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In corsa dopo Ban Ki moon: per l’ONU e’ “ora di una donna”

Bokova e Georgieva in pole position

Bokova

(Di Alessandra Baldini)

NEW YORK – Se l’attenzione sulle rive del Potomac è puntata su Hillary Clinton e Donald Trump (o Ted Cruz e Bernie Sanders o Marc Rubio, Marin O’Malley, Jeb Bush, Ben Carson o Chris Christie), sull’East River, dirimpetto a Roosevelt Island, è tutt’altra corsa che appassiona i media. Al Palazzo di Vetro l’elezione del prossimo segretario generale dopo Ban Ki moon e’ ai blocchi di partenza con la novità che, per la prima volta, i due organismi decisionali delle Nazioni Unite, Consiglio di Sicurezza e Assemblea Generale, hanno esplicitamente invitato candidate donne a mettere il loro nome nella mischia.

Eleanor Roosevelt

Eleanor Roosevelt

Eleanor Roosevelt, la moglie di FDR, il cui memoriale si vede chiaramente dai finestroni del Palazzo, non potrebbe esser più soddisfatta. Dopo tutto sono in molti a sostenere che e’ a lei che si deve la nascita della nuova organizzazione per la pace, sorta dalle macerie della Seconda Guerra Mondiale e sul fallimento della Societa’ delle Nazioni. Per la prima volta i 193 Paesi membri dellOnu verranno “totalmente” inclusi nella scelta, ha detto il Presidente dell’Assemblea generale Mogens Lykketoft affermando che il processo dovra’ essere più trasparente inclusivo possibile.

Lykketoft

Mogens Lykketoft

Lykketoft ha detto che questo principio, assieme a quello della candidatura femminile, e’ incluso in una lettera congiunta che lui e il presidente di tirno del Consiglio di Sicurezza hanno mandato alla membership per dare il calcio di inizio ufficiale alla corsa. Che nel mese di dicembre la presidenza del Consiglio spetti alla Rappresentante permanente degli Stati Uniti Samantha Power non fa che sottolineare lo spostamenti degli equilibri della diplomazia verso un 38esimo piano, per la prima volta in 70 anni, “in rosa”.

La lettera sottolinea l’importanza della trasparenza e della inclusivita’ nel processo di selezione e incoraggia gli stati a “considerare la candidatura di donne come candidate per la posizione di Segretario Generale”.

Sembra essere dunque, con la benedizione di Eleanor Roosevelt, l’ora di una donna anche all’Onu. Il mandato di Ban scade il 31 dicembre del 2016, e il processo di selezione avra’ ufficialmente inizio entro la fine di luglio. La scelta del leader delle Nazioni Unite e’ stata per decenni di competenza dei cinque membri permanenti del Consiglio diSicurezza Onu – Gran Bretagna, Cina, Francia, Russia e Stati Uniti – in un processo a porte chiuse. Nel tentativo di una maggiore trasparenza, l’Assemblea Generale nel mese di settembre ha approvato una risoluzione che, per la prima volta in 70 anni di storia dell’organizzazione internazionale, ha chiesto ai candidati di presentare i loro curriculum.

Alcuni dei criteri di scelta sono elencati nella lettera. “I candidati devono avere una provata leadership e capacità manageriali, vasta esperienza nelle relazioni internazionali, capacita’ di comunicazione e conoscenza di diverse lingue”. Che non manchino donne “papabili” per il dopo Ban lo aveva scritto recentemente il New York Times che aveva fatto il nome, tra le altre dell’italiana Federica Mogherini. Ma il pole position vede per ora in campo Irina Bokova, capo dell’Unesco, e Kristalina Georgieva, vice presidente della Commissione europea, entrambe bulgare anche perche’, per la turnazione che finora ha regolato la distribuzione della carica tra aree geografiche, sarebbe stavolta il primo turno dell’Est Europa. (@alebal)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts