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Da EXPO a “Casa dell’Angola” in Italia oppure spazio culturale a Luanda

Il padiglione dell'Angola a Expo Milano

MILANO – Potrebbe chiamarsi “Casa dell’Angola in Italia” e avere base a Milano,  il padiglione angolano a Expo 2015,  tra i più apprezzati e oggi pronto a “riconvertirsi” per una seconda finalità. Originariamente l’area espositiva, che si sviluppa su tre livelli per un totale di 2.000 metri quadrati,  avrebbe dovuro dar vita a un centro culturale permanente inserito nello spazio fieristico di Luanda (Filda) o in città. Ma ora altre ipotesi sono in cantiere.   “La struttura potrebbe diventare uno spazio per la museografia di tutte le esposizioni universali alle quali l’Angola ha partecipato, dotato di una sede di lavoro per immaginare le prossime Expo e di uno spazio per mostre”, afferma Antonio Gameiro Pereir, architetto e project manager del padiglione, secondo il quale “l’obiettivo ultimo è creare un luogo interessante sotto l’aspetto urbanistico, per rafforzare gli spazi culturali-istituzionali a Luanda. Esiste tuttavia anche l’eventualità che il padiglione diventi la “Casa d’Angola in Italia”, con base a Milano, gestita dall’ambasciata”.

Albina Assis Africano

Albina Assis Africano

Tra i Paesi che già dal 2013 hanno aderito a Expo Milano, l’Angola è stata così definita da Albina Assis Africano, commissario generale del padiglione Angola e a capo di tutti i commissari di Expo Milano 2015: “Siamo un Paese che ha una lunga storia di lotte,  ha superato i suoi problemi con le guerre e sta attraversando una fase di rapida crescita economica. L’Angola è una nazione giovane e vibrante, orgogliosa delle sue radici ma con uno sguardo verso il futuro”. Attiva promotrice di iniziative per favorire l’emancipazione femminile in Africa,  Assis Africano ha affermato: “L’Africa ha bisogno di guardare avanti perché è un grande continente con enormi potenzialità sia nel campo dell’agricoltura sia per le risorse minerarie. Purtroppo non abbiamo ancora raggiunto una parità per quel che riguarda l’accesso all’istruzione da parte delle donne, anche se iniziano a essere più numerose le donne laureate in Ingegneria o Medicina.  Le donne nel mio paese rappresentano più del 50% della popolazione. La nuova Africa è l’Africa degli uomini e delle donne”.  (FM, 9 novembre 2015)

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Dal 2000 sono giornalista, ho iniziato con un internship per l’agenzia di stampa americana Dow Jones, passando per una breve esperienza all’Ansa a Londra, e tanti anni nelle redazioni milanesi di quotidiani, giornali online e agenzie di stampa. Per me il giornalismo è un servizio, soprattutto per chi non ha voce.

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About Francesca Morandi

Dal 2000 sono giornalista, ho iniziato con un internship per l'agenzia di stampa americana Dow Jones, passando per una breve esperienza all'Ansa a Londra, e tanti anni nelle redazioni milanesi di quotidiani, giornali online e agenzie di stampa. Per me il giornalismo è un servizio, soprattutto per chi non ha voce. Contact: Website | More Posts