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Burundi: risoluzione Onu chiede di fermare le violenze. Tra le opzioni rischieramento caschi blu

NEW YORK, 13 novembre  – Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite  ha votato all’unanimità una risoluzione per condannare le uccisioni in Burundi, dove a causa della sanguinosa repressione degli oppositori la tensione è tale che la minoranza tutsi è di nuovo in fuga dalle città, com’era successo in Ruanda nel 1994. L’Onu inoltre, secondo fonti raccolte da Nigrizia, starebbe pianificando il trasferimento delle forze di pace attualmente dispiegate nella Repubblica democratica del Congo nel vicino Burundi nel caso in cui  le violenze nel paese africano dovessero continuare o ulteriormente degenerare. burundi2[1]

Il latente conflitto tra due gruppi, gli hutu e i tutsi, divisioni artificialmente  causate dalle politiche del Belgio e delle altre potenze coloniali (i tutsi votati ai ruoli amministrativi e gli hutu ai compiti più umili) non si è mai più spento da quando nel 1994 in Ruanda fu commesso un vero e proprio genocidio, in cui 800.000 tra tutsi e hutu moderati furono barbaramente uccisi in poche settimane.

Proprio per prevenire un nuovo genocidio in particolare la diplomazia  francese si è impegnata in una risoluzione nella quale si richiede al governo del Burundi, che ha innescato le ostilità per la sua pretesa di rimanere in carica per un terzo mandato, “di indire subito un forum di dialogo tra le diverse componenti del Paese”. Il luogo deputato potrebbe essere la prossima riunione dell’Unione Africana ad Addis Abeba, o un incontro analogo a Kampala, in Uganda. Il Consiglio di Sicurezza valuta anche di imporre eventuali sanzioni.

Cinque grandi associazioni per i diritti umani, tra cui Amnesty International e Human Rights Watch, sempre giovedì, hanno firmato un documento in cui dichiarano che “la diplomazia preventiva dovrebbe essere più di uno slogan alle Nazioni Unite

Quanto ai caschi blu, secondo il sito d’informazione The East African,  l’opzione sarebbe al vaglio del Dipartimento delle Nazioni Unite: “Una possibilità è quella di trasferire le truppe Monusco (la Missione delle Nazioni Unite nella Repubblica democratica del Congo) oltre il confine con il Burundi”, ha detto un diplomatico che ha chiesto di mantenere l’anonimato.

Le violenze in Burundi, iniziate nel mese di aprile a seguito della decisione del presidente uscente Pierre Nkurunziza di candidarsi per un terzo mandato presidenziale, sono riesplose nelle ultime settimane provocando la morte di decine di persone, tanto da indurre lo stesso capo dello stato a lanciare la scorsa settimana un ultimatum ai suoi oppositori in cambio di un’amnistia.

Finora le violenze hanno provocato la morte di più di 240 persone e la fuga  di altre 280 mila, facendo vivere al paese la peggiore crisi della sua storia dalla fine della guerra civile combattuta tra il 1993 e il 2006.

(MNT, 13 novembre 2015)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts