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Voci di donne dalla conferenza di Parigi. WILPF Italia: “Possiamo fare molto per il clima”

Un gruppo di donne alla conferenza di Parigi sul clima

PARIGI, 11 DICEMBRE – “Dopo tante conferenze mondiali sullo sviluppo sostenibile è la prima volta che, qui a Parigi alla Conferenza mondiale sul Clima delle Nazioni Unite, percepisco nei rappresentanti dei governi una vera ugenza. Una preoccupazione che diventa ansia per la sopravvivenza da parte della coalizione dei 43 Stati delle piccole isole che rischiano di scomparire per l’innalzamento del livello delle acque”. Lo racconta Annalisa Milani, dell’associazione WILPF, Women’s International League for Peace and Freedom, la Lega Internazionale Donne per la Pace e la Libertà, fondata nel 1915 contro la Prima guerra mondiale. La WILPF è una Ong internazionale con status consultivo presso l’ONU e dunque con rappresentanza permanente presso: ECOSOC, UNICEF,UNESCO,FAO, OIL. Presidente onorario di WILPF Italia è Giovanna Pagani.

“E’ la prima volta che i timori sono fortemente diffusi  tra i 196 governi presenti – prosegue Milani – e migliaia di rappresentanti della società civile mondiale, di cui metà sono donne. Le Ong femminili sono molto numerose e provenienti da ogni parte del mondo. Anche 5 anni fa a Coophenanghen si era coscienti dei gravi danni sull’ambiente creati dai cambiamenti climatici, tuttavia il documento finale uscito era ‘nullo’. Ora la Francia vuole fermare la “febbre del pianeta”, il riscaldamento globale, e spinge affinché il documento rifletta impegni precisi per la riduzione già a partire dal 2020 del C02 da raggiungere di meno 2 gradi centigradi nel 2050”. Intervenendo a un dibattito su “donne e cambiamenti climatici”, continua Annalisa Milani, “è emersa la preoccupazione che nel documento finale non ci sia menzione reale del legame tra ‘la condizione di vita di milioni di donne al mondo, che sono riconosciute come i soggetti che hanno nelle loro mani le risorse del cibo, e i cambiamenti climatici (inondazioni, siccità, etc) che le renderanno più vulnerabili’”.

“Vi è altresì preoccupazione perchè molti Paesi, guidati da Arabia Saudita, Cina, India, non intendono, di fondo, porre limitazioni climatiche – afferma ancora la rappresentante del WILPF – L’Europa, con tutte le contraddizioni, sta tentando di alzare la voce”. Citando un’attivista del Burkina Fasu, Zenabou Segda (Women Environmental Programme Burkina Fasu), Milani evidenzia anche la richiesta di riconoscere le donne anche come agenti del cambiamento e, dunque la necessità che abbiano le risorse finanziarie necessarie per avere tecnologie che permettano di compiere azioni, progetti “green”. (@francesmorandi, 11 dicembre 2015)

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Dal 2000 sono giornalista, ho iniziato con un internship per l’agenzia di stampa americana Dow Jones, passando per una breve esperienza all’Ansa a Londra, e tanti anni nelle redazioni milanesi di quotidiani, giornali online e agenzie di stampa. Per me il giornalismo è un servizio, soprattutto per chi non ha voce.

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About Francesca Morandi

Dal 2000 sono giornalista, ho iniziato con un internship per l'agenzia di stampa americana Dow Jones, passando per una breve esperienza all'Ansa a Londra, e tanti anni nelle redazioni milanesi di quotidiani, giornali online e agenzie di stampa. Per me il giornalismo è un servizio, soprattutto per chi non ha voce. Contact: Website | More Posts