Ultime notizie
Stampa Articolo Stampa Articolo

Siria, approvata la risoluzione. Gentiloni: una svolta pragmatica

(di Arturo Zampaglione)

NEW YORK, 18 DICEMBRE – All’inizio di gennaio, con la mediazione di Staffan de Mistura, rappresentante speciale di Ban Ki-moon per la Siria, cominceranno i negoziati tra il regime di Damasco e i rappresentanti dell’opposizione, con l’obiettivo di arrivare entro sei mesi a una “governance credibile, inclusiva e non settaria” del paese ed entro 18 mesi a elezioni libere. E nel frattempo, dopo cinque anni di guerra civile, scatterà un cessate il fuoco che sarà monitorato dalle Nazioni Unite e che ovviamente non riguarderà né i jihadisti dello Stato Islamico né i terroristi di Al Nusra. Questo il risultato di una lunga riunione, venerdì all’hotel New York Palace, tra i 17 ministri degli esteri dell’International Syrian Support Group, che, dopo due incontri a novembre a Vienna, hanno varato ieri non solo una “road map” sulla crisi siriana, ma anche una bozza di risoluzione che è stata subito dopo votata all’unanimità dal Consiglio di sicurezza dell’Onu.

“Le differenze tra le varie parti non si sono cancellate durante l’incontro sulla Siria, tante meno quelle sul futuro del presidente Bashar al-Assad”, ha osservato il ministro degli esteri italiano, Paolo Gentiloni, arrivato a New York dal Marocco, dove giovedì aveva seguito l’accordo tra le parti libiche per la formazione di un governo unitario. Proprio queste differenze avevano ostacolato e ritardato il processo di pace: gli Stati Uniti (lo ha ripetuto Barack Obama ieri stesso nella conferenza stampa di fine anno) considerano la permanenza di Assad un ostacolo alla riconciliazione e alla pace, mentre Teheran e Mosca, alleati del regime di Damasco, chiedono che i destini politici del paese siano deciso dagli elettori, non dall’esterno.

“Ma il recente avvicinamento tra Russia e Stati Uniti”, ha spiegato Gentiloni, “e in particolare gli incontri del segretario di stato John Kerry al Cremlino, hanno portato a un atteggiamento più costruttivo dei russi, anche perché Mosca non ha nessun interesse a rimanere a combattere per anni”. E al tempo stesso gli americani hanno risposto in modo pragmatico: affidando il destino di Assad al processo politico-diplomatico che sarà avviato all’inizio del 2016, probabilmente a Ginevra.

Che significa? Che Assad potrebbe ancora restare a galla e magari partecipare alle elezioni del 2017, magari vincendole? Il testo della risoluzione approvata venerdì non parla del futuro del presidente siriano. “Ed è certamente una scommessa”, ha detto il ministro degli esteri italiano, che prima di ripartire da New York ha incontrato i giornalisti: “Ma la mia opinione è che l’avvio stesso dei negoziati tra il regime e l’opposizione provocherà delle crepe nel potere di Assad”. Del resto, come ha ricordato Gentiloni, “l’Italia ha sempre pensato che alla fuoriuscita di Assad si dovesse arrivare alla fine di un percorso”.

(@zampaglione, 18 dicembre 2015)

The following two tabs change content below.

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

Stampa Articolo Stampa Articolo
About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts

1 Trackbacks & Pingbacks

  1. 2015: Onu e Italia, un anno di sfide, crisi, successi | OnuItalia

Comments are closed.