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Diplomazia interculturale con un disegno fatto da bambini. Tra Italia e Sudan funziona

KHARTOUM, 11 NOVEMBRE  (di Francesca Morandi) – La relazione interculturale tra due Paesi riassunta in un Logo disegnato da bambini: due farfalle le cui ali paiono unirsi in un’unica entità, seppur ciascuna mantenga la sua identità, con i colori della propria bandiera nazionale: una italiana e l’altra sudanese. L’esperimento, perfettamente riuscito, nasce dalla diplomazia “a 360 gradi” condotta dall’ambasciatore italiano a Khartoum Fabrizio Lobasso che, oltre ai canali istituzionali e attività di sostegno umanitario, percorre le opportunità offerte dai social network (Facebook e Twitter) per coinvolgere la società civile sudanese al fine di creare relazioni ed esperienze di amicizia tra l’Italia e il Sudan.

L'Ambasciatore Lobasso con due esponenti sudanesi nel corso di un progetto per il restauro di libri antichi

L’Ambasciatore Lobasso con due esponenti sudanesi nel corso di un progetto per il restauro di libri antichi

“Fin dall’inizio del mio arrivo a Khartoum ho potuto constatare quanto i sudanesi ci apprezzino e quanto multiforme sia l’interesse per il nostro Paese”, racconta Fabrizio Lobasso al quale, lo scorso marzo, è stato affidato il difficile incarico di ambasciatore nel Paese africano, guidato da oltre 25 anni dal presidente Omar al-Bashir, a lungo dilaniato da guerre e fame, e che oggi procede in un tortuoso cammino verso un futuro migliore. “Si tratta di una simpatia antica, frutto di una lunghissima storia (almeno dall’epoca romana) e di influenza benefica italiana sui sudanesi, in ambito culturale, commerciale, sociale, religioso e politico – spiega Lobasso -. Ho quindi voluto creare una rappresentazione dell’ “Italian style” facilmente comprensibile e fruibile alla maggioranza dei sudanesi, che subiscono il fascino di quell’aura positiva, fatta di dialogo, bellezza, cultura, generosità, eleganza, intercultura, che circonda l’immagine dell’Italia e che facilita il lavoro delle varie entità qui presenti. Così è nata ‘Italy in Sudan’ ”. Ovvero un’emanazione del lavoro svolto dall’ambasciata d’Italia a Khartoum, dove, fra l’altro, è in corso la “XV Settimana della Lingua italiana nel mondo”, che prevede incontri italo-sudanesi di poesia, letteratura, lingua, cinema, musica e cucina, che proseguiranno fino al mese di dicembre presso la Leonardo da Vinci, Italian Library and Reading Room di Khartoum.

Il disegno originale che ha vinto il concorso

Il disegno originale che ha vinto il concorso

A fronte dell’interesse suscitato da ‘Italy in Sudan’ anche sui Social network (sui social network (https://www.facebook.com/ambitaliasudan/?fref=ts e @ItalyInSudan), l’ambasciatore Lobasso ha deciso di lanciare un concorso per i circa 1000 piccoli studenti della scuola primaria Comboni a Khartoum. “Ho chiesto loro di disegnare spontaneamente il significato di ‘Italy In Sudan’ – racconta – , senza prefabbricati mentali, senza le sovrastrutture concettuali che ho riscontrato nei tanti teen-ager autoctoni incontrati, che in Sudan si nutrono di Serie A, di canzoni ed autori ben noti al mondo e di pizza Margherita. Abbiamo quindi regalato migliaia di pastelli colorati e fogli di carta e abbiamo atteso i risultati dai bambini. Dopo aver formato una commissione mista e valutato i circa 500 disegni pervenuti, abbiamo scelto 6 finalisti che sono stati pubblicati sulla nostra pagina Facebook. Il vincitore è stato decretato dal numero maggiore di consensi (“like”) ottenuti dal disegno, ovvero quello che rappresenta l’incontro di due farfalle, con le ali dai colori dei due Paesi, vicine, amiche, ma libere. Questa è intercultura, questa è diplomazia interculturale”.

“Di fronte alla marea di rappresentazioni grafiche gioiose nate dalla fantasia dei bambini, il progetto continua – conclude l’ambasciatore -: i sei finalisti ed altri 25 disegni meritevoli saranno oggetto di una futura esibizione presso la “Casa d’Italia” (la residenza dell’ambasciatore), in occasione di una serata di beneficenza da organizzare con la locale associazione di volontariato IVWG, guidata da alcune tra le donne più attive della Khartoum ‘bene’. Il ricavato sarà devoluto ad uno dei locali orfanotrofi”. (@francesmorand, 11 novembre 2015)

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Dal 2000 sono giornalista, ho iniziato con un internship per l’agenzia di stampa americana Dow Jones, passando per una breve esperienza all’Ansa a Londra, e tanti anni nelle redazioni milanesi di quotidiani, giornali online e agenzie di stampa. Per me il giornalismo è un servizio, soprattutto per chi non ha voce.

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About Francesca Morandi

Dal 2000 sono giornalista, ho iniziato con un internship per l'agenzia di stampa americana Dow Jones, passando per una breve esperienza all'Ansa a Londra, e tanti anni nelle redazioni milanesi di quotidiani, giornali online e agenzie di stampa. Per me il giornalismo è un servizio, soprattutto per chi non ha voce. Contact: Website | More Posts