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Riad decapita 47 persone, anche noto sceicco sciita. Proteste da Teheran a Sanaa

Gentiloni, Italia contro pena di morte, sempre

 

ROMA, 2 gennaio – Una nuova miccia è stata innescata in Medio Oriente con l’esecuzione in Arabia Saudita di 47 prigionieri, tra cui l’autorevole sceicco sciita Nimr al Nimr. La decisione di Riad è stata annunciata dal ministero dell’Interno con la formula ”condanna a morte per atti di terrorismo contro civili” e riguarda 47 persone che sono state messe a morte tramite decapitazione. “L’Italia e’ contro la pena di morte sempre. In Arabia Saudita l’esecuzione dell’imam al Nimr rischia anche di alimentare tensioni con comunità sciita”, ha commentato su Twitter il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni.

L’Arabia Saudita è considerata uno dei paesi dove più di ogni altro si ricorre al boia e secondo organizzazioni come Nessuno tocchi Caino e Amnesty international, l’anno scorso ha messo a morte almeno 153 persone piazzandosi al terzo posto dopo Cina e Iran.

Già l’Iran (paese musulmano sciita) ha fatto sentire la sua irritata voce e proteste e scontri sono già segnalati in alcune città irachene, nei vicini Yemen e Bahrain, tra gli hezbollah libanesi da sempre legati a Teheran.

1445883463cfitu4uwaaazu0l[1]Tra le persone messe a morte c’è l’alto dignitario sciita Nimr Baqer al-Nimr, quello che più di ogni altro ”stava a cuore” ai paesi a maggioranza sciita: noto per le sue posizioni contro il governo saudita, il religioso era stato arrestato nel 2012 e condannato l’anno scorso per ‘sedizione’. Lo sceicco è stato uno dei leader del movimento di protesta partito nel 2011 nella provincia orientale del Qatif, dove la numerosa popolazione sciita reclamava più diritti e meno discriminazione da parte della monarchia saudita, a maggioranza sunnita. Il suo arresto provocò anche proteste di piazza represse dal regime.

L’Iran oggi, con un pronunciamento dell’ayatollah  Khatami  ha avvertito che Riad  ”pagherà cara” l’esecuzione di al Nimr. “Non ho dubbi – ha aggiunto – che questo sangue puro macchierà la casa dei Saud e li spazzerà via dalle pagine della Storia”.

Tra gli altri giustiziati ci sarebbe anche un presunto leader di al Qaida in Arabia Saudita, Faris Zahrani. Secondo il ministero la maggior parte delle persone giustiziate erano coinvolte in attacchi attribuiti ad Al Qaida e avvenuti tra il 2003 e il 2006 e provenivano da 12 regioni del paese. Nonostante il tentativo di far leva sulla presunta appartenenza ad al Qaida,  secondo gli osservatori l’Arabia Saudita ha compiuto una mossa pericolosa e sprezzante che non mancherà di innescare quelle reazioni a catena di rabbia e proteste così frequenti in quell’area.

(MNT,  2 gennaio 2016)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts