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INTERSOS in soccorso delle popolazioni africane colpite da violenze di Boko Haram

MAIDUGURI (NIGERIA),  26 ottobre – ”Le foto che vi mando provengono da alcuni campi informali dove risiedono i profughi a Maiduguri, capitale dello Stato del Borno”:  Antonio Piccoli scrive alla sua organizzazione, INTERSOS, dal cuore della Nigeria afflitta dall’azione devastante delle milizie Boko Haram. Un’area che comprende Stati – Borno, Adamawa e Yobe – e oltre due milioni di sfollati, costretti a fuggire dalle loro case, a seguito dei violentissimi attacchi e saccheggi contro i villaggi della zona. Oltre due milioni e mezzo gli sfollati se, oltre alla Nigeria, calcoliamo l’azione di Boko Haram nei vicini Stati del Niger, del Ciad e del Camerun. INTERSOS pubblica spesso i reportage dei suoi volontari dalle zone dove l’organizzazione opera. NG2_7467[1]

”Siamo nel Borno per capire come estendere il nostro intervento oltre i progetti di assistenza agli sfollati già avviati nelle zone del nord del Camerun più colpite dagli attacchi delle milizie  – spiega Marco Rotelli, segretario generale di INTERSOS – ci troviamo di fronte a una crisi umanitaria di gravi proporzioni, non solo per le continue violenze ma per la crescente crisi alimentare. Le attività agricole si sono interrotte, gli sfollati non hanno più nulla, con centinaia di migliaia di persone esposte ai rischi della fame”.

Secondo l’organizzazione i bisogni principali attualmente sono cibo, acqua, servizi igienici, tende e rifugi. INTERSOS ha già avviato un’attività analoga nel nord del Camerun. Qui, oltre a un monitoraggio costante della sicurezza delle popolazioni sfollate, sono stato già distribuiti beni di prima necessità (tende, zanzariere, kit igienici, attrezzi da cucina) a oltre 5mila persone e si sta avviando un progetto di sicurezza alimentare rivolto a oltre 15mila persone, che oltre ai beni di prima necessità prevede la distribuzione di sementi e attrezzi agricoli e interventi di miglioramento del sistema di irrigazione per la produzione di ortaggi.

La risposta all’emergenza in corso rappresenta, per le organizzazioni umanitarie, un’urgenza ma anche una enorme sfida sul piano della sicurezza. Intere zone sono inaccessibili a causa dei rischi eccessivi per la sicurezza. In Nigeria, le aree interessate dall’offensiva lanciata dall’esercito nello scorso maggio restano esposte a imboscate e azioni guerriglia. Nella stessa Maiduguri, il pericolo più grave sono gli attacchi suicidi in posti molto affollati come mercati, stazioni dei bus e moschee.

”Nonostante questo quadro – conclude INTERSOS – siamo e resteremo in prima linea, per non lasciare sole milioni di persone a rischio di vita, la metà delle quali bambini, e per richiamare l’attenzione del mondo su quanto sta accadendo e del rischio di un rapido e ulteriore deterioramento della situazione, sia sul piano alimentare che sanitario, di fronte al quale l’attuale livello dell’impegno internazionale non appare al momento sufficiente”.

(MNT,  26 ottobre  2015)

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts