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Libia: ICOM pubblica lista rossa eredita’ culturale, allarme ISIS

(di Arturo Zampaglione) PARIGI, 15 DICEMBRE – Con l’antica citta’ romana di Sabratha dove l’Isis il 10 dicembre scorso ha fatto una prova di forza, l’ICOM ha elencato oggi altri quattro siti archeologici a rischio della Libia per un arco di tempo di migliaia di anni di storia della civiltà. La Lista Rossa di emergenza pubblicata dall’associazione internazionale dei musei include anche la colonia greca di Cirene fondata nel 631 avanti Cristo, la roccaforte romana in Nord Africa di Leptis Magna, le pitture rupestri preistoriche di  Tadrart Acacus, e Ghadames, una delle più antiche citta’ pre-Sahariane esistenti.

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In una conferenza stampa  Parigi presso l’Istituto per il Mondo Arabo, l’ICOM (la sigla sta per International Council of Museum) ha identificato nello Stato islamico la minaccia alle antichita’ greco-romane della Libia: “LISIS si e’ mossa da est a ovest, a Dernam, Sirte e Sabratha. Anche s e attualmente non ci sono stati sforzi deliberati di cancellare il passato come in Siria e Iraq, furti, saccheggie  distruzioni stanno ceratmente avendo impatti su alcuni siti patrimonio culturale mondiale e su parecchie moschee Sufi in Tripolitania”.

Leptis Magna, Arco di Settimio Severo

Leptis Magna, Arco di Settimio Severo

Tra i manufatti a rischio di saccheggio sono oggetti datati dalla preistoria alla conquista araba, dell’epoca d’oro dell’Islam e del Medioevo. La Lista Rossa e’ in effetti un catalogo di tesori libici a rischio di essere distrutti o venduti al mercato nero nel caso in cui la Libia cadesse nelle mani del vandalismo culturale dell’Isis

“La lenta ma costante sparizione delle testimonianze del passato libico hanno reso necessaria un’azione per proteggerle”, ha detto l’ICOM esprimendo “grave preoccupazione che le perdite subite portino all’impoverimento culturale di un paese dall’eredita’ storica eccezionalmente ricca.”

Leptis Magna

Leptis Magna

La lista e’ stata prodotta con il contributo finanziario della Commissione Europea e il sostegno dell’Ufficio per gli Affari Culturali del Dipartimento di Stato americano. Contestualmente alla sua diffusione, verra’ presentata anche la pubblicazione dell’istituto “Countering Illicit Traffic in Cultural Goods”.

Dal 2000 l’ICOM ha pubblicato “liste rosse” per oltre 25 Paesi. In giugno e’ stata la volta dell’Iraq e l’anno scorso della Siria. “E’ una soluzione con risultati dimostrati”, aveva detto all’epoca il presidente dell’organizzazione Hans-Martin Hinz, osservando che i mercanti d’arte dovrebbero “smettere di comprare oggetti che vengono da Paesi come Iraq e Siria”: adesso la Libia.

Creato nel 1946, l’ICOM riunisce oltre 35 mila membri tra cui curatori di Musei in 137 Paesi e collabora con l’UNESCO, la World Customs Organization e l’Interpol nella lotta al traffico illecito di antichità

(@Onuitalia)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts

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