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OMS, UNICEF, UNHCR: vaccinazioni senza indugio per migranti, profughi

Incontro a Roma organizzato dal governo italiano

ROMA, 23 NOVEMBRE – I migranti che soggiornano per più di una settimana in un Paese diverso dal proprio devono essere vaccinati, senza inutili ritardi, contro le principali malattie infettive. Lo chiede un documento congiunto di OMS, UNICEF e UNHCRi diffuso in occasione della Conferenza internazionale di alto livello dell’Organizzazione mondiale della sanità sulla salute dei rifugiati e dei migranti in corso a Roma a cui partecipano rappresentanti provenienti dai 53 Paesi, dall’Oms Europa e da altre regioni dell’Organizzazione mondiale della sanità.

“Il flusso attuale di rifugiati, richiedenti asilo e migranti non solo non ha precedenti nelle dimensioni, ma anche nella velocità di movimento – afferma il documento – tuttavia queste persone dovrebbero essere vaccinate senza ritardi in accordo con i programmi di vaccinazione nazionali di qualsiasi Paese in cui intendano risiedere per più di una settimana”. Morbillo, rosolia, polio, nel mirino delle autorità sanitarie dell’Oms.

Obiettivo della Conferenza in programma lunedì e martedì, è quello di discutere le numerose problematiche, necessità e priorità di sanità pubblica relative agli spostamenti su larga scala di rifugiati e migranti in Europa e di conseguenza concordare un approccio comune per la salute degli stessi. Si prevede infatti l’adozione da parte dei delegati di un documento finale che faciliti lo sviluppo di una nuova strategia regionale ed un piano d’azione sulla migrazione per il 2016.

“I fatti di Parigi e l’allarme terrorismo rischiano di avere effetti anche sulla nostra disponibilità all’accoglienza e alla gestione equilibrata ed etica dei flussi migratori”, ha detto il ministro italiano della Salute, Beatrice Lorenzin, intervenendo alla Conferenza.

“Oggi non possiamo rifugiarci in una reazione emotiva – ha sottolineato il ministro – Viviamo tempi difficili nei quali viene chiesto alla leadership che noi rappresentiamo di essere in grado di fronteggiare la situazione, anche utilizzando modelli e strumenti innovativi. Dobbiamo avere la forza di essere adeguati al compito cui siamo chiamati, e servono risposte epocali. Abbiamo accolto – ha aggiunto Lorenzin – in meno di due anni 263mila persone arrivate via mare, ne abbiamo vaccinate 100 mila. E abbiamo fatto tutto da soli”.

Il ministro ha inoltre ricordato come “non abbiamo avuto una sola epidemia, eppure abbiamo avuto centinaia di falsi allarmi, decine e decine riguardanti ebola, addirittura per un sospetto caso di vaiolo su un barcone, poi rivelatosi varicella, abbiamo organizzato in otto ore una quarantena per più di 200 persone. I nostri ospedali hanno accolto migliaia di persone, gestito un numero altissimo di parti e malattie secondarie. Le nostre navi sono le uniche con sale operatorie a bordo”.

Sono stati oltre 700.000 i rifugiati e migranti entrati nella regione europea nel 2015, in aggiunta ai due milioni di rifugiati in Turchia. Circa il 5% di queste persone ha bisogno di assistenza medica, a fronte di problemi di salute, come lesioni accidentali, ipotermia, ustioni, episodi cardiovascolari, gravidanze e complicanze legate al parto, al diabete e all’ipertensione.

“I sistemi sanitari della regione europea, compresi quelli dei Paesi che ricevono rifugiati e migranti – afferma Zsuzsanna Jakab, direttore ungherese dell’Oms Europa – sono ben attrezzati per diagnosticare e curare le comuni malattie, infettive e non. Ma noi, come regione Oms, dobbiamo cercare di garantire che tutti i Paesi siano adeguatamente preparati e organizzati a sostenere l’afflusso massiccio di rifugiati e migranti, e allo stesso tempo proteggere la salute dei residenti. Una buona risposta alle sfide poste dai movimenti di popolazioni richiede che i sistemi sanitari siano pronti con dati epidemiologici affidabili sui flussi migratori, un’attenta pianificazione e formazione, e soprattutto l’aderenza ai principi di equità, solidarietà e diritti umani.

“I governi – ha aggiunto Jakab – dovrebbero fornire i documenti attestanti le avvenute vaccinazioni per evitare che vengano ripetute. Molti Paesi hanno già intrapreso campagne del genere, ma ci sono ancora sfide complesse, tra cui l’accesso limitato ai servizi sanitari, a causa dei costi elevati, o la mancanza di informazioni e barriere culturali. E’ urgente – ha concluso il direttore – concordare una posizione comune per un’azione congiunta sulla salute dei rifugiati e dei migranti nella Regione europea dell’Oms. Ci auguriamo di poter usare questo incontro per raggiungere questo obiettivo”. (NS)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts