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Libano: ‘Girando per il Sour’ tra tabacco e campanili, dal blog della Taurinense

LIBANO SUD,  23 novembre –  I militari italiani impegnati nel Libano Sud, attualmente con la brigata Taurinense, non si limitano ad esercitazioni e attività di sostegno della popolazione civile. Fotografano per noi la situazione di quel paese attraverso i blog, attivi su alcuni siti, dando la concreta impressione di descrivere come giornalisti con le stellette, una realtà sconosciuta altrove. Il diario di alcuni di loro ci fa entrare in contatto con villaggi e popolazioni che altrimenti non avrebbero alcuna voce.

Ecco il viaggio nel Sour, la parte meridionale del Libano compresa tra il fiume Litani , a sud della città romana di Tiro e la frontiera con Israele, del  capitano Marco di Lorenzo. Un vero e proprio reportage.

GIRANDO PER IL SOUR

“Girando per il Sour  non è difficile scrutare un campanile e un minareto posti a brevissima distanza, magari eretti nella stessa piazza del villaggio che si attraversa.

575a6544-4be1-49f8-b5cd-0717bcec0847_500[1]Campanili e minareti a poca distanza uno dall’altro. Cinecittà?

Potrebbe sembrare uno scherzo, una scenografia di Cinecittà, soprattutto in un periodo come questo, in cui le tensioni internazionali nella regione mediorientale nascono da radici religiose e pregiudicano la convivenza di comunità di diversa confessione,  ma è la pura realtà. Ne sono di nuovo testimone io stesso, tornato da pochissimo in Libano tra le fila della Brigata alpina Taurinense dopo circa 2 anni e mezzo dal mio  ultimo impiego nella missione UNIFIL, accompagnando i colleghi della cooperazione civile e militare presso il villaggio di Naffhakie.

Quattrocento anime, per la stragrande maggioranza mussulmani sciti, sostentati dalla coltivazione di tabacco, l’unica coltura in grado di crescere  in scarsità di acqua, e da piccoli allevamenti di capre ed ovini dal quale ottengono prodotti caseari da vendere al mercato di Tibnin, la municipalità più estesa della zona, nota per aver dato i natali allo speaker della camera Nabih Berri e per aver ospitato fino al 2010 il comando del contingente italiano in Libano. Gli adulti del villaggio forniscono manodopera alle imprese edili e di trasporto della periferia di Tiro, mentre i loro figli, ora che le scuole sono parzialmente chiuse per rispettare il periodo di Ashura, popolano le uniche 2 vie del centro villaggio cercando diversivi alla monotonia delle ore centrali del giorno.

856a0216-4424-4cf4-8d90-4d180089d85b_500[1]Tabacco in essiccazione presso Tibnin

Dalle vie limitrofe si possono scrutare galline ed anatre che razzolano tra i piccoli cespugli guardate a vista da donne anziane sedute fuori dalle loro abitazioni, realizzate con le tipiche pietre bianche squadrate delle cave della zona; costruzioni in pietra che riflettono la luce solare aumentando ancor di più la percezione di calore.

Ci siamo recati a Naffhakie per incontrare padre William Naklem,  il religioso maronita che ha deciso di occuparsi dei pochi fedeli cristiani del villaggio, e controllare come sono stati conservati i lavori di ristrutturazione della chiesa di S. Tommaso, una piccola cappella del 1300 in cui il contingente italiano ha realizzato uno dei suoi progetti di cooperazione concluso a fine 2012. A riceverci all’ingresso della piazza troviamo mister Hater Ibrahim Hussein, scita eletto moktar del villaggio qualche anno fa, a servizio della comunità di Naffhakie per quello che riguarda l’amministrazione pubblica e catastale.

3ad0f9a4-d5fa-4a48-87b1-f02b35b9bb05_500[2]Un’immagine dell’inaugurazione dei lavori effettuati nel 2012 dal contingente italiano.

Con assoluta sorpresa, rivelo ai colleghi del contingente italiano che la ristrutturazione della chiesa maronita è stata proprio un’iniziativa del moktar con l’intento di dare un luogo di culto a tutti i suoi concittadini senza alcuna differenza di confessione religiosa, senza penalizzare la strettissima minoranza cristiana, circa 5 nuclei familiari. Padre Wiliam sorride e quando ci invita a bere un caffè turco in casa del moktar ci racconta che conosce mr. Hussein da molti anni e spesso prega per lui pur essendo mussulmano, perché – continua – ”se Dio non fa differenze nell’amare i suoi figli perché dovremmo farle noi? “

Anche il moktar la pensa allo stesso modo, e ci rivela che il suo sogno si è realizzato il giorno dell’inaugurazione nel vedere  la piazza e la chiesa di San Tommaso gremita di tutti i suoi concittadini, per la quasi totalità sciti, e  di militari Italiani diventati in cuor suo tutti cittadini onorari.

e336f82c-a9b0-4aa6-8442-0f9975c00f07_500[1]La Chiesa prima della ristrutturazione.

A 50 metri circa dalla chiesetta si erge il minareto del villaggio, una costruzione più imponente e più recente nel quale le funzioni religiose si svolgono regolarmente ogni giorno e la gente che vi si reca nell’attraversare la strettoia del campanile di San Tommaso ci sorride e benedice i soldati della brigata Taurinense.

6c2881ae-7d2e-4176-8145-8f300ec4d80f_500[1]Padre William Naklem ed il muktar Hater Ibrahim Hussein.

Quando lasciamo Naffhakie, un gruppo gremito di bambini ci ha scortato fuori dalla piazza salutandoci a festa; i militari italiani qui sono loro amici e aspettano con ansia la volta successiva in cui potranno giocare con loro e scambiare le poche parole di italiano che hanno imparato  e magari scoprirne di altre, per noi invece che l’italiano lo parliamo bene, tornare a Naffhakie significa scoprire che il dialogo interconfessionale è possibile e che si può convivere pacificamente quando si condividono rispetto ed attaccamento per la propria terra e la propria origine”.

(MNT,  23 novembre 2015)

 

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts