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TIME: a italiano Alessandro Penso la photo story del 2015

Alessandro Penso

(di Alessandra Baldini)

NEW YORK, 19 DICEMBRE – Un fotografo italiano, Alessandro Penso, e’ la scelta di TIME per la photo story del 2015. L’annuncio e’ sul numero di questa settimana del magazine americano che ogni dicembre tira le somme dell’anno appena trascorso. Se ad Angela Merkel, anche per le politiche di accoglienza della Germania ai profughi, e’ andata la copertina della Persona dell’Anno, a Penso il titolo fa credito di avere raccontato questa storia per immagini che fanno riflettere.

“La crisi delle migrazioni che da anni ormai scuote il Mediterraneo con un picco senza paralleli negli ultimi mesi ha spinto molti fotografi a documentarne il dramma umanitario con ripercussioni importanti sulla politica e l’opinione pubblica dell’Europa” scrive TIME. “Senza dubbio questa e’ la più importante storia dell’anno e quando si e’ trattato di scegliere il fotografo che l’ha documentata al meglio, un nome si e’ distinto tra tutti: Alessandro Penso”.

Una madre siriana col bambino Alessandro Penso per UNHCR

Una madre siriana col bambino Alessandro Penso per UNHCR

Penso non e’ stato il solo a documentare la crisi: “Sarei curioso di vedere i numeri, ma penso che quello delle migrazioni sia l’evento che ha prodotto il maggior numero di immagini”, ha detto a TIME lo stesso fotografo al magazine di ritorno dal suo primo viaggio a bordo delle navi di soccorso di Medici Senza Frontiere. La rivista ha spiegato la ragion del premio: la photo story dell’italiano e’ eccezionale per vastità geografica e profondità emotiva.  Penso era sulle spiagge di Kos e di Lesbo ad aspettare profughi che avevano attraversato l’Egeo in condizioni disperate; li ha attesi in una stazione di Corinto mentre cercavano  di imbarcarsi per l’Italia. Ha raccontato i drammi di Idomeni e la situazione isterica dei treni a Tovarnik in Croazia. In Bulgaria e’ entrato in un campo nelle citta’ di frontiera di Harmanli e Banya documentando condizioni sanitarie impossibili. Ha coperto la crisi a Nador in Marocco e Melilla, in Spagna dove la disperazione dei migranti e’ stata accolta da fili spinati. A Calais ha visto migranti ospitati in campi improvvisati che cercavano di salire su camion per raggiungere l’Inghilterra. “Nelle sue foto vediamo stanchezza e disperazione. Abbiamo il contesto piu’ ampio in cui collocare la storia”, scrive TIME.

Alessandro Penso e’ arrivato tardi alla fotografia. Laureato in psicologia clinica alla Sapienza di Roma, ha cominciato a fotografare a 27 anni grazie a una borsa di studio nel 2007 alla Scuola di Fotografia e Cinema di Roma. Ha vinto molti premi tra cui il Project Launch Award di Santa Fe, il Burn Emerging Photographer Fund e il Magnum Foundation Emergency Fund. Nel 2014 e’ andato a lui il primo premio nella categoria General News del World Press Photo award: un riconoscimento andato lo scorso febbraio a un altro italiano, Massimo Sestini, per l’iconica immagine di un barcone carico di migranti visto dal cielo.

Il lavoro sulle migrazioni e’ cominciato nel 2010, un paese diverso ogni anno, restando pero’ sempre entro i confini dell’Europa. L’interesse nasce da diversi fattori, pubblici e privati, tra cui un nonno arrivato in Italia d Corfu’. “Mi ha sempre colpito come abbia avuto la possibilita; di ricominciare e costruire quanto e’ anche parte della mia vita”, ha detto Penso a TIME. Parallelamente, ci sono state le immagini trasmesse in tv  nell’estate 1991 quando migliaia di albanesi in fuga dal regime comunista di Tirana dirottarono una nave cargo per fuggire a Bari: Penso ricorda ancora la disperazione che ha visto in quegli occhi.

Mostafa' investito a Corinto nel 2012 (Ph. Alessandro Penso)

Mostafa investito a Corinto nel 2012 (Ph. Alessandro Penso)

Fast forward al 2012 quando a Corinto ha assistito a un brutale attacco a un gruppo di migranti in cui un giovane marocchino di 20 anni, Mostafa El Mouzdahir, e’ stato volutamente investito da un auto. Questa esperienza ha motivato Alessandro a continuare a lavorare anche per cerare consapevolezza e combattere la xenofobia e la violenza ispirata dal razzismo che la crisi delle migrazioni sta provocando in molte parti d’Europa.

Creando immagini che il pubblico non e’ abituato a vedere, Alessandro Penso cerca di restituire umanita’ a persone andando al di la’ delle statistiche, dei racconti delle agenzie di stampa e dei giornali. L’obiettivo e’ di scuotere opinione pubblica e classi politiche con provocazioni e domande: “Cosa ci aspettiamo d gente che arriva e vive in queste condizioni? Se un ragazzo di 15 anni rischia la vita per attraversare il mare, per passare dalla Grecia all’Italia in un camion alla merce’ dei contrabbandieri, che passa gli anni più importanti della sua vita cerando di raggiungere un cosiddetto El Dorado, cosa ci aspettiamo domani da queste persone?” Giornalisti e fotografi, secondo Penso, hanno un ruolo. Le foto di Alessandro sono state pubblicate da testate in tutto il mondo tra cui  Stern Magazine, The Guardian, BBC, The New York Times, Businessweek, Time Magazine, the International Herald Tribune, Human Rights Watch, L’Espresso, Internazionale, D di Repubblica, Vanity Fair Italia, El Periodico, Le journal de la photographie, Enet e Ekathimerini.

Per vedere le foto di Alessandro Penso sul suo sito clicca qui (@alebal)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts

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