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Etiopia a rischio siccità: Save the Children, in pericolo soprattutto i bambini

etiopia01[1]ROMA, 14 dicembre – Circa 10,1 milioni di persone, tra cui 5,75 milioni di bambini, si troveranno ad affrontare una critica mancanza di cibo nel 2016, in seguito al peggioramento della crisi alimentare causata dalla siccità provocata da El Nino. Save the Children, l’organizzazione internazionale indipendente dedicata dal 1919 a salvare i bambini e difenderne i diritti, stima inoltre che circa 400mila bambini rischiano di sviluppare forme di malnutrizione acuta con conseguenze drammatiche per la loro salute, che possono portare ad un blocco della crescita e a ritardi fisici e mentali nella fase dello sviluppo.

”Siamo di fronte alla peggiore siccità in Etiopia degli ultimi 50 anni e si stima che la risposta a questa emergenza abbia un costo complessivo di 1,4 miliardi di dollari. I leader mondiali riuniti a Parigi per il vertice sul clima devono reagire concretamente prima che sia troppo tardi”, ha detto John Graham, Direttore di Save the Children in Etiopia.  ”Già nel 2011 la comunità internazionale era rimasta a guardare senza fare nulla, mentre la devastante siccità che si era abbattuta su Somalia, Etiopia e Kenya aveva portato ad una  drammatica crisi alimentare, colpendo le comunità più povere e vulnerabili. Oggi la storia rischia di ripetersi nei prossimi mesi se non si agisce immediatamente”.

etiopia[1]La scarsità delle piogge del Belg all’inizio dell’anno, così come delle piogge estive del Kiremt, solitamente affidabili, hanno avuto un impatto devastante sul raccolto in Etiopia e fino a giugno del 2016 non se ne prevedono altri. Inoltre i progressi significativi fatti nella sicurezza alimentare, nell’educazione e nella salute della popolazione rischiano di essere seriamente compromessi in alcune zone del paese. Il governo etiope si è già impegnato per uno stanziamento senza precedenti di 192 milioni di dollari per combattere la crisi, come parte di un ampio sforzo del paese per mitigare l’impatto della siccità. Ma è urgente che i donatori e la comunità internazionale sostengano il governo per evitare che la situazione degeneri ulteriormente.

”Secondo recenti rapporti che tengono conto dei dati delle Nazioni Unite sul costo necessario a fornire interventi di supporto e di quello dell’impatto economico della siccità, una risposta immediata potrebbe far risparmiare 8 milioni di dollari al giorno. Investire subito non significa perdere denaro, poiché questo aiuta ad assicurare risorse ad interventi per la resilienza e la riduzione del rischio. Stavolta non possiamo aspettare che la situazione peggiori ulteriormente”, aggiunge Graham.

Secondo un rapporto di Save the Children, a lungo termine le risposte a crisi di questo tipo si possono trovare all’interno degli stessi paesi in via di sviluppo, attraverso il sostegno ai mercati e alla produzione alimentare locale, proteggendo i più poveri e i più vulnerabili, offrendo cibo a prezzi accessibili e garantendo una forte risposta nazionale alle possibili crisi. ”Dobbiamo migliorare molto il funzionamento della risposta del sistema umanitario nel momento in cui ci sono i primi segnali di una crisi e le comunità cominciano ad avere bisogno di aiuto. Se oggi verranno prese le misure giuste, sarà possibile evitare la sofferenza di milioni di persone e alleviare la miseria opprimente e duratura che questo tipo di emergenze così acute tendono a lasciare per molto tempo”’, spiega Graham.

Save the Children opera in Etiopia dal 1984 con programmi di lungo termine ed è presente nel 70% dei distretti più colpiti del paese, con la fornitura di cibo, acqua, medicine e un sostegno fondamentale alle famiglie che hanno perso il loro reddito. La principale area d’intervento dell’organizzazione è l’aiuto alimentare e il trasporto dell’acqua, cui si aggiunge la formazione di operatori sanitari nelle comunità per curare la malnutrizione, il supporto per salvare il bestiame e i raccolti laddove possibile e la fornitura di aiuti alle famiglie che non hanno mezzi di sussistenza.

(MNT, 14 dicembre )

 

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts