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Renzi da Hollande. 150 caschi blu italiani sostituiranno i francesi in Libano?

Caschi blu italiani in Libano

PARIGI, 26 NOVEMBRE – “Contro l’Isis serve una strategia globale, che non sia solo militare, ma anche diplomatica, culturale e civile”. Lo ha detto il premier Matteo Renzi all’Eliseo, dove giovedì ha incontrato il presidente francese François Hollande, che, dopo gli attentati di Parigi del 13 novembre, ha avviato la costruzione di una alleanza più estesa e determinata per combattere lo Stato Islamico.

Alla vigilia del suo viaggio in Francia, il presidente del Consiglio ha ribadito che l’Italia manterrà i suoi impegni nel quadro internazionale, dalla Somalia al Libano, dall’Iraq al Kosovo. Renzi ha intenzione di mandare altri 100-150 caschi blu in Libano, in aggiunta ai 1075 militari italiani che già operano nell’Unifil, in sostituzione di altrettanti soldati francesi, che sarebbero invece dirottati sull’offensiva anti-Isis. L’Unifil è la forza multinazionale di pace delle Nazioni Unite dispiegata dal 1978 lungo la linea “armistiziale” tra il Libano ed Israele.  Ne fanno parte in tutto 10.560 soldati provenienti da 40 paesi, già oggi l’Italia fornisce all’Unifil il contributo di truppe più consistente e dal 2014 la missione è comandata dal generale Luciano Portolano.

Sempre mercoledì il ministro degli esteri Paolo Gentiloni ha anticipato che l’Italia è pronta ad andare incontro alle richieste di aiuto di Parigi. “La Francia chiederà sostegno per alleggerirsi su alcuni teatri”, ha affermato il ministro, che oggi ha partecipato anche lui all’incontro Renzi-Hollande. “E’ un dovere politico e morale rispondere alla Francia che ha chiesto aiuto in quanto paese attaccato”, ha continuato Gentiloni, confermando l’impegno italiano in molte aree di instabilità. “Noi stiamo facendo molto contro il terrorismo”, ha aggiunto: “L’Italia è tra i Paesi più impegnati”.

All’incontro bilaterale all’Eliseo, Renzi ha sottolineato anche la necessità di un allargamento della coalizione contro lo Stato islamico: “C’è la necessità di una coalizione sempre più ampia che porti alla distruzione dell’Isis e del disegno atroce che esso rappresenta”. Appoggiando la proposta francese di un accordo con la Turchia su migranti e rifugiati, Renzi ha aggiunto: “Non dimentichiamo cosa accade in Giordania, in Libano, cosa soffre la Grecia: un accordo globale con la Turchia può essere decisivo per un modello diverso di accoglienza dei rifugiati. Tuttavia, per fermare l’esodo dei richiedenti asilo serve fermare le guerre civili”. (OI, 26 novembre 2015)

 

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Dal 2000 sono giornalista, ho iniziato con un internship per l’agenzia di stampa americana Dow Jones, passando per una breve esperienza all’Ansa a Londra, e tanti anni nelle redazioni milanesi di quotidiani, giornali online e agenzie di stampa. Per me il giornalismo è un servizio, soprattutto per chi non ha voce.

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About Francesca Morandi

Dal 2000 sono giornalista, ho iniziato con un internship per l'agenzia di stampa americana Dow Jones, passando per una breve esperienza all'Ansa a Londra, e tanti anni nelle redazioni milanesi di quotidiani, giornali online e agenzie di stampa. Per me il giornalismo è un servizio, soprattutto per chi non ha voce. Contact: Website | More Posts