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Violenza su donne: OMS, una su tre e’ vittima, conseguenze per anni

GINEVRA, 25 NOVEMBRE – Nel mondo una donna su tre ha subito una qualche forma di violenza fisica o sessuale e in oltre il 60% dei casi, sono i partner attuali o ex a commettere le violenze più gravi. Non solo. Il 38% degli omicidi di donne nel mondo – uno su 4 – sono commessi da un partner. La violenza contro le donne è una delle più diffuse violazioni dei diritti umani e non fa distinzioni, colpisce donne di ogni età, etnia, cultura e ceto sociale.

Il 25 novembre si celebra la Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne istituita dalle Nazioni Unite. La data scelta ricorda il 25 novembre 1960, giorno in cui tre attiviste politiche della Repubblica Dominicana, le sorelle Mirabal, vennero violentate e uccise da uomini dell’esercito dominicano durante la dittatura di Rafael Trujillo.

“Ognuno ha la responsabilità di prevenire e porre fine alla violenza contro le donne e le ragazze, iniziando a cambiare la cultura della discriminazione”, ha dichiarato il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon.

Le donne vittime di violenza – quando l’episodio non sfocia in un omicidio – risentono di gravi conseguenze sulla salute fisica, mentale, sessuale e riproduttiva a breve e a lungo termine e spesso, ne sono vittima anche i figli. Nel 42% dei casi si tratta di lesioni e infortuni, ma le donne vittime di una violenza sessuale rischiano gravidanze indesiderate, aborti indotti, problemi ginecologici, e infezioni a trasmissione sessuale, compreso l’HIV.

Da studi recenti dell’Oms emerge che le donne che sono state abusate fisicamente o sessualmente hanno 1,5 volte più probabilità di contrarre infezioni a trasmissione sessuale tra cui l’HIV, rispetto alle donne che non avevano subito violenze, così come rischiano il doppio delle probabilità di avere un aborto.

“Quando una donna subisce una forma di violenza – ha dichiarato Flavia Bustreo Vice Direttore Generale, Salute della Famiglia, delle Donne e dei Bambini presso l’OMS – le ripercussioni sulla salute con cui dovrà fare i conti negli anni successivi sono molteplici perché non si corrono rischi solo dal punto di vista fisico, ma anche da quello della salute mentale oltre ad aumentare drasticamente il rischio di contrarre infezioni come l’HIV.

Bustreo ha aggiunto che “sono tanti i paesi del mondo dalla Tanzania, al Bangladesh fino al Perù, in cui il primo rapporto sessuale di una donna avviene forzatamente. Uno dei fattori su cui dobbiamo fare leva in tutto il mondo, Italia compresa è l’educazione già in tenera età e far sì che i servizi sanitari siano equipaggiati per rispondere alla violenza con cure socio-sanitarie adeguate”.

Anche in Italia, infatti, il fenomeno ha assunto proporzioni drammatiche. Ogni tre giorni una donna viene uccisa dal partner, dall’ex o da un familiare. Solo nel 2014, nel nostro Paese, sono ben 115 le donne vittime di femminicidio uccise dal marito, dal fidanzato o da un ex. Nella maggior parte dei casi, in aumento dal 2006 passando dal 60,3% al 65,2% del 2014, i figli hanno assistito ad episodi di violenza sulla propria madre.

La violenza domestica è un crimine che in Italia non viene denunciato in oltre il 90 per cento dei casi. A infliggerla sono gli uomini di casa, mariti, compagni, fidanzati, padri e ad esserne vittime sono sempre le donne. Di queste, oltre 100 ogni anno vengono uccise per mano di un uomo. Nella maggior parte dei casi il colpevole è un partner o un ex partner, solo in rare circostanze si tratta di uno sconosciuto.

L’Italia è stato uno fra i primi paesi a ratificare la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (conosciuta come Convenzione di Istanbul), entrata in vigore solo recentemente nell’agosto 2014. Nonostante questo importante passaggio, sono ancora molti i paesi che non hanno ratificato il testo e, data la grande attenzione che l’Italia continua a riporre su questo tema e l’intenso dibattito sul piano sociale e politico, sarebbe interessante pensare all’Italia come promotrice e capo fila nel processo di allargamento della ratifica.

La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica costituisce il primo strumento internazionale vincolante sul piano giuridico per prevenire e contrastare la violenza contro le donne e la violenza domestica. Il testo della Convenzione si fonda su tre pilastri – prevenzione, protezione e punizione – ponendo particolare enfasi sui primi due, gli unici in grado di sradicare una violazione dei diritti umani ormai sistemica in Europa e particolarmente grave.

“L’Organizzazione Mondiale della Sanità – ha aggiunto Flavia Bustreo – sta lavorando alla stesura di un Piano di Azione Globale per rafforzare il ruolo dei sistemi sanitari e rispondere alla violenza contro le donne allargando anche il focus a ragazze e bambini, applicando un approccio multisettoriale. Il Piano vedrà il suo momento di lancio e entrata in azione il prossimo anno e fissa gli obiettivi e le strategie che i Paesi dovranno mettere in campo per porre fine a violenze e discriminazioni di genere”.

In occasione della Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne l’Oms, insieme con l’Agenzia delle Nazioni Unite contro la Droga e i Crimini, presenta un toolkit per aiutare i Paesi a rafforzare la risposta medico-legale alla violenza contro le donne. Un vero e proprio strumento dedicato agli operatori sanitari e legali con raccomandazioni utili su molteplici aspetti, dalla condotta per l’esame medico forense alla documentazione dei casi di violenza, dalle procedure di investigazione al miglioramento degli standard etici dei professionisti coinvolti. Il toolkit dell’Oms ha lo scopo di rendere più efficiente il lavoro degli operatori socio-sanitari, di polizia e giuridici, e di aiutare i legislatori e tutti coloro che coordinano questi sistemi a contrastare e rispondere ai fenomeni di violenza contro le donne. (NS)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts

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