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Il mio cuore a Kunduz: il blog della dottoressa italiana di Medici senza Frontiere

KUNDUZ (AFGHANISTAN), 3 novembre – Un mese fa l’ospedale di Medici senza Frontiere di Kunduz, in Afghanistan, è stato colpito da un bombardamento che, oltre a causare 30 morti e altrettanti feriti, ha distrutto gran parte dell’edificio e dei materiali sanitari che vi erano custoditi. Per questo ”incidente di percorso” l’organizzazione umanitaria ha chiesto agli Stati Uniti l’avvio di un’inchiesta indipendente che a tutt’oggi non sembra avere prodotto nulla.msf154301-3[2]

Vi sono molti modi per ricordare questi episodi che avvengono a migliaia di km di distanza, e spesso sfiorano soltanto le coscienze delle persone. Uno di questi è quello di scrivere un diario degli avvenimenti, in modo che tutti possano avvicinarsi a quanto accaduto leggendo le testimonianze dirette. Quella pubblicata oggi è dedicata a ciò che l’ospedale di Kunduz era PRIMA del bombardamento che l’ha distrutto, perché è stata scritta sul blog della dottoressa Cristina Castellano, che ha lavorato al Pronto soccorso e nella Terapia intensiva dell’ospedale fino allo scorso settembre.

‘IL MIO CUORE A KUNDUZ’

 

Ho passato tre mesi nel Centro Traumatologico di Kunduz, una cittadina nel nord dell’Afghanistan, teatro di violenti scontri militari.

Qui le vittime di guerra, per incidenti stradali e di violenza di strada sono all’ordine del giorno, centinaia di pazienti di cui moltissimi sono bambini, vengono curati ogni giorno nel nostro ospedale.

L’imparzialità, l’umanità, l’assenza di pregiudizio e la professionalità sono alla base del nostro soccorso.

Ho lavorato fianco a fianco con personale afghano e internazionale, persone eccezionali, dedite al lavoro e alla loro gente, come è d’obbligo per ogni medico; ogni paziente che arrivava veniva curato indipendentemente dall’etnia o credo religioso o politico, chiunque avesse bisogno di aiuto veniva assistito, nessuno di noi si ergeva a giudice, facevamo semplicemente il nostro lavoro.

Le difficoltà erano tante, la difficile e instabile situazione politica, la povertà della gente, le continue emergenze che mettevano a dura prova il fisico e l’animo di ognuno di noi. Ma questo non fermava nessuno, anzi ci spingeva a fare sempre meglio.

Essere medici in queste situazioni significa mettere continuamente alla prova se stessi, sia fisicamente che moralmente.

Lavoravamo continuamente h 24 , 7 giorni su 7, ci confrontavamo con le continue difficoltà di quella gente oramai stremata. Siamo medici ma anche persone che hanno deciso di essere sul campo per aiutare le popolazioni più bisognose e in difficoltà, e questo mette l’animo a dura prova.

Il confronto con la cultura del posto e le estreme difficoltà che devono affrontare spesso mi hanno fatto riflettere, spesso chiacchieravo con i miei colleghi afghani e mi piaceva sapere delle loro usanze e tradizioni, del loro punto di vista, del loro credo, ho ascoltato i loro racconti che a volte si trasformavano in grida di aiuto, ma che rimanevano soffocate, nessuno può aiutarli, si sentono prigionieri di una realtà da cui non c’è uscita. Molti miei colleghi avevano meno di 30 anni, sono nati con la guerra e non hanno mai potuto lasciare il paese, non hanno mai visto e vissuto la pace, erano affranti per questo ed era il loro più grande sogno : LA PACE.

Ogni volta che parlavo con loro il mio cuore piangeva in silenzio. Oggi, a un mese dall’attacco del nostro ospedale a Kunduz, che pone un interrogativo enorme sul dove la (dis)umanità si stia dirigendo, voglio dedicare un pensiero speciale ai nostri pazienti, bruciati vivi nei letti.

Oggi voglio ricordare i miei colleghi eccezionali: medici, infermieri e ausiliari. Grazie per il vostro impegno e dedizione. Siete morti per quello che eravate: eroi.

Cristina Castellano

 

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts