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Ebola: Liberia, verso fine contagio domani. L’Onu: “Continuare a vigilare”

NEW YORK, 13 gennaio 2016 In vista della giornata di domani che potrebbe segnare la fine dell’epidemia di Ebola in Liberia un risultato già ottenuto in Guinea (29 Dicembre 2015) e in Sierra Leone (7 novembre 2015) – il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon fa il punto sulla lotta condotta dai tre Paesi e dalla comunità internazionale contro la malattia che ha riguardato 28.600 persone e causato 11.300 morti in Africa occidentale. Ma l’obiettivo, ha sottolineato, è quello di continuare a lavorare per evitare ricadute.

CYoR5zIUAAAsQTN“La fine della trasmissione del virus Ebola in Africa occidentale è la prova dei ciò che possiamo ottenere quando il multilateralismo funziona come dovrebbe, portando la comunità internazionale a lavorare con i governi nazionali per prendersi cura della gente”, ha detto il capo dell’Onu, sottolineando che “l’Organizzazione si è trovata di fronte a una prova cruciale della nostra forza collettiva e volontà – ci siamo mobilitati. I governi e le comunità della regione hanno lavorato in modo straordinario. Decine di paesi hanno fornito contributi salvavita. Abbiamo creato la prima missione di emergenza sanitaria delle Nazioni Unite e coordinato una risposta unitaria”.

Ma il lavoro continua: “I governi avranno bisogno di risorse per aiutare le comunità a prevenire l’infezione, rilevare i possibili casi (di infezione) e rispondere con rapidità ed efficacia”: “la vigilanza, il nostro impegno e la nostra solidarietà per il popolo dell’Africa occidentale e del mondo” devono essere mantenuti, ha esortato Ban.

CYoR5_tUQAAijzs“La crisi di Ebola è tutt’altro che finita – sia i sopravvissuti, sia i governi di Guinea, Liberia e Sierra Leone continuano ad affrontare grandi sfide”, ha aggiunto il presidente dell’Assemblea generale Mogens Lykketoft: “E ‘importante che la comunità internazionale rimanga attenta a questa materia; che i partner continuino a fornire sostegno alle comunità colpite; e che vengono apprese le lezioni sul modo migliore di prevenire e gestire future crisi sanitarie globali”, ha concluso il diplomatico danese.

“Anche se il lavoro è lungi dall’essere finito, la situazione non tornerà come quella di 16 mesi fa”, quando l’epidemia è scoppiata, ha commentato il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità Margaret Chan. Ciò nonostante, l’attenzione deve rimanere alta, perché “risultati scientifici dimostrano che il virus può persistere anche dopo la ripresa”: “i prossimi tre mesi sono i più critici”.

Domani, se non saranno segnalati ulteriori casi, sarà il 42simo giorno senza trasmissione dell’Ebola in Liberia, “un successo monumentale”, lo ha definito Chan. Trascorsi 42 giorni senza contagi (il doppio del periodo di incubazione del virus), il paese osserverà altri 90 giorni di alta vigilanza. La Sierra Leone concluderà questa fase il 5 febbraio, mentre la Guinea vi è entrata il 29 dicembre 2015.

Alla riunione informale di oggi dell’Assemblea Generale hanno partecipato anche l’amministratrice del Programma di sviluppo delle Nazioni Unite Helen Clark, il consigliere speciale per l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile ed ex inviato speciale del Segretario Generale dell’ONU per l’emergenza Ebola David Nabarro, rappresentanti dei tre Paesi e sopravvissuti all’epidemia. (@annaaserafini)

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