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Siria, le cifre di Medici senza Frontiere: Qualcuno ascolta le nostre voci?

ALEPPO,  30 ottobre – Medici senza frontiere ha diffuso oggi i dati relativi alla sua attività in Siria e le cifre delle vittime registrate nel corso del mese di ottobre: almeno 35 pazienti e medici siriani sono stati uccisi e 72 sono rimasti feriti, per il grave intensificarsi degli attacchi aerei contro gli ospedali nella  Siria settentrionale. Gli attacchi, sempre più frequenti a partire dalla fine di settembre, hanno colpito dodici ospedali, di cui sei supportati da MSF, nei governatorati di Idlib, Aleppo e Hama. In tutto, sei ospedali sono stati costretti a chiudere, tra cui 3 supportati da MSF, e quattro ambulanze sono state distrutte. Un ospedale ha riaperto, ma l’accesso ai servizi di pronto soccorso, maternità, pediatria e assistenza medica di base resta estremamente ridotto.

A causa degli attacchi nella regione, decine di migliaia di persone sono state costrette a fuggire dalle proprie case. Alcune hanno cercato rifugio nelle aree rurali e nei villaggi circostanti. Secondo il personale locale di MSF, altre sono fuggite più lontano: circa 1.700 famiglie si sono aggiunte ai 110.000 sfollati interni che vivono in quattro campi sorti attorno ad Atmeh, nel governatorato di Idlib, di cui 225 nuove famiglie sono arrivate solo nell’ultima settimana. campo_sfollati_siria_msf[1]

”Dopo oltre quattro anni di conflitto, sono esterrefatto di come il Diritto Umanitario Internazionale possa essere così facilmente schernito da tutte le parti di questo conflitto” ha detto Sylvain Groulx, responsabile di MSF per la Siria. “Possiamo solo chiederci se questo concetto non sia ormai morto. Tantissime organizzazioni medico-umanitarie, tra cui MSF, hanno lanciato ripetuti appelli e stanno chiedendo di fermare immediatamente questi attacchi in tutto il paese. Ma qualcuno ascolta le nostre voci?”

Con l’arrivo dell’inverno e le temperature in calo – denuncia MSF –  trovare ripari adeguati è una priorità urgente, che si aggiunge al già difficile accesso alle cure mediche per queste popolazioni sfollate. La capacità di ampliare i campi esistenti o costruirne di nuovi per ricevere questo ingente afflusso di persone è limitata. Alcune delle famiglie sfollate condividono le proprie tende mentre altre hanno trovato riparo in spazi comuni come scuole e moschee.

”Oltre a fornire supporto medico supplementare attraverso una clinica mobile nell’area meridionale di Aleppo, stiamo organizzandoci per distribuire beni di prima necessità come tende o coperte, per affrontare l’inverno in arrivo” ha detto Sylvain Groulx. ”Ma questo genere di supporto è solo una goccia nell’oceano quando si pensa a ciò di cui queste famiglie davvero hanno bisogno. Hanno bisogno di sicurezza. Hanno bisogno di protezione. Hanno bisogno di non vivere più alla giornata, chiedendosi quando cadrà la prossima bomba”.

In Siria MSF gestisce sei strutture sanitarie e supporta direttamente oltre 150 cliniche, centri medici e ospedali da campo. MSF assiste anche pazienti provenienti dalla Siria che sono fuggiti in Giordania, Libano e Iraq.

(MNT,  30 ottobre  2015)

 

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts