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Migranti, piano Balcani: impegno dalla Ue per 100mila posti

BRUXELLES, 26 OTTOBRE – L’Europa prova a trovare un accordo – sia pur parziale – per la gestione dei flussi dei migranti sulla rotta balcanica. L’annuncio, arrivato nella tarda notte di domenica, prevede la creazione di 100.000 nuovi posti nei centri di accoglienza dei Paesi situati lungo la rotta dei Balcani, per far fronte al massiccio arrivo di migranti provenienti da Grecia e Turchia e diretti nel Nord Europa.

Ad annunciarlo il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, al termine del mini-vertice tenuto con i capi di governo di 11 Stati, tra cui la Germania e tre Paesi non membri dell’Unione europea, Albania, Serbia e Macedonia.

Ma sui dettagli l’intesa non c’è ancora. Per il momento è sicuro che 30mila posti saranno creati dalla Grecia entro la fine dell’anno e con il sostegno dell’Unhcr (l’agenzia Onu per i profughi) di cui la maggior parte sulle isole di fronte alla Turchia. Altri 20mila saranno organizzati nel Paese dall’Unhcr, facendo ricorso agli hotel e alle case dei privati, che saranno pagati per ospitare i migranti in arrivo. Maggiore incertezza sugli altri 50mila posti che dovranno essere garantiti dai Paesi lungo la rotta balcanica.

Dopo aver dato una disponibilità nel corso del summit di ieri, ora i governi stanno verificando l’effettiva capacità di accoglienza. “Sono in corso le valutazioni nelle capitali”, sottolinea un funzionario europeo. Un altro problema è che i profughi non vogliono fermarsi prima della Germania e rifiutano ospitalità anche nei centri già pronti in Serbia.

Ma uno dei principi ribaditi nell’incontro di ieri è che “se i profughi non si registrano – ha dichiarato ancora il presidente Juncker – allora significa che sono illegalmente nell’Ue e che non hanno diritto a cibo, protezione e alla redistribuzione negli altri Paesi”.

L’accordo di 10 punti sul piano operativo prevede da un lato rafforzare i controlli dei confini esterni, lo scambio tra i Paesi coinvolti informazioni sui flussi e comunicare le proprie esigenze alla Commissione Ue, scoraggiare il movimento dei profughi o migranti da un confine all’altro senza informare i Paesi vicini; fornire cibo, acqua, riparo e assistenza sanitaria ai migranti con l’aiuto dell’Unhcr e del meccanismo Ue di protezione civile; registrare tramite i dati biometrici i profughi collaborando con le Agenzie Ue (Frontex ed Easo).

Per conto dell’Unhcr, Antonio Guterres ha precisato che nei centri di accoglienza in Grecia verranno avviate le procedure di registrazione dei richiedenti asilo siriani, iracheni ed eritrei, così da procedere poi alla loro ricollocazione nei 28 Paesi dell’Ue. I migranti economici saranno invece rimpatriati.

“Oggi abbiamo fatto la posa della prima pietra dell’edificio, ora dobbiamo fare ulteriori passi in avanti”, ha detto soddisfatta la cancelliera Angela Merkel al termine del summit, convocato da Juncker su sua spinta. “Certo è solo un contributo e non la soluzione del problema migratorio”, ma almeno garantisce che i rifugiati abbiano “condizioni umane”. (NS, 26 ottobre 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts