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Juve e Unesco alleate per un calcio al razzismo nel mondo del calcio

PARIGI, 27 NOVEMBRE – Juventus e UNESCO alleati contro il razzismo nel mondo del calcio. Il presidente bianconero Andrea Agnelli e la Direttrice Generale dell’agenzia ONU Irina Bokova hanno illustrato oggi a Parigi un progetto di ricerca inedito che analizza la connessione tra fenomeni di discriminazione e contrasto all’inclusione a livello internazionale in relazione allo sport. 

La ricerca, contenuta in un documento dal titolo ‘Colour? What Colour?’ e commissionata dall’UNESCO nell’ambito di una partnership con il club bianconero, studia per la prima volta il problema della discriminazione e del razzismo nel calcio professionistico e dilettantistico: ottanta pagine a firma dei ricercatori Albrecht Sonntag e David Ranc, con Nelson mandela che stringe la Coppa del Mondo in copertina.

Bokova e il presidente della Juve Agnelli

Bokova e il presidente della Juve Agnelli

Quella contro il razzismo e la discriminazione “è una lotta a 360 gradi”, che deve partire dall’educazione a scuola e nelle famiglie e spingersi fino agli stadi dell’intera Europa, ha detto Agnelli, presentando l’iniziativa nel quartier generale dell’Unesco dove oggi e’ stata rinnovata per due anni la partnership con il club torinese avviata nel 2014.

Lo studio contiene un primo bilancio dei provvedimenti già messi in campo ma anche misure complementari ed esempi di buone pratiche. In Italia, per esempio “una sanzione comminata a un club può essere ridotta se la società promuove concrete iniziative contro il razzismo e la discriminazione, si tratta, generalmente, di campagne di sensibilizzazione.

A Bergamo la società ha deciso di ritirare una denuncia contro tifosi sospettati di comportamento discriminatorio dopo che questi hanno accettato di impegnarsi in attività di volontariato”. Ma anche nel nostro Paese, avvertono i due relatori, ci sono ancora episodi negativi, come quando Arrigo Sacchi disse che c’erano ”troppi stranieri” e ”troppi neri” tra le squadre giovanili.

Annunciata il 29 maggio 2014 e finanziata interamente dalla Juventus, la relazione si propone come utile strumento di valutazione per tutti gli stakeholders del mondo dello sport. Sonntag e Ranc, professori all’ESSCA School of Management, si sono basati su letteratura di settore, ricerche a tavolino, relazioni regionali della rete UNESCO e su un’inedita indagine di campo che ha coinvolto diversi esperti e paesi.

Con il finanziamento dello studio e’ la prima volta che una società calcistica si impegna in una ricerca così approfondita, affidandola a un’organizzazione internazionale come UNESCO, che dalla sua fondazione nel 1945 in seno alle Nazioni Unite, è un punto di riferimento per la promozione del valore della cultura, e quindi anche dello sport, come motore per il raggiungimento della pace.

La Juventus aveva già mostrato il suo impegno a favore dell’inclusione con il progetto “Un calcio al razzismo – Gioca con me”, presentato dal presidente Agnelli il 6 marzo 2014 nella sede dell’Unesco di Parigi. La collaborazione con UNESCO si è sviluppata, da quel giorno, anche attraverso le due partite allo Juventus Stadium che hanno assegnato l’UNESCO Cup contro le Real Madrid Leyendas (il 2 giugno 2014) e quelle del Boca Juniors (lo scorso 8 settembre), il cui ricavato è andato a finanziare i progetti congiunti in Mali e Repubblica Centrafricana. (@alebal)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts