Ultime notizie
Stampa Articolo Stampa Articolo

#UN70: Civili (IDLO), gioco di squadra per rafforzare ONU, in futuro donna SG per “costruire la pace”

(di Alessandra Baldini e Anna Serafini)

NEW YORK, 23 OTTOBRE – Il grande problema di sempre all’ONU e’ la frammentazione: quello di portare avanti le diverse dimensioni – politiche, economiche, sociali, di peacekeeping e di peacebuilding – del mandato dell’Organizzazione in compartimenti stagni. Questa, secondo Patrizio Civili, e’ una delle ragioni per cui, a 70 anni dalla fondazione, i tentativi di riforma delle Nazioni Unite, sempre finora tentati per settore, hanno fatto progressi limitati. La configurazione degli organi intergovernativi (ECOSOC, Consiglio di Sicurezza, le strutture interne dell’Assemblea Generale) delineata dalla Carta delle Nazioni Unite e’ stata da sempre, sostiene Civili, il punto di partenza di questi tentativi, ignorando lo spirito profondamente unitario che contraddistingue la Carta.

Civili e il segretario generale dell'ONU Ban Ki-moon

Civili e il segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon

“A fronte delle grandi sfide globali che si presentano all’organizzazione, e’ divenuto indispensabile per l’ONU ‘fare squadra’. Se cio’ avviene all’interno dell’Organizzazione – facendo anche leva sui nuovo strumenti che trascendono settori e discipline come l’Agenda 2030 adottata dal Summit dello scorso settembre – questo non potra’ che avere un impatto importante anche sulla coerenza del lavoro delle varie agenzie che fanno capo all’ONU”, ha detto a ONUITALIA Civili, parlando con l’esperienza di quarant’anni di carriera al Palazzo di Vetro, sei Segretari Generali che ama ricordare, da U Thant a Ban Ki-moon, parlando con grande rispetto di Boutros-Ghali e con speciale ammirazione ed affetto di Kofi Annan – i due Segretari Generali con i quali ha lavorato piu’ da vicino.

Oggi Osservatore Permanente alle Nazioni Unite per l’IDLO (International Development Law Organization) – un’organizzazione internazionale con sede a Roma che si occupa della promozione della rule of law (lo stato di diritto) – Civili e’ stato a lungo l’italiano piu’ alto in grado all’interno del Segretariato delle Nazioni Unite a New York. Una strada che parte da lontano.

Romano, classe 1944, Civili e’ entrato all’ONU con grado P1 livello tre della carriera delle Nazioni Unite (“come Kofi Annan – dice Civili sorridendo – ma lui ha fatto una carriera ancora piu’ bella della mia”) nel 1969. Aveva alle spalle, dopo la laurea a Roma, esperienze di studi sulla West Coast e poi alla Johns Hopkins a Bologna. “All’epoca in tutto il Palazzo di Vetro c’erano solo cinque italiani. Un paio di colloqui e subito mi hanno offerto un contratto. E’ ben diverso, molto piu’ complicato adesso avere la chance di intraprendere questa carriera…”

OI: L’ONU questa settimana celebra e riflette sui settant’anni di storia, tra sfide e successi in un mondo senza pace. Si parla anche di portare una donna al 38esimo piano del Palazzo di Vetro, un piano da lei frequentato molto negli anni passati a coordinare il Chief Executive Board, l’organismo chiave che collega il Segretario Generale ai capi delle diverse agenzie. Cosa pensa della possibilita’ di una donna dopo Ban Ki-moon?

PC: I tempi sono piu’ che maturi. Io vedo come una quasi certezza che il prossimo Segretario Generale sarà una donna. Questo soprattutto perché tra gli Stati membri c’e’ una gran voglia di rinnovamento e rafforzamento dell’organizzazione. La nomina di una donna sarebbe di per se’ un segnale importante dell’impegno dei governi a cambiare, a dare una riposta al desiderio della gente di “costruire la pace”, non solo di contenere le guerre.

OI: Nell’ ONU c’e’ una regola non scritta che attribuisce a un gruppo regionale a rotazione la carica piu’ alta delle Nazioni Unite. Pensa che stavolta sara’ bypassata?

Il dottor Civili (United Nation System Chief Executive Board for Coordination Secretary) con il Segretario Generale dell'Onu Kofi Annan il 6 aprile 2006, Spagna (Foto: Mark Garten)

Il dottor Civili (United Nation System Chief Executive Board for Coordination Secretary) con il Segretario Generale dell’Onu Kofi Annan il 6 aprile 2006, Spagna (Foto: Mark Garten)

PC: E’ possibile, ma non e’ necessario superare la turnazione per arrivare alla nomina di una donna. Stavolta sarebbe il turno dell’Europa dell’Est e ci sono donne in quella regione con le carte perfettamente in regola. Ma ancora piu’ importante della turnazione per arrivare alla nomina di una donna e’ superare una certa tendenza tra le grandi potenze a scegliere un Segretario Generale che non smuova troppo le acque. Fortunatamente molti dei Segretari Generali che forse sono stati nominati con questa idea in mente, hanno sorpreso chi li aveva scelti, non accettando compromessi sui principi o sull’integrità dell’organizzazione. Nell’arrivare alla scelta di una donna come Segretario Generale speriamo che le grandi potenze a cui ho accennato non si rendano troppo conto del fatto che una donna Segretario Generale potrebbe avere ancora più probabilita’ di sorprenderci di un uomo Segretario Generale!

