Ultime notizie
Stampa Articolo Stampa Articolo

“Un ponte per…” lancia la campagna #RaccontamiUnaStoria per i bambini di Siria e Iraq

La campagna di Natale di Un ponte per… dedicata a salute e istruzione per bambini iracheni e siriani

ROMA, 9 DICEMBRE – “Mi racconti una storia?”. E’ questo il tema scelto per la campagna di raccolta fondi lanciata in occasione delle festività natalizie da “Un ponte per…”, associazione di solidarietà internazionale attiva in Medio Oriente da oltre 25 anni.  Diritto alla salute e diritto all’istruzione per i bambini in zone di conflitto il focus della campagna, dedicata ai minori iracheni sfollati delle minoranze perseguitate da Daesh (Stato Islamico) e ai bambini rifugiati dalla Siria a causa di un conflitto che da oltre 4 anni non conosce tregua.
In occasione del lancio dell’iniziativa, “Un ponte per…” ha realizzato il rapporto “Unfinished Living – Il futuro sospeso dei minori in Siria e in Iraq” (in allegato), che presenta dati allarmanti sulle condizioni dei bambini nell’area. Secondo stime recenti, in Iraq sono oltre 1 milione i bambini sfollati,  che necessitano di urgente assistenza umanitaria. Nel corso del 2014, in seguito all’avanzata di Daesh, sono state distrutte o rese inagibili oltre 5.000 scuole.
In Siria i bambini sfollati interni sono 3,5 milioni. Tra i rifugiati nei paesi limitrofi (Iraq, Libano, Giordania, Turchia), 2 milioni sono bambini. Quasi 6 milioni i minori che necessitano di cure e assistenza umanitaria. Nel corso del conflitto, le scuole distrutte sono state 7.000.  Con loro e le loro famiglie “Un ponte per…”  opera quotidianamente nella Regione semi-autonoma del Kurdistan iracheno e nell’area del Rojava, con un Programma di sostegno ai minori in zone di conflitto. Progetti di lungo periodo, interventi di emergenza umanitaria, distribuzioni di medicinali, programmi di sostegno psicosociale e supporto diretto a scuole e asili, per evitare che quella dei bambini iracheni, curdi e siriani sia una generazione perduta. A questo si affianca il nostro Programma “Farah” per il Sostegno a Distanza, grazie al quale tanti bambini gravemente malati vengono sostenuti da altrettante famiglie italiane, che hanno scelto di accompagnarli nel loro percorso sanitario e scolastico.  In questo quadro si sono inseriti anche i due convogli umanitari che abbiamo accompagnato nel Rojava, per distribuire farmaci e materiale sanitario alle cliniche della Mezzaluna Rossa Curda.
Dopo la campagna di Natale 2014, interamente dedicata alle minoranze irachene e alla loro tutela in seguito allo scoppio dell’ultima emergenza, Un ponte per… torna a dedicare la sua raccolta fondi natalizia alle comunità più vulnerabili di Iraq e Siria, e tra queste in particolare ai bambini, che hanno il diritto ad un futuro di pace.

A questo link l’appello della campagna: http://www.unponteper.it/mi-racconti-una-storia/ , il cui hashtag è #RaccontamiUnaStoria. “Un ponte per…”  è un’Associazione di volontariato per la solidarietà internazionale nata nel 1991 subito dopo la fine dei bombardamenti sull’Iraq e l’inizio dell’embargo, con lo scopo di promuovere iniziative di cooperazione a favore della popolazione irachena colpita dalla guerra. Da allora lavoriamo per prevenire nuovi conflitti, in particolare in Medio Oriente, in Serbia e in Kosovo, attraverso campagne di informazione, scambi culturali e progetti di cooperazione internazionale, sempre in stretta collaborazione con le organizzazioni della società civile dei paesi in cui operiamo. (@francesmorandi, 9 dicembre 2015)

The following two tabs change content below.

Dal 2000 sono giornalista, ho iniziato con un internship per l’agenzia di stampa americana Dow Jones, passando per una breve esperienza all’Ansa a Londra, e tanti anni nelle redazioni milanesi di quotidiani, giornali online e agenzie di stampa. Per me il giornalismo è un servizio, soprattutto per chi non ha voce.

Stampa Articolo Stampa Articolo
About Francesca Morandi

Dal 2000 sono giornalista, ho iniziato con un internship per l'agenzia di stampa americana Dow Jones, passando per una breve esperienza all'Ansa a Londra, e tanti anni nelle redazioni milanesi di quotidiani, giornali online e agenzie di stampa. Per me il giornalismo è un servizio, soprattutto per chi non ha voce. Contact: Website | More Posts