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Unesco: in 10 anni uccisi 700 giornalisti, Ban e Bokova chiedono di fermare la strage

NEW YORK, 3 novembre – In dieci anni si è consumata una vera strage di giornalisti: 700 morti dal 2006. E’ il consuntivo tracciato dal segretario generale delle nazioni Unite Ban Ki-moon in occasione della Giornata internazionale per la fine dell’impunità dei crimini contro i giornalisti, istituita nel 2014 dall’Unesco. Professionisti uccisi mentre stavano cercando di far valere un’informazione libera e indipendente, in aree del mondo nelle quali il concetto di stampa libera da costrizioni, è molto labile.

Il 2 novembre è la data scelta per la Giornata internazionale per mettere fine all’impunità per i crimini contro i giornalisti. La data è stata scelta per ricordare due giornalisti radiofonici francesi, Ghislaine Dupont e Claude Verlon, uccisi in Mali il 2 novembre del 2013. In occasione della ricorrenza è stato pubblicato World trends in freedom of expression and media development. Special digital focus 2015, un rapporto sulla libertà di espressione e  lo sviluppo dei mezzi d’informazione nel mondo. Dallo studio emerge che negli ultimi nove anni più di 700 giornalisti sono stati uccisi a causa del loro lavoro. Secondo le informazioni raccolte dall’Unesco, in meno del 6 per cento dei 680 casi, registrati dal 2006 al 2014, è stato trovato un colpevole. irina%20bokova_2[1]

Il rapporto spiega che negli ultimi anni è aumentata la consapevolezza del fenomeno nei diversi paesi: nel 2013 le richieste da parte dell’Unesco di documentazione sui procedimenti giudiziari in corso sono state soddisfatte nel 30 per cento dei casi, e nel 2014 la percentuale è salita al 42 per cento. Nel 2015 gli stati si sono impegnati a rispondere all’Unesco relativamente al 46 per cento dei 641 casi di omicidio avvenuti tra il 1 gennaio 2006 e il 31 dicembre 2014.

Nel 2014, ha affermato Irina Bokova, direttrice generale dell’Unesco, in occasione della Giornata Internazionale sono stati uccisi 87 giornalisti. Tra questi, dieci sono morti in Siria, otto in Palestina, sette in Ucraina, sei in Iraq, cinque in Libia e cinque in Afghanistan.  “Negli ultimi sei anni, ho pubblicamente e inequivocabilmente condannato più di 540 casi di uccisioni di giornalisti, operatori dei media e dei produttori di social media” ha aggiunto “L’impunità quasi totale per gli autori di crimini contro i giornalisti va contro tutto ciò che noi rappresentiamo, i nostri valori condivisi, i nostri obiettivi comuni”.

Ban da parte sua ha rilevato che negli ultimi dieci anni  “è stato ucciso un giornalista ogni cinque giorni, semplicemente per portare notizie e informazioni al pubblico. Troppi sono stati deliberatamente messi a tacere per aver cercato di riportare la verità”. E il capo dell’Onu ha aggiunto: “Dobbiamo fare di più per combattere questa tendenza e fare in modo che i giornalisti possano riferire liberamente. I giornalisti non dovrebbero impegnarsi in un’ auto-censura perché temono per la loro vita”

(MNT, 3 NOVEMBRE  2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts