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Italia e UNESCO in Sudan per la tutela patrimonio d’arte. Mai come Palmira

Nel sito arecheologico di Meroe, a est di Khartoum, si trovano circa 80 piramidi

KHARTOUM, 30 NOVEMBRE  – Si è svolta ieri presso la Sharjah Hall di Khartoum, la conferenza internazionale: “La Salvaguardia del Patrimonio Culturale: questioni, sfide e opportunità nel contesto Sudanese” alla presenza del Ministro della Cultura Al Tayeb Hassan e del Ministro del Turismo Mohamed Abu Zaid. L’iniziativa è stata ideata dall’ambasciata d’Italia in Sudan, organizzata in collaborazione con l’ufficio UNESCO di Khartoum, ed estesa alle istituzioni locali ed ad alcuni partner attivi, come l’Italia in Sudan, in tema di preservazione di beni archeologici quali Germania, Francia, Qatar e Russia.
La giornata di studi ha visto in rassegna gli sforzi internazionali di alcuni Paesi sul tema della salvaguardia dei patrimoni dell’umanità nel mondo, fotografando contemporanemante lo stato dell’arte della tematica in Sudan. L’evento, ha voluto contribuire, inoltre, alle celebrazioni del 70esimo anniversario dell’UNESCO e dell’80esimo anniversario del Patto Roerich, evidenziandone l’importanza nella storia della protezione dei patrimoni dell’umanità e come modello di riferimento normativo. Roerich ideatore del concetto della protezione in tempo di guerra e di pace dei beni culturali nel mondo, sintetizzava il suo pensiero nel motto “Dove c’è Cultura vi è Pace; dove c’è Pace vi è Cultura”.  In questa prospettiva, l’intuizione italiana di fare della pace uno dei temi portanti si è rivelata appropriata, anche alla luce dei drammatici accadimenti nella città siriana di Palmira dove siti archeologici millenari sono stati distrutti dallo Stato islamico.

L'Ambasciatore Lobasso con i rappresentanti sudanesi al convegno a Khartoum

L’Ambasciatore Lobasso con i rappresentanti sudanesi al convegno a Khartoum

Molto apprezzati sono stati gli interventi di Ursula Raab, presidentessa dell’Associazione italiana “Bandiera della Pace” e della sua omologa bulgara Marga Koutsarova.  Ampie e numerose rimangono le sfide del Sudan nel ricercare nuove strade per la conservazione e protezione del patrimonio culturale del Paese. Ma negli interventi delle numerose autorità locali presenti è emerso un comune denominatore: il patrimonio culturale inteso come identità di una nazione e traccia di un percorso di civilizzazione, la cui tutela deve essere garantita.
Inoltre, le stesse autorità si sono impegnate nel valorizzare e preservare il proprio patrimonio già danneggiato, in alcuni casi distrutto, da atti di vandalismo, attività rurali, urbanizzazioni, estrazioni minerarie o cause naturali. Tema di grande attualità della conferenza quello della prospettiva islamica nella salvaguardia del patrimonio culturale e una voce unanime dei partecipanti ha sottolineato la distanza della religione islamica nella propaganda e nelle azioni dello Stato islamico contro il patrimonio culturale.

L’Ambasciatore italiano Fabrizio Lobasso ha voluto sottolineare l’impegno del nostro  Paese, ricordando la proposta lanciata all’ultima conferenza Internazionale dei  Ministri dei Beni Culturali, per la creazione dei “caschi blu” per la protezione e per la  prevenzione dei rischi contro i patrimoni dell’umanità, approvata recentemente dall’UNESCO. L’Ambasciatore ha ricordato poi l’intervento del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, dopo i fatti di Parigi, finalizzato alla promozione della cultura come mezzo di contrasto alle barbarie del terrrorismo. Il supporto italiano al convegno è stato fornito anche da Maria Concetta Laurenti, membro dell’ISCR MIBAC e attualmente in Sudan per effettuare innovative sperimentazioni per la preservazione di pietre e tessuti nella zona di Karima. Il suo intervento, in un’ottica di coerenza con la tematica della conferenza, si è basato sull’impegno istituzionale italiano nel mondo per la salvaguardia e la preservazione del Patrimonio culturale mondiale.

L'antica città di Palmira prima che fosse distrutta

L’antica città di Palmira prima che fosse distrutta

Domani la professoressa Laurenti terrà, invece, presso la sede del Museo di Khartoum un seminario organizzato dall’Ambasciata italiana sulle ultime tecnologie laser in ambito archeologico. Estremamente interessante, infine, una serie di interventi sudanesi sullo stato dell’arte della protezione dei beni culturali nel Paese e sull’impegno istituzionale sudanese in tal senso.  Invitati per il workshop alcuni accademici islamici di grande fama a Khartoum hanno estrapolato alcune citazioni coraniche al fine di rendere evidente quanto la salvaguardia del patrimonio culturale, tangibile e intangibile, sia una priorità  assoluta anche nel mondo islamico. (@francesmorandi, 29 novembre 2015)

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Dal 2000 sono giornalista, ho iniziato con un internship per l’agenzia di stampa americana Dow Jones, passando per una breve esperienza all’Ansa a Londra, e tanti anni nelle redazioni milanesi di quotidiani, giornali online e agenzie di stampa. Per me il giornalismo è un servizio, soprattutto per chi non ha voce.

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About Francesca Morandi

Dal 2000 sono giornalista, ho iniziato con un internship per l'agenzia di stampa americana Dow Jones, passando per una breve esperienza all'Ansa a Londra, e tanti anni nelle redazioni milanesi di quotidiani, giornali online e agenzie di stampa. Per me il giornalismo è un servizio, soprattutto per chi non ha voce. Contact: Website | More Posts