OI: Fare gioco di squadra significa anche farlo a livello nazionale. Esiste tra i funzionari italiani all’ONU la voglia di sapere cosa fanno altri e di far conoscere il proprio lavoro. Ce ne sono oltre 800 in giro per il mondo. C’e’ un filo conduttore nell’impegno degli italiani all’ONU?

PC: C’e’ senz’altro un DNA particolare che corrisponde alla specifica vocazione internazionale dell’Italia che punta sull’umanitario e sulla difesa dei diritti umani. Questo DNA e’ accompagnato spesso negli italiani che intraprendono la carriera internazionale da un certo spirito di indipendenza. Così la voglia non e’ tanto quella di “fare squadra” con altri funzionari italiani, ma quella di sapere come il proprio lavoro si inserisca nel quadro più ampio della missione dell’organizzazione. Anche in questo senso ONUITALIA ha un grande contributo da dare.

OI: C’e’ anche una vocazione a uscire dai confini dell’Italia per aiutare il mondo, vero? E’ stato così anche per lei?

Patrizio Civili

Patrizio Civili

PC: Penso a me stesso e da quando ero alle scuole medie: i miei coetanei volevano fare il calciatore per la squadra del cuore, o il pompiere nel quartiere dove abitavamo; io fin d’allora avevo l’idea di operare in un ambito internazionale anche se non sapevo esattamente cosa significasse. Quando ho fatto domanda per entrare all’ONU e si e’ trattato di selezionare un settore, la mia scelta e’ stata verso i diritti umani e i settori economici sociali che vedevo come quelli dove poter cambiare le cose, fare una differenza, mentre percepivo il settore politico come volto troppo spesso al mantenimento dello status quo. Ma ben presto la mia nuova ambizione e’ divenuta quella di aiutare a costruire ponti tra i vari settori….

OI: Alto funzionario di una organizzazione internazionale e cittadino italiano. C’e’ mai stato conflitto?

PC: Non e’ mai successo. Ho forte il senso del dovere di indipendenza del funzionario internazionale. Quindi non ho mai chiesto “appoggi”. D’altra parte l’Italia nonostante cambi di governo, ha sempre dato il suo sincero sostegno al lavoro delle Nazioni Unite. E’ il fil rouge che lega la nostra politica estera. Nel corso della mia carriera professionale ho avuto occasione di promuovere all’interno dell’Organizzazione o all’interno di un comitato cause importanti per l’Istituzione, che al contempo riflettevano tematiche care alla storia ed alla cultura del mio Paese. L’ho fatto con piacere e senza conflitto.

Nel 2014 Civili e’ stato insignito dell’onorificenza di Commendatore per “il servizio reso al proprio Paese”, come ha detto all’epoca il Rappresentante Permanente Italiano, Sebastiano Cardi, parlando di un ” lungo cammino professionale che l’ha visto protagonista in numerosi uffici chiave dell’Organizzazione, a partire dal Segretariato Generale dove per dieci anni ha ricoperto l’incarico di Assistant Secretary-General presso il Dipartimento degli Affari Economici e Sociali. In qualita’ di funzionario internazionale ha sempre mantenuto stretti i contatti con il suo paese offrendo numerose occasioni per valorizzare il contributo dell’Italia alle attività dell’ONU”.

Ho visto questa onorificenza, ha detto Civili durante la cerimonia, come il riconoscimento da parte del mio paese che un’intera carriera dedicata all’ONU e’ ugualmente considerata dall’Italia come un servizio reso al proprio paese. Penso di essere stato il primo, ma sono certo non saro’ l’ultimo funzionario italiano all’ONU ad essere insignito di questa onorificenza. (AB/AS)

The following two tabs change content below.

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

Stampa Articolo Stampa Articolo
About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts

2 Comments on #UN70: Civili (IDLO), gioco di squadra per rafforzare ONU, in futuro donna SG per “costruire la pace”

  1. nerina bressan // 02/11/2015 at 9:59 am //

    Ban ki moon wake up!!! You sleep too much!!!!!!

  2. nerina bressan // 02/11/2015 at 9:57 am //

    Ban ki moon wake up! you sleep too much!!!!

Comments are closed.