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COP21, 10 aziende Oil&Gas sostengono accordo sul clima. ENI: sforzi comuni

MILANO, 1 DICEMBRE – Le più grandi aziende del mondo nel settore del petrolio e del gas chiedono un accordo efficace sul clima. Gli amministratori delegati di 10 società, tra le quali l’italiana ENI, che insieme forniscono quasi un quinto della produzione complessiva di petrolio e gas, e producono quasi il 10% dell’energia mondiale – hanno dichiarato il loro sostegno comune a un’intesa da raggiungersi nel corso della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (COP21) in corso a Parigi.

Nella loro dichiarazione gli AD delle 10 società che attualmente fanno parte dell’OGCI (Oil and Gas Climate Initiative) – BG Group, ENI, BP, Pemex, Reliance Industries, Repsol, Saudi Aramco, Shell, Statoil e Total – hanno confermato – si legge in un comunicato dell’ENI – l’impegno comune per limitare l’aumento medio della temperatura globale a 2 gradi.  Le società che fanno parte dell’OGCI hanno adottato misure significative per ridurre il loro impatto ambientale, attraverso la riduzione di emissioni di GHG (gas serra) provenienti dalle loro operazioni, di circa 20% negli ultimi 10 anni. “La nostra ambizione condivisa – hanno affermato i 10 top manager petroliferi – è per un futuro in linea con i 2°C.  Si tratta di una sfida per l’intera società e noi ci impegniamo a fare la nostra parte: nel corso dei prossimi anni tutti insieme rafforzeremo misure e investimenti per contribuire a ridurre l’intensità di gas ad effetto serra del mix energetico globale. La nostre compagnie collaboreranno in diverse aree con l’obiettivo di andare oltre gli sforzi individuali”. La dichiarazione è stata firmata da: Claudio Descalzi, (ENI); Helge Lund (BG Group); Bob Dudley, (BP);  Emilio Lozoya, (Pemex); Mukesh Ambani, (Reliance Industries); Josu Jon Imaz, (Repsol); Ben van Beurden, (Royal Dutch Shell); Amin Nasser, (Saudi Aramco); Eldar Sætre, (Statoil); and Patrick Pouyanné, (Total).

Claudio Descalzi, AD di Eni

Claudio Descalzi, AD di Eni

La OGCI è un’iniziativa volontaria guidata da AD del settore Oil&Gas che mira a catalizzare azioni e soluzioni pratiche sul tema dei cambiamenti climatici attraverso la collaborazione e la condivisione delle best practice. L’OGCI è nata a seguito dei dibattiti del gennaio 2014 durante il World Economic Forum Annual Meeting ed è stata lanciata ufficialmente nel settembre 2014 al summit delle Nazioni Unite sul clima.

Nel comunicato diffuso da ENI si evidenzia l’impegno nello sviluppare, fra le altre cose, soluzioni a lungo termine, come “investire in ricerca e sviluppo e innovazione per ridurre le emissioni GHG; partecipare a partnership per migliorare la cattura e lo stoccaggio dell’anidride carbonica; contribuire ad aumentare la quota di rinnovabili nel mix energetico globale; migliorare l’efficienza dei veicoli stradali; assicurare emissioni più basse nel ciclo di vita rispetto ad altri combustibili fossili per le produzione di energia elettrica; eliminare la pratica del flaring di routine (gas bruciato in torcia) e ridurre le emissioni di metano nelle loro operazioni”.

ENI è anche impegnata in progetti R&D per sviluppare tecnologie per lo sfruttamento dell’energia solare (es. Concentrating Solar Power) e stoccaggio energetico, oltre che nell’implementazione di tecnologie innovative funzionali alle bonifiche ambientali. Livelli di sostenibilità sono inoltre applicati nella produzione e valorizzazione energetica delle biomasse, i biofeedstock di origine rinnovabile da integrare progressivamente con quelli tradizionali di origine fossile e   contando su fonti di scarto non in competizione con il ciclo alimentare. Eni è stata confermata nel CDP Italy Climate Disclosure Leadership Index (CDLI), l’indice che raccoglie le migliori aziende quotate italiane che si sono distinte in qualità e completezza di informazioni sui temi del climate change e delle emissioni dei gas serra. (@francesmorandi, 1 dicembre 2015)

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Dal 2000 sono giornalista, ho iniziato con un internship per l’agenzia di stampa americana Dow Jones, passando per una breve esperienza all’Ansa a Londra, e tanti anni nelle redazioni milanesi di quotidiani, giornali online e agenzie di stampa. Per me il giornalismo è un servizio, soprattutto per chi non ha voce.

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About Francesca Morandi

Dal 2000 sono giornalista, ho iniziato con un internship per l'agenzia di stampa americana Dow Jones, passando per una breve esperienza all'Ansa a Londra, e tanti anni nelle redazioni milanesi di quotidiani, giornali online e agenzie di stampa. Per me il giornalismo è un servizio, soprattutto per chi non ha voce. Contact: Website | More Posts