Ultime notizie
Stampa Articolo Stampa Articolo

Italia all’Onu: 60 anni, compleanno con Italian Food Festival

(di Alessandra Baldini)

NEW YORK – E’ uno dei segreti meglio custoditi di New York. Un ristorante dove, come in pochi altri luoghi al mondo, si puo’ pranzare gomito a gomito a ambasciatori, alti funzionari e dignitari internazionali. Essendo poi nel cuore di Manhattan, con una vista mozzafiato sull’East River rende la Delegates Dining Room delle Nazioni Unite un luogo veramente speciale. La prossima settimana questo segreto parlera’ italiano.

Italian Food Festival

Italian Food Festival

Un Festival interamente dedicato al cibo e alle bevande italiane di grande qualità e’ stato organizzato dalla Rappresentanza Permanente d’Italia alle Nazioni Unite per un “compleanno” importante: i sessanta anni dell’Italia all’ONU. L’“Italian Food Festival” si svolgerà infatti, dal 7 all’11 di dicembre,  alla vigilia del giorno in cui, il 14 dicembre di sei decenni fa, l’Italia fu ufficialmente ammessa alle Nazioni Unite.

Il logo di Italia di Gusto

Il logo di Italia di Gusto

L’occasione, nell’anno di EXPO, punta i riflettori  sulla tradizione della cultura alimentare e gastronomica italiana attraverso un percorso culinario di alta qualità proposto da quattro rinomati chef italiani (tra i quali in primis il siciliano Filippo La Mantia, e poi Sonia Balacchi, Michele Biagiola e Stefano Tammetta) selezionati da Italia di Gusto – la società di franchising specializzata nella selezione di alimenti pregiati italiani – che la Rappresentanza Permanente dell’Italia alle Nazioni Unite ha chiamato per curare l’evento.

Nei cinque giorni del Festival i delegati delle Nazioni Unite e i loro ospiti – ma il ristorante e’ aperto tutto l’anno al pubblico a pranzo, basta prenotare e superare i varchi della security – avranno l’occasione di scoprire ed gustare cibi e bevande che rappresentano la massima espressione delle culture gastronomiche delle specificità delle singole regioni italiane, frutto di tradizioni e abitudini che si tramandano da anni, di generazione in generazione.

La cultura culinaria italiana, che riprende ed integra la Dieta Mediterranea, quel regime alimentare orientato alla salute e al benessere diventato nel 2010 patrimonio dell’Umanità nelle liste dell’UNESCO, si sposa perfettamente con gli obiettivi dell’ONU di un’alimentazione sana e sostenibile, enunciati anche nella Carta di Milano, presentata nel corso di EXPO Milano 2015 e consegnata al Segretario Generale dell’ONU il 16 ottobre, durante la Giornata Mondiale dell’Alimentazione.

E’ la seconda volta che l’Italia offre all’ONU un Food Festival: una operazione complessa che comporta l’integrazione dei guest chefs e dei loro ingredienti nelle cucine delle Nazioni Unite. Nel 1995 ci si cimento’ per un intero mese il celebre hotel Villa d’Este di Cernobbio con il suo storico chef Luciano Parolari. Stavolta a ricalcarne le orme sara’ in prima battuta il 55enne palermitano La Mantia, “oste e cuoco” trapiantato a Milano dopo un flirt giovanile con l’architettura e il fotogiornalismo. Sua e’ la foto dell’assassinio di Carlo Alberto dalla Chiesa e della moglie Emanuela Setti Carraro uccisi dalla mafia a via Carini a Palermo: uno scatto distribuito in tutto il mondo.

Filippo La Mantia

Filippo La Mantia

Nella sua “seconda vita”, La Mantia preferisce essere chiamato cuoco piuttosto che chef. Il suo ristorante milanese ‘Filippo La Mantia, Oste e Cuoco’  in Piazza Risorgimento e’ ispirato a Pantelleria, panorami e sapori tutto compreso, ma prima ci sono stati il couscous bar di San Vito Lo Capo, dove ha inventato il “pesto di limone” che con il couscous e la caponata sono diventati i suoi piatti forti, e poi “Zagara” e “La Trattoria’, entrambi a Roma dove Filippo ha cucinato per capi di Stato e rockstar.

