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Resilienza: Alinovi, per Italia tra pubblico e privato un ruolo importante

Alinovi Luca Alinovi (ph. : brusselsbriefings)

(di Alessandra Baldini)

WASHINGTON/NAIROBI – Pre un incrocio di circostanze favorevoli – da un lato la nuova Agenzia per la cooperazione, dall’altro un “rinvigorito interesse nel mondo imprenditoriale” – l’Italia può avere un ruolo importante nel contribuire alla “resilienza”, una parola difficile che in sostanza “rappresenta la capacita’ di sistemi sociali di assorbire eventi inaspettati in modo che non se ne soffra e che semmai creino opportunita’ di crescita”.

Luca Alinovi e’ probabilmente il massimo esperto mondiale di resilienza. Già capo dell’Ufficio FAO in Somalia, rappresentante dell’organizzazione Onu per l’Alimentazione e l’agricoltura in Kenya, da meta’ novembre e’ il direttore esecutivo di Global Resilience Partnership (GRP), l’iniziativa pubblico-privata promossa dalla Fondazione Rockefeller, l’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (Usaid), e dall’Agenzia svedese per la cooperazione allo sviluppo internazionale (Sida).

Alinovi si autodefinisce “uno dei tanti italiani all’estero che si inventano cose più ampie del territorio nazionale”. Laurea in Agraria a Firenze e un dottorato proprio con l’obiettivo di capire “come si  misura la resilienza”, Alinovi ha passato 17 anni alla Fao: “Poco tempo a Roma all’inizio e poi soprattutto sul campo”. La GRP e’ un partnerariato pubblico/privato che ha tre epicentri: nel Corno d’Africa con base a Nairobi, Africa Occidentale con base a Dakar e nel Sud Est Asiatico (Bangkok) e Alinovi si divide tra tutti e tre con una maggioranza del tempo in Kenya. Onuitalia lo ha raggiunto a Washington dove tra Usaid e Banca Mondiale c’e’ molto da fare.

“Resilienza e’ una parola molto difficile, derivata da altri ambiti, come la psicologia, l’ingegneria, l’ambiente. In sostanza e’ la  capacita’ di una famiglia, per esempio, ma anche gruppi sociali, di assorbire eventi inaspettati e riuscire a trasformarli in maniera che le persone non ne soffrano e addirittura diventino possibilita’ di crescita. Adattarsi e cambiare, modificarsi davanti a pressioni forti, e riorganizzarsi”, spiega l’esperto.
Resilienza, secondo Alinovi, e’ “un concetto molto darwiniano”. L’approccio che l’italiano ha usato nelle sue ricerche dagli anni duemila e’ quello che si avvicina di più alla definizione che la parola ha in ecologia. “Immaginate un fulmine che colpisce e brucia una serie di piante: il sistema si ricostruisce per far si’ che quell’area si ricomponga anche meglio di prima”.
Esempi pratici. Alinovi, che su Twitter usa l’handle @buanaluca, parla della fame in Somalia di cui ha avuto, con la Fao, una lunga esperienza. A suo avviso per motivi derivati da conflitti o dall’assenza di un governo, la gente in quel paese ha perso la capacita’ di rispondere a queste crisi. “In Somalia la siccità c’e’ da sempre”, spiega Alinovi, ma il fatto che la siccità crei fami sempre più inaspettate nasce dal fatto che la gente ha meno capacita’ di adattarsi e di reagire. “Questo diventa particolarmente imprtante in un quadro di cambiamento climatico dove questi eventi estremi accadono molto più di frequente di prima, e la capacita’ di adattamento non tiene il passo con gli eventi”. Alinovi e’ stato a Parigi per COP21: l’accordo sul clima, a suo avviso, “potrà cambiare il mondo e in questa cornice il partnerariato puo’ fare da acceleratore per fare progressi su larga scala”.
Per tornare alla Somalia, “quel che cerchiamo di fare e’ ricostruire lo spazio che si e’ perso, creando una coalizione di persone che vogliono farlo insieme: agenti di cooperazione, pubblico, privato che lavorando insieme potrebbero avere un effetto maggiore di quanto possibile individualmente”.
Luca Alinovi in Somalia

Luca Alinovi in Somalia

Il ruolo del settore privato e primario: “Stiamo chiedendo di giocare una parte molto più importante di prima. Finora il privato era chiamato come contraente nei confronti del pubblico, oggi vediamo molto più spesso imprese che hanno interesse a sviluppare il livello sociale come modello di business. L’Europa e’ una sorgente molto ampia di innovazione tecnologica e di idee nuove che possono  far fare salti quantici nello sviluppo di  opportunita’ per la gente”.

Alinovi ama fare un esempio sviluppato in Kenya: M-pesa, un sistema per trasferire soldi attraverso telefono fa si ‘ che pagare per una corsa in taxi usando un cellulare sia più; facile li’ che a New York. Lanciato nel 2007 da Safaricom, il maggiore operatore di telefonia mobile keniota, e’ usato oggi da oltre 17 milioni di persone, in Kenya i due tersi della popolazione adulta.
M-pesa ha dato accesso al credito a una quantità enorme di persone che non hanno accesso  banche e ai sistemi di finanziamento e “questo ha creato una capacita’ di adattamento incredibile, molto più forte di quanto le cooperazioni stesse possono fare”, spiega Alinovi. Ed ecco dunque la ricerca drammatica di quel settore privato che voglia investire nel futuro della gente “per far si’ che si crei ricchezza in persone che finora ricchezza non avevano e che questo a sua volta crei ricchezza anche per gli investitori”.
In Italia Alinovi ancora non si e’ mosso ma ha intenzione di farlo: “Credo molto che in questo rinvigorito interesse del mondo imprenditoriale possa esserci un grande spazio. Credo anche che la Cooperazione italiana attraverso la nuova agenzia possa giocare un ruolo importante questo tema e che quindi c’e’ spazio per l’Italia per poter entrare in questo sistema”.
“Resilienza”, la definizione di Luca Alinovi, Direttore esecutivo di Global Resilience Partnership: “Resilienza e’ la capacita’ di individui, comunita’, organizzazioni e sistemi di  sopravvivere, adattarsi e crescere in seguito a shock e stress e perfino trasformarsi quando le condizioni lo richiedono. Per dirlo in poche parole, la resilienza e’ quel che permette alla gente di sopravvivere, adattarsi e prosperare. Costruire resilienza richiede da parte nostra inventare sistemi, sviluppare tecnologie e porre in atto soluzioni che prevengano o proteggano dalle minacce, rafforzando al tempo stesso le connessioni sociali e gli impegni degli individui per apprendere dalle crisi e risollevarsene più velocemente”. (@alebal)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts