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Renzi: 450 soldati italiani in partenza per l’Iraq per proteggere diga Mosul

Se l'infrastruttura crollasse, causerebbe decine di migliaia di morti

ROMA, 16 DICEMBRE – Saranno 450 i soldati italiani che partiranno per l’Iraq per difendere la diga di Mosul dalla minaccia dello Stato islamico. Lo ha affermato il presidente del Consiglio Matteo Renzi durante la registrazione della trasmissione tv “Porta a Porta”, dove ha aggiunto: “La stessa città di Baghdad potrebbe essere distrutta”.

“Siamo in Iraq per l’addestramento ma anche con un’operazione importante nella diga di Mosul (…) l’appalto è stato vinto da un’azienda italiana (il gruppo Trevi si è aggiudicato la commessa, del valore di oltre 2 miliardi di dollari), noi metteremo 450 nostri uomini insieme agli americani e la sistemeremo”. L’obiettivo dell’azione italiana è permettere l’inizio dei lavori nella diga, infrastruttura fondamentale per il Paese. Si prospetta, quindi, un salto di qualità nella partecipazione italiana alla coalizione contro l’Isis (Stato islamico), perché Mosul è vicina a zone in cui le “milizie nere” e i peshmerga si affrontano aspramente.

La diga, viene spiegato,  rischia di crollare, ma finora le condizioni di sicurezza non hanno consentito all’azienda di avviare i lavori. Se l’infrastruttura cedesse o fosse usata dai terroristi come “bomba d’acqua” causerebbe decine di  migliaia di morti. Una vigilanza armata è quindi necessaria per proteggerla da attacchi terroristici e l’Italia si è assunta questo incarico, al quale parteciperanno anche militari americani.  I tempi tecnici per l’invio dei soldati italiani in Iraq richiederanno qualche settimana. Nell’agosto del 2014 la diga di Mosul era caduta nelle mani dell’Isis, ma dopo qualche giorno era stata riconquistata dai peshmerga, grazie anche ai raid aerei della coalizione internazionale a guida americana.

Secondo il ministro agli Affari esteri Paolo Gentiloni, in un’intervista rilasciata oggi al Corriere della Sera, “si tratta di un intervento di importanza strategica in cui i lavori di manutenzione della diga verranno protetti da forze italiane e da peshmerga curdi in una zona del Kurdistan iracheno molto vicina all’ area controllata dell’Isis”. (OI, 16 dicembre 2015)

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Dal 2000 sono giornalista, ho iniziato con un internship per l’agenzia di stampa americana Dow Jones, passando per una breve esperienza all’Ansa a Londra, e tanti anni nelle redazioni milanesi di quotidiani, giornali online e agenzie di stampa. Per me il giornalismo è un servizio, soprattutto per chi non ha voce.

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About Francesca Morandi

Dal 2000 sono giornalista, ho iniziato con un internship per l'agenzia di stampa americana Dow Jones, passando per una breve esperienza all'Ansa a Londra, e tanti anni nelle redazioni milanesi di quotidiani, giornali online e agenzie di stampa. Per me il giornalismo è un servizio, soprattutto per chi non ha voce. Contact: Website | More Posts