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Birmania, Save the Children e UNICEF ai partiti: stop bimbi soldato o sfruttati

ROMA, 5 NOVEMBRE – Le elezioni che si svolgeranno in Birmania  l’8 novembre rappresentano un’occasione per i futuri leader di dare priorità alle politiche per l’infanzia e ai diritti dei bambini. Questa la richiesta delle organizzazioni internazionali, UNICEF e Save the Children, che nel corso della campagna elettorale birmana hanno sensibilizzato oltre 80 partiti politici, convincendone 37 a dare priorità nei loro programmi alle politiche per l’infanzia. In Birmania (Myanmar in birmano), oltre il 60% dei bambini vive ancora in condizioni di povertà, 1 bambino su 14 non vive abbastanza a lungo per festeggiare il quinto compleanno e oltre un terzo dei bambini tra i 5 e i 18 anni non va a scuola, molti dei quali lavorano per poter sostenere le proprie famiglie.

“Per esperienza sul campo sappiamo che i bambini vorrebbero studiare e liberarsi dalla morsa della povertà. Tuttavia, con il 70% dei nuclei familiari che vive vicino alla soglia di povertà, la realtà di questi bambini è una famiglia che ha fame e che non può spendere per l’istruzione, i servizi sanitari o le cure salva-vita”, ha commentato Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia. “1,6 milioni di bambini, il 20% di quelli  compresi tra 10 e 18 anni, lavora. Alcuni di questi bambini vengono sfruttati, hanno salari bassi  o sono costretti a lavorare in condizioni pericolose. Questi bambini rischiano di essere reclutati delle forze armate o rapiti dai trafficanti di esseri umani”.

I cittadini della Birmania (Myanmar) saranno chiamati a votare, l’8 novembre, per scegliere i membri del parlamento che governeranno per i prossimi cinque anni. Sono le prime elezioni politiche dopo i cinquant’anni di dittatura militare terminata nel 2011, momento in cui il paese ha iniziato un processo di riforma politica spianando la strada verso la democrazia. Tuttavia, nonostante il governo sia ufficialmente una repubblica presidenziale, l’esercito continua ad avere notevoli poteri.  I principali candidati sono il partito dell’attuale presidente Thein Sein, Union Solidarity and Development Party (Usdp), e il più grande partito dell’opposizione, la Lega Nazionale per la Democrazia (National League for Democracy, Nld), guidato da Aung San Suu Kyi, popolare attivista a difesa dei diritti umani, e ferma oppositrice della giunta militare.

Per affrontare la sfida, UNICEF e Save the Children suggeriscono politiche per migliorare in modo considerevole le vite dei bambini e delle loro famiglie. Tra le proposte: aumentare dal 9% al 15% la quota del bilancio del governo destinata all’educazione, alla salute e al welfare; consolidare e dare piena attuazione ai progetti di cui beneficiano i bambini, come il Piano Strategico di Protezione Sociale, il Piano Nazionale per il Settore Educazione e di finalizzare la bozza di legge sull’infanzia; proporre un nuovo patto per l’infanzia, dare priorità ai primi 1000 giorni di vita e raggiungere l’istruzione gratuita e obbligatoria; impostare nuovi e ambiziosi obiettivi per i bambini in modo che abbiano le stesse opportunità di sopravvivere e crescere, come registrare il 100% delle nascite entro il 2017, ridurre il tasso di mortalità e di malnutrizione sotto i 5 anni del 50% entro il 2020 e ridurre del 70% l’abbandono scolastico dopo i 10 anni. (FM, 5 novembre 2015)

 

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Dal 2000 sono giornalista, ho iniziato con un internship per l’agenzia di stampa americana Dow Jones, passando per una breve esperienza all’Ansa a Londra, e tanti anni nelle redazioni milanesi di quotidiani, giornali online e agenzie di stampa. Per me il giornalismo è un servizio, soprattutto per chi non ha voce.

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About Francesca Morandi

Dal 2000 sono giornalista, ho iniziato con un internship per l'agenzia di stampa americana Dow Jones, passando per una breve esperienza all'Ansa a Londra, e tanti anni nelle redazioni milanesi di quotidiani, giornali online e agenzie di stampa. Per me il giornalismo è un servizio, soprattutto per chi non ha voce. Contact: Website | More Posts