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“Ethiopia” del fotografo Paoli all’Onu: raccontare la bellezza e la rinascita

Mostra copresentata dalle rappresentanze d'Italia e Etiopia all'Onu

Harar, "Ethiopia", Marco Paoli

NEW YORK, 17 NOVEMBRE 2015 – “E’ dedicata alle persone che vivono come di consueto, incontrandosi, spostandosi, giocando, viaggiando, pregando, ma anche al paesaggio in tutte le sue tipologie – i fiumi, gli altopiani, i deserti e le foreste”. Il fotografo Marco Paoli presenta così la mostra “Ethiopia” inaugurata il 16 novembre al quartiere generale dell’Onu a New York, co-presentata dalle rappresentanze d’Italia e di Etiopia presso le Nazioni Unite. I suoi scatti conducono in un “viaggio virtuale” in questa terra antica sul Corno D’Africa, esplorando la singolarità e l’imponenza della sua geografia, le tradizioni e la quotidianità del suo popolo.

Marco Paoli all'Onu tra i suoi scatti di "Ethiopia"

Marco Paoli all’Onu tra i suoi scatti di “Ethiopia”

La mostra “non è un reportage: racconto la bellezza”. Con “l’Etiopia, un Paese a me caro, (che) è un esempio di convivenza tra il mondo cristiano e musulmano”, è proprio l’arte “la chiave per riavvicinarci al nostro profondo, in un momento terribile che il mondo sta vivendo”, spiega il fotografo. Le sue scelte stilistiche – l’uso del bianco e nero, il contrasto luce-ombra, il ricorso alla sovraesposizione, la resa dei dettagli, il tentativo di creare immagini in movimento, la messa in risalto dei volumi – vanno nella direzione dell’astrazione.

A colpirlo del Paese, c’è il tema della rinascita. “A Bati, dove c’è il più grande mercato di bestiame del Corno d’Africa, ho visto una gogna trasformata in altalena. Ho chiesto: ‘Perché non ricostruirne una nuova?’. Mi hanno risposto: ‘Perché?’. Ora ci giocano i bambini, è un posto tornato alla vita”.

"Ethiopia", il libro (Giunti editore)

“Ethiopia”, il libro (Giunti editore)

Paoli che l’Etiopia l’ha attraversata tutta a piedi, in auto o in bicicletta (dalla capitale a Lalibela), nel Paese è arrivato la prima volta nel 2009 per girare un video sulle attività della onlus italiana Busajo, riconosciuta dal governo etiope e che si occupa di formare “i bambini e le bambine di strada”. Le fotografie in mostra sono diventate anche un libro, “Ethiopia” (Giunti Editore), i cui proventi saranno interamente devoluti alla stessa onlus. Il sogno d’artista ora è portare la mostra ad Addis Abeba.

“Questa mostra è un ottimo esempio di proficua collaborazione tra l’Etiopia e l’Italia anche nel mondo della cultura ed è l’occasione per mettere in evidenza la lunga e consolidata amicizia e la cooperazione che lega l’Italia all’Etiopia in ogni ambito, a livello bilaterale e alle Nazioni Unite”, ha dichiarato ambasciatore Inigo Lambertini, vice rappresentante permanente d’Italia all’Onu.

DSC_1508“Da un punto di vista politico, siamo co-presidenti dell’IGAD Plus, l’organizzazione regionale dell’Africa orientale che lavora per mediare e prevenire le crisi, contribuendo più di recente all’accordo di pace in Sud Sudan. Siamo stati insieme per anni in prima linea per ridare pace e prosperità ai nostri amici somali. Inoltre, abbiamo collaborato sempre più strettamente sul delicato tema della migrazione. Questo, naturalmente, si riflette nel nostro lavoro all’Onu, dove ci addentriamo side-by-side in queste e molte altre importanti questioni che riguardano l’Africa e l’Europa”, ha aggiunto Lambertini. (@annaaserafini)

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