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Consiglio Sicurezza unito contro ISIL: stop finanziamenti, sanzioni a chi fa affari

Consiglio di Sicurezza dell'Onu

NEW YORK, 17 DICEMBRE 2015 – Uniti contro l’ISIL in una “sessione senza precedenti”, presenziata per la prima volta in 70 anni di storia Onu dai ministri delle Finanze dei Quindici. “Costruttiva e produttiva”, come l’ha definita il ministro del Tesoro americano Jacob Lew, che ha presieduto il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (gli Stati Uniti hanno la presidenza di turno), nel giorno in cui il massimo organo di governo politico dell’ONU ha votato e approvato all’unanimità la risoluzione 2253 per contrastare il finanziamento dello Stato Islamico di Iraq e Levante.

“Isolare l’ISIL dal sistema finanziario internazionale è parte integrante della strategia che mira in questo modo a contrastare e  distruggere l’ISIL”, la cui principale fonte di finanziamento viene dalla vendita del petrolio estratto nelle aree conquistate dai terroristi. La risoluzione, legalmente vincolante, rinomina la lista e il regime di sanzioni contro al Qaida (risoluzioni 1267 e 1989) includendo anche il Califfato. Sono previste una serie di sanzioni per i Paesi e ogni individuo o gruppo “associato con ISIL” (in passato il criterio era “associato con Al-Qaeda”) che, come ha detto il segretario generale Ban Ki moon “continua a diversificare le proprie forni di sostentamento e ha costruito un impero multi-miliardario. Tra le sanzioni: congelamento dei beni, divieto di viaggio e embargo sulle armi. Aggiunti inoltre due esperti al Team Onu che monitora l’attuazione delle sanzioni contro Al-Qaeda, i quali si occuperanno esclusivamente di ISIL.

Fermare il contrabbando di petrolio, le estorsioni, le rapine, i sequestri di persona a scopo di estorsione, il commercio di beni culturali e la tratta di esseri umani sono altri obiettivi convenuti dai membri del Consiglio di Sicurezza. La risoluzione, sotto l’ombrello del Capitolo 7 della Carta Onuche prevede in ultima istanza l’uso della forza, sottolinea inoltre la necessità dei Paesi di “collaborare col settore privato (soprattutto le istituzioni finanziarie) per identificare meglio l’attività di finanziamento del terrorismo, di attuare le linea guida della Financial Action Task Force per attaccare i flussi finanziari dell’ISIL e di “migliorare la comunicazione e la condivisione” dai dati a livello internazionale.

Punti ribaditi in Consiglio di Sicurezza dal Segretario Generale Ban Ki-moon, che condurrà “come richiesto dal Consiglio, dibattiti strategici nell’Onu sulla gravità della minaccia, includendo le fonti di finanziamento di tali gruppi e produrrà un rapporto entro 45 giorni”, che sarà riaggiornato ogni quattro mesi. “Prendiamo anche misure speciali per assicurare che le nostre azioni non danneggino i migranti, i rifugiati e loro comunità di origine”, ha aggiunto il segretario.

Il testo, elaborato da Russia e Stati Uniti, è stato co-sponsorizzato dell’Italia. Come ha ricordato Lew, l’Italia insieme all’Arabia Saudita e agli USA l’anno scorso era alla guida del Gruppo di contrasto al finanziamento dell’ISIL, creato dalla Coalizione Globale per contrastare l’ISIL, da cui ha avuto origine il dibattito che ha portato alla risoluzione di oggi. (@alebal/@annaaserafini)

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