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Il passato a difesa del futuro, Buccellati (UCLA) porta in Italia mostra su Urkesh

Il palazzo reale

NEW YORK, 4 DICEMBRE 2015 – Ripartire dalla storia, dall’arte, dalla cultura per frenare l’avanzata del terrorismo: è il cuore della mostra archeologica “Dal profondo del tempo: all’origine della comunicazione e della comunità nell’antica Siria”, che porta a Domodossola, fino al 14 dicembre, reperti affiorati dagli scavi di Dmanisi in Georgia e di Mozan/Urkesh in Siria. Situata nelle vicinanze di città cadute in mano all’Isis, come Mosul e Palmira, sfregiate dalla violenza degli estremisti, la città di Urkesh risale a prima del 4000 a.C. E’ questo antico, profondo passato che hanno fatto riemergere trent’anni di ricerca italo-americana.

coupòeA condurla, insieme a un team di professionisti italiani e del posto che gli archeologi non vedono dall’inizio del conflitto siriano, i curatori della mostra ospitata dalla Fondazione Dignitatis Personae: Giorgio Buccellati e la moglie Marilyn Kelly-Buccellati. Docente emerito di archeologia all’Università Statale della California lei, cattedra di archeologia all’UCLA lui, entrambi ricercatori di fama internazionale. Giorgio Bussolati, laurea in lettere classiche alla Cattolica, dottorato di ricerca a Chicago, è anche direttore dell’UCLA Cotsen Institute of Archaeology’s Mesopotamia Area Lab e dell’Istituto Internazionale di Studi dell’Area Mediterranea di Los Angeles.

Inaugurata il 7 novembre ed esposta dagli studenti del Liceo di Scienze Umane “Rosmini”, la mostra ruota attorno alla città-stato di Urkesh, include scritte sumeriche, testimonianze degli Hurriti, immagini del palazzo reale attribuito al re Tupkish vissuto attorno al 2250 a.C., ma parte da Dmanisi, nell’odierna Georgia, dove sono stati ritrovati antichi fossili umani, esemplari di Homo Georgicus, risalenti a 1,8 milioni di anni fa.

E’ in questo patrimonio artistico e culturale che affonda le sue radici l’identità della regione. Recuperare questo io collettivo attraverso l’arte e opporlo alla distruzione dell’Isis, è un concetto in cui crede anche l’Italia che si è fatta promotrice del progetto “Caschi blu della cultura” a cui l’UNESCO ha dato il via libera. Domenica 18 ottobre al Maker Faire presso La Sapienza, inoltre, l’inventore Massimo Moretti ha presentato una stampante 3D alta 12 metri (ampliabili a 24), che mira a far rivivere il patrimonio artistico e culturale demolito dal terrorismo in Iraq e in Siria. (@annaaserafini)

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