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Rapporto Agire, nel mondo aiuti umanitari record e anche l’Italia sta facendo sul serio

 

ROMA, 5 novembre – ”Dietro i numeri ci sono prima di tutto le persone e quando parliamo di trend umanitari dobbiamo ricordare che stiamo parlando di uomini, donne e bambini’. Lo ha detto Shelly Sandall, presidente del network Agire, la rete delle più importanti ONG umanitarie (ActionAid, Amref, Cesvi, Coopi, Gvc, InterSos, Oxfam, SOS Villaggi dei Bambini, Terre des Hommes, Vis), presentando il rapporto, redatto insieme alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, ”Il valore dell’aiuto”, su assistenza umanitaria e canali di finanziamento.

Dal dossier emerge che per la prima volta nel 2014 gli aiuti umanitari nel mondo hanno toccato la cifra record di 24,5 miliardi di dollari, cifrarilevante che però non basta a coprire l’enormità dei bisogni delle popolazioni colpite da conflitti e catastrofi naturali: per oltre il 38% restano senza risposta. L’Italia da parte sua torna a occuparsi seriamente di assistenza umanitaria, posizionandosi al 14° posto nella classifica dei donatori globali. I 377,9 milioni di dollari complessivi stanziati nel 2014 risultano pero’ ancora insufficienti secondo Agire: equivalgono a quanto il nostro Paese investe in 5 giorni di spese militari.

Il rapporto “fornisce dati oggettivi sul tema in un momento in cui il dibattito è inquinato dall’ideologia”, ha sottolineato Andrea De Guttry, direttore dell’Istituto Dirpolis del Sant’Anna. Si osserva tuttavia anche una consapevolezza maggiore da parte di tutti gli Stati, che sono orientati a rafforzare l’azione congiunta. “Esiste l’esigenza di rafforzare le forme di cooperazione tra soggetti nazionali e internazionali”, ha sottolineato De Guttry, ricordando che in questo senso “c’è ancora molto da fare”.

Sull’aumento del numero delle persone toccate dalle emergenze si è soffermato anche il Direttore Generale della Cooperazione allo Sviluppo, Giampaolo Cantini, che ha posto l’accento sulle problematiche legate al sistema della risposta alle emergenze umanitarie così come è attualmente pensato. Commentando i dati presentati dal rapporto e dalla Cooperazione italiana, Cantini ha affermato che il gap tra fabbisogno e canali di finanziamento è molto forte. “Occorre allargare la base dei donatori ma c’è bisogno di un patto tra i diversi attori sul rispetto delle regole, prima fra tutte il principio dell’imparzialità”.

In riferimento alle attività della Cooperazione italiana, Cantini ha sottolineato l’importanza di agire a livello bilaterale: “Abbiamo compiuto la scelta strategica di agire a livello di ‘resilience’. Puntiamo a mettere in atto azioni intese a creare lavoro, mezzi di sussistenza e gestione del contrasto al cambiamento climatico”. All’evento hanno partecipato diversi rappresentanti di organizzazioni impegnate nell’aiuto umanitario. Tra questi Carlotta Sami, portavoce dell’Unhcr; Loris de Filippi, responsabile dei progetti di MSF Italia; Roberto Barbieri, direttore di Oxfam. La sesta edizione del rapporto è stata redatta anche grazie alla collaborazione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, in particolare dell’Ufficio Emergenze e dell’Ufficio Programmazione e monitoraggio del bilancio, che anche per il 2015 hanno fornito in anteprima i dati necessari.

Quanto al resto del mondo, il numero delle persone che necessitano di soccorsi immediati continua a crescere: le persone sfollate a causa di conflitti o persecuzioni è di circa 59 milioni, mentre ben 107,3 milioni di persone hanno subito le conseguenze di disastri naturali (10,7 milioni in più rispetto al 2013). I paesi protagonisti di questa drammatica situazione sono la Repubblica Centrafricana, il Sud Sudan e la Siria, a causa della persistente situazione di guerre e violenze verso i civili. Nel 2014 i bisogni sono giunti a picchi allarmanti. Per far fronte a questa drammatica situazione i Governi hanno investito 18,7 miliardi di dollari (il 24% in più rispetto al 2013).

Oltre ai Governi, è divenuto centrale il ruolo dei donatori privati (individui, fondazioni e aziende), il cui impegno economico cresce e nel 2014 raccoglie 5,8 miliardi di dollari. Tra il 2009 e il 2014 più di ¼ dell’assistenza globale è stata a carico dei privati, di cui la maggior parte corrisposta da singoli individui, le cui donazioni nel quinquennio 2009-2013 hanno costituito l’83% dei fondi raccolti dalle ONG. ”L’apporto del settore privato è indispensabile – ha commentato Shelly Sandall – È sempre più rilevante l’apporto dei privati cittadini, cinque volte più generosi di fondazioni e aziende, come sono centrali i cosiddetti “beneficiari”, sempre più protagonisti attivi dell’aiuto. Un filo rosso che, da un capo all’altro del mondo, unisce persone a persone”.

(MNT; 5 novembre 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts