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Da oggi i lavori di Cites contro traffico illegale di flora e fauna

GINEVRA, 11 gennaio – Partono oggi a Ginevra (e dureranno fino al 15) i lavori del Comitato permanente della Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione (Cites), firmata da 181 Stati a Washington nel 1973, che fa parte del programma Onu per l’ambiente, per tentare di porre un freno al traffico illegale di flora e di fauna. In molte parti del mondo è vera emergenza per la sopravvivenza delle specie protette e si assiste ad una vera e propria impennata dei crimini sulla fauna selvatica.

Secondo molte organizzazioni ecologiste e animaliste è ora che Cites aumenti ulteriormente gli sforzi globali per affrontare il commercio illegale di specie selvatiche, prendendo decisioni coraggiose su questioni cruciali. “L’ultima riunione del Comitato permanente della CITES è stata tra le più produttive avute sinora e gli incontri di questa settimana dovrebbero tradursi in maggiori  progressi per fronteggiare il commercio illegale”, ha detto Carlos Drews, direttore del Programma Global species del WWF Internazionale.

La 66a riunione del Comitato permanente della CITES sarà la più frequentata degli ultimi anni, con un numero record di partecipanti e punti all’ordine del giorno – comprese le questioni relative a elefanti, rinoceronti, tigri e squali. Con oltre 30.000 elefanti africani uccisi dai bracconieri ogni anno, gli sforzi per affrontare il commercio illegale di avorio sarà ancora una volta al  centro delle discussioni. In particolare, il Comitato esaminerà i progressi compiuti in merito all’attuazione dei Piani d’azione nazionali sull’avorio da parte dei 19 paesi e territori coinvolti a diverso livello nel commercio illegale di avorio.

images[5]E’ importante ricordare che agli inizi del 1900 si stima vi fossero dai 3 ai 5 milioni di elefanti in Africa mentre oggi ne sono rimasti circa 470.000 e una perdita di 30.000 esemplari l’anno è assolutamente insostenibile. “I piani d’azione nazionali sull’avorio sono prioritari per il WWF in quanto la loro effettiva attuazione avrebbe un enorme impatto sul bracconaggio e il traffico di avorio”, ha detto Carlos Drews, che guida la delegazione dell’organizzazione. “Alcuni paesi, tra cui la Thailandia, hanno fatto progressi significativi, ma sono troppi i Paesi che hanno fatto poco o non abbastanza”. Il WWF ha presentato un elenco di raccomandazioni per il Comitato permanente della CITES, comprese le richieste a Tanzania e  Mozambico di indicare step e calendari precisi per la piena attuazione dei loro piani e per Nigeria, Angola e  Laos di affrontare sanzioni per la loro mancanza di conformità. Il Comitato discuterà anche la situazione dei rinoceronti, dopo che la Namibia ha annunciato di aver perso 80 rinoceronti a causa dei bracconieri nel 2015 – contro i 25 appena dell’anno prima. Nel frattempo, i primi rapporti indicano che oltre 1.000 rinoceronti sono stati uccisi in Sud Africa per il terzo anno consecutivo.

”E’ tempo per la CITES di adottare lo stesso approccio per i rinoceronti che si ha con gli elefanti, applicando una pressione supplementare sui paesi più pesantemente coinvolti nel commercio illegale” sottolinea Colman O’Criodain, esperto WWF di commercio illegale di natura. “Vietnam e Mozambico dovrebbero accettare le linee guida per l’azione di contrasto al traffico di corno di rinoceronte e, nel caso del Vietnam, per ridurre anche la domanda” .

picture_cites[1]Ma non solo di elefanti e rinoceronti si parlerà: il Comitato permanente discuterà argomenti, tra cui il ruolo della corruzione nel traffico di fauna selvatica, la regolamentazione del commercio di esemplari allevati in cattività, il rafforzamento della legislazione nazionale in materia di specie protette, così come il commercio di determinate specie meno conosciute, come pangolini e ghepardi, e il commercio illegale di legname dal Madagascar.   “Il commercio illegale di ebano e palissandro dal Madagascar è paragonabile in termini di valore al commercio di avorio dall’Africa continentale”, ha detto O’Criodain. “Il Madagascar deve prendere misure per fermare questo commercio illegale”.

Il WWF ha lanciato in Italia la campagna #DIAMOVOCE contro il bracconaggio per far luce anche in Italia sul dramma del traffico illegale di fauna selvatica.

(MNT,  11 gennaio 2016)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts