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Libia: guerra a scafisti, scatta seconda fase “Sofia”

ROMA – Scatta la seconda fase, quella operativa, della guerra agli scafisti. Nell’ambito della missione europea Eunavfor Med “Sofia”, per il contrasto ai trafficanti di esseri umani nel Mediterraneo, 6 navi sono infatti già in mare aperto, in acque internazionali, davanti alla costa libica: una portaerei italiana, tre fregate (francese, britannica e spagnola) e due navi tedesche. Almeno altre 3 navi fornite da Belgio, Regno Unito e Slovenia dovrebbero raggiungere l’area entro la fine di ottobre, completando lo schieramento, che include anche quattro aerei mettendo in campo almeno 1.300 uomini.

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Fino a oggi la missione “Sofia”, guidata dall’ammiraglio italiano Enrico Credendino, ha svolto operazioni di raccolta di informazioni d’intelligence, attraverso satelliti, droni, intercettazioni elettroniche, in preparazione alle fasi successive dell’intervento. Parallelamente, i Paesi europei interessati hanno proceduto al salvataggio dei migranti in mare con regole d’ingaggio simili alla missione italiana Mare Nostrum.

La seconda fase dell’operazione Eunavfor Med è stata approvata il 14 settembre scorso dall’Ue con l’obiettivo di identificare i barconi e distruggere i mezzi dei trafficanti nelle acque internazionali del Mediterraneo. Il via libera consente alla missione navale Ue di effettuare abbordaggi, perquisizioni, sequestri e dirottamenti di navi sospettate di essere impiegate per il traffico di esseri umani, nel quadro del diritto internazionale applicabile, inclusa la Convenzione delle Nazioni unite sul diritto del mare (Unclos). Oggi all’Onu l’ambasciatore del governo libico internazionalmente riconosciuto (Tobruk) Ibrahim Dabbashi ha dato, con una lettera, via libera all’operazione in acque internazionali – era la prima volta – mentre l’ambasciatore britannico, che e’ il penholder della risoluzione ferma da settimane in Consiglio di Sicurezza, Matthew Rycroft ha parlato di un possibile voto dei Quindici “nell’arco di pochi giorni”.

Il negoziato tra Tripoli e Tobruk e’ ripreso oggi in Marocco.  “Mi auguro che si possa arrivare a una conclusione per la Libia in pochissimi giorni”, ha detto il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, a Tangeri per la riunione ministeriale del Dialogo del Mediterraneo occidentale. “Il punto è
convincere anche le parti più estremiste a non contrapporsi a questa intesa: chi si mette fuori da questa intesa, poi non potrà accampare diritti di legittimità o di pari condizioni, si mette fuori da un percorso che tutta la comunità internazionale sostiene”, ha detto il Ministro.

Tornando a “Sofia”, nel caso in cui dovessero trovarsi migranti a bordo, saranno salvati e trasportati in Italia, dove verranno eventualmente esaminate le loro richieste di asilo. A loro volta, i barconi saranno distrutti o resi inutilizzabili. Il personale a bordo delle navi da guerra europee, allo stesso tempo, può procedere ad arresti di “passatori” e “trafficanti”, ma a condizione di non entrare in acque territoriali libiche.

COSA PREVEDE LA MISSIONE EUNAVFOR MED

La missione è stata attivata in base alle decisioni del Consiglio europeo del 18 maggio scorso ed ha il suo quartier generale a Roma. Il suo comandante è l’ammiraglio Enrico Credendino. Obiettivo dell’operazione è contrastare le organizzazioni criminali associate al traffico e sfruttamento di migranti attraverso il Mediterraneo e ridurre il flusso migratorio via mare. Alla missione aderiscono al momento 14 nazioni europee: Italia, Regno Unito, Germania, Francia, Spagna, Slovenia, Grecia, Lussemburgo, Belgio, Finlandia, Ungheria, Lituania, Paesi Bassi, Svezia.

– LA PRIMA FASE: è stata avviata il 27 giugno 2015, con il dispiegamento degli assetti nell`area di operazioni del Mediterraneo centrale, nel tratto prospiciente le coste libiche, al comando del contrammiraglio Andrea Gueglio quale Force Commander (FCdr), imbarcato sulla Portaerei Cavour. Sin dal loro inizio, tutte le operazioni sono state orientate alla raccolta di informazioni d’intelligence, attraverso satelliti, droni, intercettazioni elettroniche. Un lavoro di ricerca e registrazione dati svolto in preparazione alle fasi successive dell’intervento. Parallelamente, i Paesi europei interessati hanno proceduto al salvataggio di circa 1.500 migranti in mare con regole d’ingaggio simili alla missione italiana Mare Nostrum. La prima fase dell’operazione si è conclusa il 30 settembre.

– LA SECONDA FASE: quella appena partita.

– LA TERZA FASE: è la più delicata e complessa. Non ha ancora ricevuto il semaforo verde dell’Unione perché necessita di due condizioni imprescindibili: la formazione di un governo di unità nazionale in Libia e la richiesta da parte di quest’ultimo di un intervento dell’Onu, che deve autorizzare la missione attraverso una risoluzione del Consiglio di sicurezza. L’accordo tra le fazioni libiche per un governo unitario sembra ormai ad un passo. L’inviato Onu Bernardino Leon spera che l’intesa tra le autorità di Tripoli e di Tobruk possa essere definitivamente raggiunta entro il prossimo 20 ottobre, data di scadenza del mandato del parlamento di Tobruk, riconosciuto dalla comunità internazionale, consentendo la formazione di un governo di unità nazionale libico. (NS, 7 ottobre 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts