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Ambasciatore Formica: “Contro corruzione e trafficanti Convenzione di Palermo è la risposta”

ROMA – “La corruzione nazionale alimenta direttamente o indirettamente il crimine transazionale. E’ allora fondamentale che la Convenzione di Palermo, voluta dal giudice Giovanni Falcone, trovi una nuova applicazione. L’Italia sta lavorando strenuamente a questo fine”. Lo ha affermato l’Ambasciatore Filippo Formica, Rappresentante permanente d’Italia presso le Organizzazioni Internazionali a Vienna durante il convegno, tenutosi ieri nel centro congressi della Banca Centrale Italiana a Roma, sul tema “La Convenzione ONU contro la Corruzione e l’impegno italiano nella sua attuazione”. All’evento sono intervenuti il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione, Andrea Orlando, ministro della Giustizia, e Francesco Testa, Consigliere Giuridico della Rappresentanza Permanente d’Italia presso le Organizzazioni Internazionali in Vienna.

FilippoFormica

L’Ambasciatore Filippo Formica

L’Ambasciatore Formica ha spiegato che “la Rappresentanza a Vienna, tra gli altri suoi compiti, segue le attività dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga ed il Crimine ed in particolare l’attuazione della Convenzione contro il crimine organizzato (UNTOC), la cosiddetta Convenzione di Palermo, voluta dal giudice Falcone e fortemente ispirata alla sua opera, e la Convenzione contro la corruzione conclusa a Merida nel Messico (UNCAC)”. Si tratta di “due convenzioni sorelle”, ha precisato Formica, accomunate dal “processo di riesame della loro applicazione, ma, se per l’UNCAC tale meccanismo già esiste dal novembre 2009, per la Convenzione di Palermo non siamo ancora riusciti a creare uno strumento analogo”.

“Proprio in questi giorni a Vienna il relativo negoziato è ripreso sulla base di una proposta italiana – ha aggiunto l’Ambasciatore italiano a Vienna -. Purtroppo, all’origine delle difficoltà che stiamo incontrando nella trattativa vi è ancora, in alcune parti del mondo, una sottovalutazione della minaccia costituita dal crimine organizzato”. Il Rappresentante Permanente presso le Organizzazioni Internazionali a Vienna ha poi rilevato come in seno alla comunità internazionale ci sia “una forte domanda di cooperazione nella lotta al crimine transazionale. Tale collaborazione è spesso vanificata da una applicazione diseguale della suddetta Convenzione. Lo abbiamo constatato nella lotta ai trafficanti di esseri umani, laddove la collaborazione è ostacolata anche dalla mancanza di definizioni comuni di alcune fattispecie criminali contemplate nella stessa Convenzione. La cooperazione internazionale non si realizza nel vuoto, ma necessita di appositi strumenti, oltre che di risorse adeguate”. Durante il convegno è stato presentato il Rapporto ONU sulla corruzione in Italia che, secondo l’Ambasciatore Formica, “contiene una valutazione positiva del nostro operato, il risultato ottenuto è il frutto di uno sforzo collettivo che ha visto impegnate oltre alla Magistratura, al Ministero dell’Interno e alla Rappresentanza Permanente, numerose altre istituzioni ed agenzie nazionali”.

Nel suo intervento il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco ha osservato che “nonostante i passi positivi, l’Italia continua a soffrire di una percezione assai negativa in materia di corruzione”, anche a causa dell’impatto negativo delle notizie su episodi corruttivi in Italia, che innescano un processo che incide “sugli investimenti diretti nel nostro Paese”. “Sarà importante – ha concluso Visco – che ai progressi effettivi realizzati in questi anni, si associno, da un lato, uno sforzo di elaborazione di indicatori il più possibile ancorati a evidenze oggettive piuttosto che unicamente legati alle percezioni. Dall’altro, che migliori la capacità di comunicare e valorizzare i progressi ottenuti, anche sul piano internazionale oltre che su quello interno”.

Il Consigliere Giuridico della Rappresentanza Permanente d’Italia presso le Organizzazioni Internazionali in Vienna, Francesco Testa ha evidenziato come “il rapporto ONU esprime risultati molto positivi riguardo all’appropriatezza degli strumenti processuali e alle soluzioni organizzative adottate dal nostro Paese nella cooperazione internazionale, anche sul piano del contrasto al riciclaggio dei proventi dei reati di corruzione”.   Testa ha altresì messo in luce che “sulla base del Rapporto possiamo provare a riequilibrare, in seno alla comunità internazionale, il senso di sfiducia che purtroppo ha raggiunto l’Italia negli anni passati, e potremo persino pensare di correggere il criterio di fondo che oggi ispira il giudizio di affidabilità e credibilità assegnato a ciascun Paese nella lotta alla corruzione: perché se è vero che i fatti di corruzione accertati nel nostro Paese sono frequenti, ripetuti e gravi, è anche vero che ciò è dovuto anche al fatto che esistono degli apparati di contrasto efficaci e funzionanti, che spesso riescono ad individuare gli episodi di malaffare ed a punirli”. (FM, 7 ottobre 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts