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Infanzia: le proposte di Amref per la Giornata mondiale. Critici primi 28 giorni

ROMA, 20 novembre – Ogni bambino ha il diritto di giocare, andare a scuola, vivere in un contesto sano… ma prima di questo, ogni bambino ha il diritto di nascere e crescere in salute. In occasione della Giornata Mondiale dell’Infanzia Amref – la più grande organizzazione no profit che si occupa di salute in Africa -­ pone l’attenzione sul periodo più critico del venire al mondo: i primi 28 giorni, il cosiddetto periodo neonatale. Un milione di bambini nel mondo muoiono lo stesso giorno in cui nascono, 2 milioni nella prima settimana di vita, afferma Amref.

La chiave per uno sviluppo futuro passa per la lotta alla mortalità infantile, rafforzando le strutture sanitarie, incrementando il personale sanitario, prevenendo malattie facilmente curabili e occupandosi della questione alimentare. Perno, per Amref, è il lavoro su madri e bambini, soprattutto in quella parte di mondo in cui gli indicatori di salute sono i più drammatici al mondo, l’Africa sub sahariana.  Secondo l’organizzazione che ha voluto fornire i suoi dati in occasione della Giornata di oggi, importanti i progressi nella lotta alla mortalità neonatale, sono stati compiuti, ma sono ancora  troppo lenti. Giornata-mondiale-diritti-infanzia_jpg[1]

Nel 1990 erano oltre 5 milioni i bambini che morivano nei primi 28 giorni di vita, nel 2015 quasi 2,7. Rispetto alla mortalità nei primi 5 anni (dal 1° al 59° mese di vita), calata globalmente del 58%, quella neonatale è scesa del 47%. Tra il 2016 e il 2030 potrebbero essere circa 35 milioni i bambini che moriranno nei primi 28 giorni di vita. Se nel mondo nel 2015 muoiono ancora 19 bambini ogni 1000 nativi vivi, in Africa Sub sahariana -­ dove opera maggiormente Amref -­ e nel Sud dell’Asia (esclusa l’India), sale a 29. L’Africa Sub Sahariana rimane il posto più difficile in cui crescere: se nel mondo quasi 6 milioni di bambini muoiono prima dei 5 anni, la metà occorrono in quella parte del continente africano. Quasi la metà delle morti sotto i 5 anni sono attribuibili alla malnutrizione, più del 80% delle morti neonatali si verificano invece tra i neonati con uno scarso peso alla nascita.

In Africa le principali cause di mortalità materna e neonatale possono essere quasi tutte prevenute o mitigate, attraverso una continuità delle cure per le madri, prima e durante la gravidanza, al momento del parto, nell’immediato postparto, fino al primo periodo neonatale. Per questo, oltre alla formazione di nuove ostetriche e di altri operatori di livello intermedio e all’aggiornamento di quelli già in servizio, Amref interviene sul rafforzamento delle strutture sanitarie periferiche, i dispensari, e sulla formazione di membri delle stesse comunità su competenze di ambito sanitario: sono i Community Health Workers, che nei villaggi e nelle periferie più emarginate svolgono un fondamentale ruolo di informazione, prevenzione e di indirizzo verso le strutture sanitarie competenti.

In occasione degli obiettivi dell’agenda 2030, questo è il lavoro di Amref, per contribuire a raggiungere l’obiettivo che il mondo si è dato portare la mortalità neonatale sotto ai 12 bambini ogni 1000 nativi vivi.

In Kenya dove la mortalità neonatale è nel 2015 di 22 bambini su 1000 nativi vivi, Amref si propone di garantire i diritti delle donne e dei loro bambini a ricevere cure e assistenza prenatali e post natali, contribuendo alla riduzione dell’incidenza di patologie infantili o di malattie come l’AIDS.

In Etiopia dove la mortalità neonatale è nel 2015 di 28 bambini su 1000 nativi vivi,  Amref è impegnata all’interno delle comunità nella promozione della salute sessuale e riproduttiva e della pianificazione familiare, prerequisiti indispensabili per ridurre la mortalità materna e infantile e combattere le patologie. Scuola e lavoro con i bambini di strada per garantire salute e un futuro migliore sono gli altri impegni che la sezione italiana di Amref Italia ha in Africa per garantire i diritti all’infanzia.

(MNT, 20 novembre  2015)

 

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts

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