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Mediterraneo e Medioriente: Pinotti, soluzione politica per fine conflitti

FIRENZE, 27 NOVEMBRE – Occorre elaborare una soluzione complessiva, politica nel senso più alto del termine, per porre termine a conflitti come quelli in Siria, in Iraq, in Libia. Sarebbe controproducente entrare nei conflitti senza avere una chiara idea del risultato ultimo che si intende perseguire. Lo ha detto il ministro della Difesa Roberta Pinotti, nel suo intervento al seminario Nato che ha preso il via ieri a Firenze.

Alla due giorni di lavori, ospitati a Palazzo Vecchio, hanno partecipato delegazioni dei Paesi dell’Alleanza Atlantica e dei Paesi della Sponda Sud del Mediterraneo, per discutere dei più importanti fattori di crisi e di minaccia per la sicurezza presenti sia nell’area mediterranea sia in Medio Oriente. L’iniziativa e’ stata organizzata dal Presidente del Gruppo speciale per il Mediterraneo e il Medio Oriente, Gilbert Le Bris, e dal Presidente della  delegazione italiana all’Assemblea Parlamentare  della NATO Andrea Manciulli. Tra i relatori, il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, i Presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, il Ministro degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, Paolo Gentiloni, il Capo di Stato Maggiore della Difesa e il Generale Claudio Graziano.

“Ci sono tutte le condizioni per arrivare a una intesa” fra le parti libiche per un nuovo governo, ha detto Gentiloni, secondo cui “non possiamo permetterci di non riuscire ad accompagnare le parti libiche a trovare un accordo”. Se poi ci sara’ il via libera, ha aggiunto, “il successo avrà conseguenze fondamentali anche nella gestione della crisi migratoria” e e il nuovo governo avrà il sostegno della comunità internazionale, con supporto economico, operazioni di sicurezza e stabilizzazione”.

Quanto all’ISIS, può’ essere sconfitto, ma conta “la determinazione di coloro che dicono di volerlo sconfiggere”, i quali devono evitare di muoversi sullo “scacchiere regionale” cercando di imporre una propria “supremazia”, ha detto la Pinotti.  Quanto più “si saprà condividere l’obiettivo” di sconfiggere il male dell’Isis tanto “più sarà facile e rapido estirparlo”, ha detto ancora il ministro. “Ma abbiamo bisogno anche del tema della cultura, il tema sicurezza non è la chiave esclusiva”. E a questo proposito, secondo il ministro della Difesa, non si deve sottovalutare “il problema rappresentato dalla radicalizzazione e dall’adesione al terrorismo di nostri concittadini, di uomini e donne che vivono da anni nei nostri Paesi, che magari hanno condotto per un lungo periodo una vita apparentemente normale, che sembravano condividere i nostri valori, e che invece hanno preso le armi contro gente inerme, che viveva attorno a loro. Questa minaccia – ha aggiunto – ha una sua peculiarità: si deve affrontare tanto sul piano delle misure di prevenzione e di polizia quanto sul piano culturale”.

Indispensabile, insomma, prevenire la radicalizzazione, non solo attraverso strumenti militari e di polizia. Un approccio multidimensionale seguito dal Governo italiano. (@Onuitalia)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts