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Sudan, tutto esaurito per eventi cultura italiana: lingua, cibo e musica “Made in Italy”

Ampia la partecipazione agli incontri. Ambasciatore Lobasso: frutto del nostro lavoro

L'Ambasciatore Fabrizio Lobasso e il tenore Luca Favaron al concerto a Khartoum

KHARTOUM, 17 DICEMBRE – Si è conclusa a Khartoum la quindicesima “Settimana della Lingua Italiana nel Mondo”, dedicata quest’anno al tema “L’italiano della musica, la musica dell’italiano”. In Sudan, la manifestazione ha visto alternarsi numerosi eventi artistici organizzati dall’Ambasciata d’Italia a Khartoum, negli ultimi due mesi. A dicembre si sono susseguite iniziative mirate alla promozione della musica, della lingua e della cucina italiana.

Giovani sudanesi al concerto italiano a Khartoum

Giovani sudanesi al concerto italiano a Khartoum

Un workshop pomeridiano di tre giorni, dedicato alla cucina italiana e finalizzato alla raccolta fondi per la costruzione di un ospedale per bambini diabetici nella capitale sudanese, è stato tenuto da Maria Voltolina, autrice del libro “L’Italiano a tavola”. Destinato inizialmente a 90 partecipanti, l’iniziativa è stata duplicata anche nelle stesse mattinate per il tutto esaurito registrato al lancio dell’iniziativa.

La Chef Maria Voltolina durante la dimostrazione di cucina a Khartoum

La Chef Maria Voltolina durante la dimostrazione di cucina a Khartoum

Nella serata conclusiva del workshop si è tenuto un concerto di beneficienza a Casa d’Italia, residenza dell’Ambasciatore Fabrizio Lobasso. Il Maestro Francesco Sartori, autore della celebre “Con te partirò”, insieme alla sua band ha eseguito brani di cantautori italiani.  Presente anche il tenore Luca Favaron che ha cantato alcune melodie del Maestro Sartori. La sera del 7 dicembre, alla Junior Hall della scuola internazionale di Khartoum, KICS, il professore Paolo Balboni, docente di linguistica all’Università Ca’ Foscari di Venezia, ha tenuto una conferenza sulla lingua italiana dal titolo “A Night at the Opera/Una notte all’Opera”. Nella serata il linguista ha raccontato la contemporaneità dell’opera, capace di esplorare problematiche ancora moderne (esempio in tal senso quello della Traviata) e l’universalità della lingua italiana, strumento veicolatore di messaggi tuttora attuali. La quindicesima “Settimana della Lingua Italiana” in Sudan si è conclusa con un grande evento musicale all’anfiteatro della scuola KICS.

Il maestro Sartori, insieme al suo gruppo e al tenore Luca Favaron, ha celebrato la musica italiana con il concerto dal titolo “Canzoni, Ambasciatrici d’Italia”. Più di 600 le persone presenti. Le arie, le canzoni eseguite sono state illustrate dal prof. Balboni, sul palco nella veste di presentatore, al pubblico sudanese e internazionale nel loro significato. La cultura italiana, rappresentata nelle e dalle canzoni, ed espressa nella sua lingua è stata protagonista della serata. La scaletta è stata formulata sulle base delle recenti ricerche della Ca’ Foscari relative alle canzoni italiane più conosciute al mondo.

L’audience di oltre 600 persone al concerto italiano nell'anfiteatro della scuola KICS di Khartoum

L’audience di oltre 600 persone al concerto italiano a Khartoum

I risultati hanno agevolato l’analisi interculturale della presenza italiana diffusa sul pianeta, dando segnali importanti e indicazioni di politica culturale su come e da quale angolazione socio-culturale l’Italia e l’italiano siano unviersalmente percepiti. Per il Sudan, l’Ambasciatore d’Italia Fabrizio Lobasso ha, infatti, commentato: “Il successo di queste settimane è soprattutto il frutto di un’attenta e previa osservazione, da parte di questa Ambasciata, di come i sudanesi ci guardano e ci percepiscono, elemento da cui abbiamo fatto derivare una consapevole modulazione della proposta culturale italiana nel Paese”. (@francesmorandi, 17 dicembre 2015)

 

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Dal 2000 sono giornalista, ho iniziato con un internship per l’agenzia di stampa americana Dow Jones, passando per una breve esperienza all’Ansa a Londra, e tanti anni nelle redazioni milanesi di quotidiani, giornali online e agenzie di stampa. Per me il giornalismo è un servizio, soprattutto per chi non ha voce.

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About Francesca Morandi

Dal 2000 sono giornalista, ho iniziato con un internship per l'agenzia di stampa americana Dow Jones, passando per una breve esperienza all'Ansa a Londra, e tanti anni nelle redazioni milanesi di quotidiani, giornali online e agenzie di stampa. Per me il giornalismo è un servizio, soprattutto per chi non ha voce. Contact: Website | More Posts