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Gino Strada a Stoccolma, fondatore Emergency è primo italiano a ricevere il Premio Nobel Alternativo

Il fondatore di Emergency: “La violenza non è la medicina giusta, non cura la malattia uccide il paziente”

STOCCOLMA, 30 NOVEMBRE 2015 – “Per la sua grande umanità e la sua capacità di offrire assistenza medica e chirurgica di eccellenza alle vittime della guerra e dell’ingiustizia, continuando a denunciare senza paura le cause della guerra”. E’ con questa motivazione che il Parlamento svedese ha consegnato il Nobel alternativo, concepito per “onorare e sostenere coloro che offrono risposte pratiche ed esemplari alle maggiori sfide del nostro tempo”, a Gino Strada. Il fondatore di Emergency e’ diventato così il primo italiano a ricevere il Premio Right Livelihood. La decisione e’ arrivata dopo la valutazione di 128 proposte da 53 paesi: Strada si e’ aggiunto ai 161 già premiati, provenienti da 66 Paesi (67 da oggi, con l’Italia).

“La guerra, come le malattie mortali, deve essere prevenuta e curata. La violenza non è la medicina giusta: non cura la malattia, uccide il paziente. L’abolizione della guerra è il primo e indispensabile passo in questa direzione”, ha dichiarato Strada citando le esperienze maturate sul campo: “Sono un chirurgo. Ho visto i feriti, e i morti, di vari conflitti in Asia, Africa, Medio Oriente, America Latina e Europa. Ho operato migliaia di persone, ferite da proiettili, frammenti di bombe o missili. Alcuni anni fa, a Kabul, ho esaminato le cartelle cliniche di circa 1200 pazienti per scoprire che meno del 10% erano presumibilmente dei militari. Il 90% delle vittime erano civili, un terzo dei quali bambini. È quindi questo “il nemico”? Chi paga il prezzo della guerra? Ogni volta, nei vari conflitti nell’ambito dei quali abbiamo lavorato, indipendentemente da chi combattesse contro chi e per quale ragione, il risultato era sempre lo stesso: la guerra non significava altro che l’uccisione di civili, morte, distruzione. La tragedia delle vittime è la sola verità della guerra”.

Strada ha fondato nel 1994 Emergency: la ONG per la medicina di emergenza e’ stata “concepita su tavoli operatori e in corsie d’ospedale”. A Stoccolma ha offerto una riflessione sull’incremento delle vittime tra civili registrato negli ultimi cent’anni: “Nel secolo scorso, la percentuale di civili morti aveva fatto registrare un forte incremento passando dal 15% circa nella prima guerra mondiale a oltre il 60% nella seconda. E nei 160 e più conflitti rilevanti che il pianeta ha vissuto dopo la fine della seconda guerra mondiale, con un costo di oltre 25 milioni di vite umane, la percentuale di vittime civili si aggirava costantemente intorno al 90% del totale, livello del tutto simile a quello riscontrato nel conflitto afgano”. Il “padre” di Emergency ha ricordato il Manifesto di Russell-Einstein: “ Sessanta anni dopo, ci troviamo ancora davanti al dilemma posto nel 1955 dai più importanti scienziati del mondo: Metteremo fine al genere umano o l’umanità saprà rinunciare alla guerra?”. (@annaaserafini)

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