Michele Biagiola

Michele Biagiola

Dal 1995 sono passati venti anni e la cucina italiana ne ha fatta di strada: allora i piatti serviti da Villa d’Este erano il classico risotto alla milanese con zafferano, gamberi e limone; fettuccine con fondue e tartufi bianchi; tortelli con zucca e carciofi; scaloppine di vitella impanate; meringhe con zabaione e chiacchiere di carnevale. Nel suo laboratorio, annidato nelle campagne di Macerata, ‘Enoteca Tre Case’, Michele Biagiola si e’ imbarcato in un viaggio audace e complicato per combinare una proposta di eccellenza economicamente valida che segua in modo rigoroso la filosofia del chilometro zero e l’offerta biologica e, di conseguenza, la stagionalita’ dei prodotti e l’amore per il territorio. A New York lo aspettiamo con interesse.

Se per esempio produrra’ il piatto che piu’ lo rappresenta, “Orto nel piatto” (“Garden in the plate”): una selezione delle erbe che crescono selvatiche nelle campagne italiane deposte su una base vegetale e separate un millimetro una dall’altra in modo da arricchire ogni assaggio con una diversa sensazione sempre ancorata al territorio.

Stefano Tammetta

Stefano Tammetta

C’e’ poi Tammetta, giovane ma già affermato chef che ha già collezionato innumerevoli esperienze. L’ultima  si chiama Le Arcate ed è il suo nuovo ristorante di Terracina dove Stefano si sbizzarrisce nell’invenzioni di piatti a base di pesce e non solo, la sua fantasia e l’amore appassionato per il suo mestiere sono gli ingredienti intangibili ma allo stesso tempo percepibili, che fanno dei suoi piatti un’esperienza indimenticabile.

Sonia Balacchi

Sonia Balacchi

Dulcis in fundo, ad accompagnare Filippo, Stefano e Michele a New York ci sara’ Sonia Balacchi, 31 anni riminese e  la prima campionessa del mondo di pasticceria femminile. Sonia è stata folgorata dalla passione per il cioccolato e, come spesso ripete, “nell’indossare con orgoglio la giacca da cioccolatiera ogni giorno, mi impegno per dare il massimo di professionalità e apprendere tutto ciò che può contribuire ad accrescerla”. La sua ricetta preferita e’ una ganache fondente caffè, sambuca e zabaione. E’ una truffe con camicia in cioccolato bianco che ha presentato per una dimostrazione a Dolcemente Prato nel 2009.

 

La Bottega di Roma

La Bottega di Roma

Il tutto grazie a Italia di Gusto: un’iniziativa nata con il proposito di promuovere il “buon vivere italiano” che rappresenta il vero valore aggiunto del nostro paese agli occhi del mondo. Nata nell’ottobre 2008, la societa’ fondata dal manager romano (ma romagnolo di adozione) Antonio Gaetani per far conoscere,  e non solo assagiare, il meglio della produzione “mangereccia” del nostro paese ha compiuto molti passi. Ha sperimentato il format in Spagna, aperto le nostre prime “botteghe” in franchising in Italia – a Roma in via dell’Orso, Milano e Cava dei Tirreni – e negli Stati Uniti a Ridgewood nel New Jersey prima di una apertura ‘soft’ a Medford, alle porte di Boston. Portando l’Italia del gusto in botteghe, come quelle di una volta, non più grandi di 150 metri quadri, metà negozio e metà degustazione dei selezionatissimi prodotti in vendita. (@alebal)

 

The following two tabs change content below.

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

Stampa Articolo Stampa Articolo
About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts

1 Trackbacks & Pingbacks

  1. 60 anni dell’Italia nell’Onu: la cucina d’eccellenza del Paese per un pranzo esclusivo | OnuItalia

Comments are closed.