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Siria: per aiuti Madaya Farnesina in prima linea. Ma MSF fotografa situazione disperata

ROMA,  13   gennaio – Il ministero degli Esteri italiano fa sapere che in queste ore la Farnesina è in prima linea nello sforzo straordinario per raggiungere aree come quelle di Madaya, Zabadani, Foah e Kufraya, dove la popolazione vive sotto assedio in condizioni drammatiche dal punto vista alimentare e nutrizionale. La Cooperazione italiana ha approvato a tal fine la concessione di un contributo di 250 mila euro per sostenere, insieme alla nuova Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, le operazioni di distribuzione di aiuti alimentari in Siria, gestite dal Programma alimentare mondiale (PAM) delle Nazioni Unite.

solidarity-madaya[1]Dopo la recente autorizzazione da parte del governo siriano per consentire il transito degli aiuti attraverso corridoi umanitari, un convoglio inter-agenzie dell’ONU raggiunge in queste ore la città di Madaya, a circa 11 chilometri dal confine con il Libano, per fornire assistenza alimentare d’emergenza. Potranno essere distribuite razioni alimentari a circa 40 mila persone nella città di Madaya e di Zabadani, volte a coprire il fabbisogno familiare per un mese, mentre altre 4 mila razioni alimentari familiari raggiungeranno le città di Foah e Kufraya, a beneficio di circa 20 mila persone per un mese. L’iniziativa vede la collaborazione, oltre che del PAM, anche del Comitato Internazionale della Croce Rossa, della Mezza Luna Rossa siriana, dell’UNICEF e dell’OMS, nell’ambito di uno sforzo collettivo volto a consentire il rifornimento a favore delle comunità assediate di medicinali e di altri beni di prima necessità.

Da Madaya continuano comunque a giungere in questi giorni terribili testimonianze e tra le più tragiche c’è quella di Medici senza frontiere che stanno lavorando nella zona da mesi. Secondo MSF,  ”i medici non mangiano nulla da una settimana. Sono stanchi, deboli mentre il numero di pazienti malati aumenta. Loro, come tutti a Madaya, sono disperati. In questa zona montuosa, inoltre, le temperature sotto zero attuali peggiorano gravemente le condizioni, soprattutto dei pazienti malati che sono meno in grado di recuperare al freddo. Il combustibile per il riscaldamento deve essere incluso negli aiuti umanitari: le persone che cercano di raccogliere legna da ardere rischiano di essere colpiti dagli spari o di saltare in aria sulle mine”.

profile[1]Come molte altre organizzazioni umanitarie anche MSF ritiene che ”una distribuzione una-tantum non mitigherà i problemi nei mesi a venire. MSF continua a chiedere l’evacuazione urgente dei pazienti malati verso un posto sicuro dove essere curati e l’accesso immediato e senza impedimenti delle forniture mediche salva-vita per la popolazione civile a Madaya. È l’unico modo per uscire da una situazione ormai catastrofica”.

Nella città assediata di Madaya, nel Governatorato del Rif di Damasco in Siria, i medici supportati da MSF confermano che solo domenica 10 gennaio 5 persone sono morte di fame, tra loro un bambino di 9 anni e 4 uomini con più di 45 anni. 10 pazienti hanno bisogno di ospedalizzazione urgente per malnutrizione acuta. 200 pazienti affamati potrebbero diventare critici e aver bisogno di ospedalizzazione entro questa settimana se gli aiuti non arriveranno in tempo.

(MNT,  13 gennaio  2016)

 

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts