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Green economy post-COP21, Russia, Italia e Africa alla “conquista del sole”

ROMA, 18 DICEMBRE 2015 – La green economy avanza anche sull’onda dell’intesa raggiunta la scorsa settimana a Parigi alla Conferenza ONU sul clima  (COP21) per fermare le emissioni dei gas serra. Innovazione e ricerca nel campo dell’energia solare trovano infatti sempre più spazio nel settore energetico italiano e internazionale. L’“energia verde” si sta affermando anche in Russia, finora notoriamente ancorata a petrolio e gas: la settimana prossima il più grande impianto solare della Federazione russa, sarà inaugurato vicino a Orsk. L’impianto, costato tre miliardi di rubli (circa 40 milioni di euro), sorge nei pressi della città sul fiume Ural nella regione di Orenburg, vicino al confine col Kazakhstan, dove, assicurano le autorità locali, il clima è comparabile a quello degli Stati dell’Europa del Sud. Si stima che la centrale, i cui moduli fotovoltaici si estendono su una superficie di 80 ettari, avrà una potenza di 25 Mw. Analisti ipotizzano un’espansione del fotovoltaico in questa zona meridionale della Russia.

A confermare come pure in Italia il vento tiri dalla parte delle fonti rinnovabili, sono le scelte di ENI, il colosso energetico guidato da Claudio Descalzi, che alla vigilia dei lavori della COP21 aveva dichiarato: “Dobbiamo rivoluzionare il paradigma di sviluppo fin qui dominante e scegliere, senza ambiguità, un modello low carbon”. L’approccio scelto da ENI coinvolge due macro-aree legate all’energia solare: solare termico e fotovoltaico rappresentano i settori nei quali la propria ricerca dovrà focalizzarsi  con determinazione nei prossimi anni. L’impegno di ENI nella ricerca di nuovi e più efficienti metodi per produrre energia solare coinvolge anche il crescente segmento delle celle fotovoltaiche in materiale organico. I pannelli fotovoltaici organici a film sottile si stanno rivelando tra i più facilmente integrabili nelle strutture degli edifici esistenti, grazie anche a soluzioni dotate di colorazioni specifiche o “semitrasparenti”.

Con l’aiuto della cooperazione internazionale, anche l’Africa ambisce a uno sviluppo sostenibile e in un Paese come il Ruanda, segnato da una storia di guerre e povertà, sorge oggi un impianto di energia solare che intende essere un modello per l’intero continente. L’impianto, costruito con il sostegno degli Stati Uniti, mira a fornire elettricità a metà della popolazione ruandese entro il 2017. Situata nei pressi del lago Mugesera, 60 km ad est della capitale Kigali, la centrale solare (di 8,5 megawatt) offre 350 posti di lavoro e alimenterà oltre 15mila abitazioni. La centrale conta su 28,360 pannelli solari collegati a un server centrale a Oslo, da dove si effettueranno monitoraggi.  Anche i pannelli fotovoltaici sono controllati via computer e, ogni 1,9 metri quadrati, si inclinano per monitorare il sole da est a ovest, migliorando l’efficienza del 20% rispetto ai pannelli fissi. Sostenuto dall’iniziativa Potenza Africa di Barack Obamam, il progetto è costato 23.7 milioni di dollari. Il governo ruandese ha siglato accordi con le aziende Gigawatt Global, Norfund e Scatec Solar. I pannelli sono stati realizzati in Cina, mentre gli inverter e i trasformatori in Germania. La costruzione è iniziata nel febbraio del 2014 ed è stata terminata a luglio 2015. (@francesmorandi, 18 dicembre 2015)

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Dal 2000 sono giornalista, ho iniziato con un internship per l’agenzia di stampa americana Dow Jones, passando per una breve esperienza all’Ansa a Londra, e tanti anni nelle redazioni milanesi di quotidiani, giornali online e agenzie di stampa. Per me il giornalismo è un servizio, soprattutto per chi non ha voce.

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About Francesca Morandi

Dal 2000 sono giornalista, ho iniziato con un internship per l'agenzia di stampa americana Dow Jones, passando per una breve esperienza all'Ansa a Londra, e tanti anni nelle redazioni milanesi di quotidiani, giornali online e agenzie di stampa. Per me il giornalismo è un servizio, soprattutto per chi non ha voce. Contact: Website | More Posts