Ultime notizie
Stampa Articolo Stampa Articolo

Pena di morte: poeta palestinese condannato dai sauditi, parte campagna Change.org

ROMA,  24 novembre – C’è una nuova campagna contro la pena di morte lanciata da Change.org.: Ashraf Fayadh, poeta, curatore e artista, è stato condannato alla pena capitale da un tribunale dell’Arabia Saudita, paese dove è nato da genitori palestinesi. Fayadh, 35 anni, è accusato di aver promosso l’ateismo con i suoi testi inclusi nell’antologia poetica ”Instructions within” (2008), di aver avuto relazioni illecite, di aver mancato di rispetto al profeta Maometto e di aver minacciato la moralità saudita. La sentenza è stata emessa il 17 novembre ed è previsto che Fayadh possa presentare una richiesta d’appello entro trenta giorni. 11142888_789217537834964_1410322464_n[1]

Fayadh è rappresentante dell’organizzazione di artisti britannico-saudita Edge of Arabia che il 16 novembre ha realizzato un’istallazione di due murali alle Nazioni Unite nell’ambito di Our Mother’s House, iniziativa artistica portata avanti con Art Jameel in supporto delle donne del sud-ovest dell’Arabia Saudita. I due gruppi sono stati segnalati alla Focus Section 2015 dell’Armoury Show.

”Fayad è stato un importante tramite per l’introduzione dell’arte contemporanea saudita nel Regno Unito e per connettere Tate Modern alla contemporanea scena emergente”, ha detto il co-fondatore di Edge of Arabia Stephen Stapleton al Guardian. ”Ha curato un’importante esposizione a Gedda nel 2013 e co-curato un’esposizione alla Biennale di Venezia nello stesso anno”. Sempre mel 2013 è stato tra i curatori della mostra Rhizoma alla Biennale di Venezia. È stato arrestato nel gennaio del 2014 e nel maggio dello stesso anno è stato condannato a quattro anni di prigione e 800 frustate da un tribunale di Abha, nel sudovest dell’Arabia Saudita.

Dopo che il suo primo ricorso è stato respinto, una nuova corte lo ha condannato a morte. Mona Kareem, poeta e attivista per i diritti dei migranti che ha lanciato una campagna per la liberazione di Fayadh, ha detto al giornale britannico The Guardian che il poeta non può chiedere a un avvocato di difenderlo perché dal giorno del suo arresto non ha più i documenti d’identità. Secondo Kareem, Fayadh sarebbe vittima di discriminazione perché di origine palestinese.

La condanna, secondo alcuni attivisti, sarebbe legata a un video pubblicato sul web dal poeta, che mostra la polizia religiosa di Abha che picchia un giovane in pubblico. Per chiedere la sua liberazione, lo scorso anno è stata lanciata una petizione, sottoscritta da centinaia di artisti e intellettuali. Almeno 150 persone sono state giustiziate in Arabia Saudita nel 2015, il dato più alto degli ultimi anni.

Durante le udienze il poeta ha dichiarato di essere musulmano e ha respinto le accuse. L’hashtag con il quale Change.org ha lanciato la sua campagna è: Libertà per il poeta #AshrafFayadh.

(MNT,  23 novembre  2015)

The following two tabs change content below.

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

Stampa Articolo Stampa Articolo
About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts

1 Comment on Pena di morte: poeta palestinese condannato dai sauditi, parte campagna Change.org

  1. Fulvio d'Aria // 25/11/2015 at 6:40 am //

    Una vergogna da evitare

Comments are closed.