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Riad sta per mettere a morte anche il nipote di al Nimr. Nuovi appelli per salvarlo

ROMA, 7 gennaio – Le 47 esecuzioni di qualche giorno fa in Arabia Saudita, quando è stato messo a morte anche un autorevole religioso sciita, non hanno ancora  finito di indignare il mondo, che si moltiplicano gli appelli perché sia salvata la vita al suo giovane nipote, Ali al-Nimr. Poco più che ventenne, nipote dello sceicco Nimr al Nimr, Ali si prepara a morire, decapitato e crocefisso in una pubblica piazza di Riad o di un’altra città saudita.

Per lui è già iniziata una mobilitazione che in rete ha raccolto circa 450 mila firme, ma sono in molti a pensare che per il ragazzo il tempo stia per finire. In origine il gruppo di condannati a morte era di 52 prsone; 47 sono stati messi a morte una settimana fa e per gli altri ciqnue sembra sia solo una questione di tempo.

274b4f58-6cbc-4f80-9980-36340cc58599_medium[1]di Giovannangeli ha scritto su l’Unità  he Ali al Nimr,  è un ragazzo giovanissimo, nato e cresciuto in Arabia Saudita, in prigione dal febbraio 2012. A maggio del 2014 una corte dell’Arabia Saudita lo ha condannato a morte per crocifissione. Formalmente Ali al-Nimr è accusato di ”partecipazione a manifestazioni antigovernative”, attacco alle forze di sicurezza, rapina a mano armata e possesso di un mitra. Come denuncia Amnesty International la condanna sarebbe stata emessa sulla base di una confessione estorta con torture e maltrattamenti. Sono passati oltre tre anni da quando è stato chiuso in carcere. Tre anni ad aspettare un ripensamento delle autorità di Riad. O tre anni ad aspettare che la sua condanna venga eseguita”.

”In Italia – continua –  è stata lanciata una petizione che ha raccolto centinaia di migliaia firme. L’Unità ha lanciato la campagna ‘Nessuno tocchi Ali al-Nimr’, mettendo la foto del giovane ogni giorno sulla prima pagina e invitando i lettori a scrivere all’Ambasciatore del Regno dell’Arabia Saudita in Italia  per protestare contro la decisione del governo di Riad e chiedere un ripensamento. Lo stesso presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi, in un recente viaggio in Arabia Saudita, ha perorato la causa di una atto di clemenza. Appelli, raccolta di firme, pressioni internazionali che però finora non hanno sortito effetto”.

(MNT,  7 gennaio 2016)

 

 

 

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts