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Clima, Descalzi (ENI): nuovo modello sviluppo con decarbonizzazione

ROMA, 2 DICEMBRE – “Dobbiamo rivoluzionare il paradigma di sviluppo fin qui dominante e scegliere, senza ambiguità, un modello low carbon”. Ad affermarlo è Claudio Descalzi, amministratore delegato di ENI, il colosso energetico italiano, in vista dei risultati della conferenza Onu sui cambiamenti climatici in corso a Parigi. Secondo Descalzi, il cui intervento è apparso sul Sole24Ore, “gli impegni che i Paesi hanno annunciato durante la preparazione della conferenza non sono sufficienti” e  “limitare l’aumento della temperatura a fine secolo a 2°C rispetto all’epoca pre-industriale”, è possibile solo rivoluzionando lo sviluppo con la decarbonizzazione.

Claudio Descalzi, Ad di ENI

Claudio Descalzi, Ad di ENI

“Serve un cambio di passo nella strategia che valga per tutti – ha continuato Descalzi -. Vanno definiti innanzitutto obiettivi chiari e puntuali a livello globale, in termini di azioni e tempistiche. Non si può, d’altra parte, ignorare quello che dicono gli studi più autorevoli sull’evoluzione dell’energy mix: anche nello scenario che rispetta il traguardo dei 2°C, le fonti fossili copriranno nel 2030 più dei due terzi del fabbisogno di energia, mentre eolico e solare arriveranno a soddisfare solo il 6% della domanda. Si deve quindi individuare un percorso che garantisca la sostituzione graduale ed economicamente sostenibile delle fonti ad alto contenuto di carbonio con quelle più pulite, attraverso politiche chiare, valide su scala globale e capaci di attrarre investimenti. L’Europa deve parlare su questo con un’unica voce e mostrarsi come esempio”.

“Il potenziale del gas è una delle ragioni per cui, come Eni, siamo pronti a rispondere alle sfide di questa COP21, sperando che vada nella direzione giusta – osserva ancora l’AD di ENI -. Siamo convinti che il gas naturale sia complementare alle rinnovabili e contribuirà a soddisfare buona parte del fabbisogno mondiale di energia nei prossimi decenni, in uno scenario meno inquinante e più sostenibile. Per questo continuiamo a investire nella catena del gas naturale, che al momento rappresenta il 50% del portafoglio Eni, con un’incidenza destinata a crescere con i piani di sviluppo in Mozambico e con le opportunità dischiuse dalla scoperta, lo scorso agosto, del giacimento di Zohr, nell’offshore egiziano”.

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Dal 2000 sono giornalista, ho iniziato con un internship per l’agenzia di stampa americana Dow Jones, passando per una breve esperienza all’Ansa a Londra, e tanti anni nelle redazioni milanesi di quotidiani, giornali online e agenzie di stampa. Per me il giornalismo è un servizio, soprattutto per chi non ha voce.

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About Francesca Morandi

Dal 2000 sono giornalista, ho iniziato con un internship per l'agenzia di stampa americana Dow Jones, passando per una breve esperienza all'Ansa a Londra, e tanti anni nelle redazioni milanesi di quotidiani, giornali online e agenzie di stampa. Per me il giornalismo è un servizio, soprattutto per chi non ha voce. Contact: Website | More Posts