraverso il Consiglio Onu dei diritti umani che si è riunito a Ginevra fino al 2 ottobre, una commissione d’inchiesta sulle violazioni del diritto internazionale umanitario e del diritto internazionale dei diritti umani commesse da tutte le parti.  Nel corso del conflitto sono stati uccisi oltre 2100 civili, tra cui almeno 400 bambini. In tutto lo Yemen è in corso una disperata crisi umanitaria e oltre 1.400.000 persone risultano sfollate.03-Il-centro-storico-di-Sanaa-dopo-i-bombardanti-della-coalizione-saudita[1]

“Nei sei mesi trascorsi dall’inizio della campagna di attacchi aerei da parte della coalizione a guida saudita, tutte le parti coinvolte nel conflitto hanno mostrato un cinico disprezzo per la vita dei civili” , ha dichiarato James Lynch, vicedirettore del programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International.  “In assenza di qualsiasi soluzione in grado di porre fine a questo sanguinoso conflitto e a causa della crescente crisi umanitaria, la sofferenza dei civili dello Yemen è assoluta. La comunità internazionale deve cogliere l’occasione della riunione del Consiglio Onu dei diritti umani per istituire una credibile commissione d’inchiesta internazionale che possa dare speranza alle vittime delle gravi violazioni dei diritti umani”, ha aggiunto Lynch.

L’Arabia Saudita e altri stati che fanno parte della coalizione militare impegnata nel conflitto dello Yemen, insieme allo stesso governo yemenita del presidente Abd Rabbu Mansour Hadi, stanno cercando d’impedire l’istituzione della commissione d’inchiesta.  “La comunità internazionale deve smetterla di girare le spalle alle vittime della crisi dello Yemen e prendere misure per porre fine all’impunità e per far presente agli autori delle gravi violazioni dei diritti umani che non potranno non rispondere delle loro azioni.   Il primo passo in questa direzione dovrebbe essere un’indagine approfondita, imparziale e indipendente”, ha sottolineato Lynch.

In gran maggioranza, i morti e i feriti tra i civili sono stati causati dalla coalizione a guida saudita, sostenuta da Usa e Regno Unito. Amnesty International ha documentato attacchi aerei della coalizione, dichiaratamente contro i gruppi armati houti e che invece hanno causato morti tra la popolazione civile e hanno distrutto abitazioni e altri obiettivi civili tra cui scuole, moschee e infrastrutture civili tra cui ponti e strade, pregiudicando in questo modo la fornitura di aiuti umanitari.  Le forze della coalizione a guida saudita hanno anche usato bombe a grappolo, vietate a causa della loro natura inerentemente indiscriminata, prodotte o progettate negli Usa.  Nei combattimenti via terra, gli houti e i loro oppositori si sono resi a loro volta responsabili di gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario, procurando danni alla popolazione civile mediante attacchi indiscriminati contro centri abitati. Gli houti hanno anche bombardato città e villaggi del sud dell’Arabia Saudita, e avviato la repressione nelle zone sotto il loro controllo, effettuando raid e chiusure delle sedi di varie organizzazioni non governative e minacciando il loro personale ed eseguendo arresti arbitrari e rapimenti di attivisti, giornalisti e altre persone ritenute ostili.

Un  altro grido d’allarme sulla situazione nello Yemen giunge da Unicef, secondo il quale dopo mesi di conflitto in Yemen 1,7 milioni di bambini sono a rischio malnutrizione.  Secondo un rapporto dell’organizzazione dell’Onu per l’infanzia, circa 10 milioni di bambini – l’80 per cento della popolazione al di sotto dei 18 anni di età – necessita di assistenza umanitaria immediata. Più di 1,4 milioni di persone, prosegue il documento, sono state costrette ad abbandonare le proprie case. Prima del conflitto, lo Yemen produceva meno del 10 per cento del suo fabbisogno alimentare. La guerra ha ora aggravato l’insicurezza alimentare che si registra nel paese, con conseguenze drammatiche soprattutto per i bambini. Secondo l’Unicef il numero dei bambini sotto i cinque anni a rischio malnutrizione acuta è triplicato nel 2015, passando a 537 mila minori a rischio.rs22157_db_yemen_camp_05-lpr_0-360x240[1]

In mesi di conflitto, la situazione in Yemen è degenerata rapidamente in emergenza umanitaria. La Cooperazione italiana si è attivata con un contributo volontario di 500 mila euro al Comitato internazionale della Croce rossa (Cicr) per il sostegno alle attività di protezione e prima assistenza. L’organizzazione è una delle poche che continuano a operare nel Paese, con un totale di circa 230 operatori negli uffici di Sanaa, Taiz, Saada e Aden (dove è stato aperto di recente un ospedale attrezzato per operazioni di chirurgia). A questi si aggiunte il sostegno logistico dalla delegazione di Gibuti, mentre è imminente l’apertura di un analogo centro in Oman.

(MNT, 5  OTTOBRE  2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts