Ultime notizie
Stampa Articolo Stampa Articolo

Peacekeeping: UNIFIL protagonista documentario “Last Station Before Hell”

NEW YORK, 2 DICEMBRE – In un mondo in cui le crisi internazionali sembrano esplodere a ritmo ravvicinato un inedito meccanismo per disinnescare le crisi e’ al centro di un nuovo documentario presentato in anteprima all’Onu. La Conferenza Tripartita tra missione di pace UNIFIL dell’Onu, Forze armate libanesi e IDF israeliane e’ il “fiore all’occhiello” di  “Last Station Before Hell”, il film  sul futuro del peacekeeping di Pierre-Olivier Francois, giornalista indipendente e documentarista francese, realizzato per ARTE e presentato oggi all’International Peace Institute.

Herve Ladsous

Herve Ladsous

Quest’anno, per i 70 anni dell’Onu, il Segretario generale Ban ki moon ha ordinato un riesame radicale delle strategie del peacekeeping. UNIFIL, nel Libano Meridionale, MONUSCO nella Repubblica Democratica del Congo e MINUSCA in Centrafrica. Sono queste le tre, diverse, missioni di pace al centro del film, 55 minuti, che inizia con la cerimonia del 29 maggio in onore di “126 eroi”, come li definisce Ban: i caschi blu morti nell’anno precedente svolgendo quel ruolo inedito istituito nel 1945 dalla carta dell’Onu: “soldati della pace”.

Non e’ un ossimoro. “L’Onu invento’ allora uno strano concetto. Militari incaricati di mantenere la pace dopo una guerra”, ha detto l’ex segretario generale ed ex capo del DPKO Kofi Annan, unoa dei protagonisti del documentario in cui interviene anche il generale Luciano Portolano, attuale comandante di UNIFIL e il terzo generale italiano nel ruolo dopo Claudio Graziano e Paolo Serra.

UNIFIL e’ una missione speciale in quanto basata sull’importanza del dialogo e dell’interposizione. “In Libano non operiamo sulla base di un mandato Chapter Seven, ma sul principio dell’imparzialità e continuiamo a farlo – ha detto Portolano – anche nel quadro di situazioni come quelle dello scorso gennaio”, in cui l’escalation degli attriti lungo la Linea Blu stabilita dalla risoluzione di cessate il fuoco 1701 (2006) ha portato in gennaio a scambi di artiglieria in cui ha perso la vita un casco blu spagnolo: avrebbe potuto essere l’inzio di una nuova guerra senza le iniziative diplomatiche di “de-escalation” condotte dalla missione.

Sebastiano Cardi all'IPI

Sebastiano Cardi all’IPI

Con oltre mille soldati impegnati in Libano, ha detto il Rappresentante Permanente italiano all’ONU Sebastiano Cardi, l’Italia e’ il primo contributore occidentale al peacekeeping. Convinta dell’importanza di queste missioni, l’Italia “contribuisce alle missioni di pace non solo fornendo truppe ma anche attraverso l’addestramento, missioni umanitarie e risorse di intelligence”, ha aggiunto l’ambasciatore italiano.

Un Falco della SELEX ES a Goma

Un Falco della SELEX ES a Goma

Per quanto riguarda l’Italia, un altro assett del DPKO sono i Falchi italiani – droni non armati – al servizio di MONUSCO in Congo: un gioiello di tecnologia uscito dagli stabilimenti Selex ES di Ronchi dei Legionari che dal Dicembre 2013 assiste i caschi blu nella sorveglianza di una superficie vasta cinque volte quella della Francia. “Oggi – ha detto Cardi ricordando gli impegni presi in settembre in un vertice convocato all’ONU dal presidente Barack Obama – e’ piu’ che mai cruciale rafforzare l’impegno su un contributo qualitativo per assicurare che le missioni di peacekeeping siano sempre più capaci far fronte a minacce emergenti sempre più insidiose”. (@alebal)

The following two tabs change content below.

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

Stampa Articolo Stampa Articolo
About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts